Non s’era mai visto un gesto così in uno stadio. Una carezza dell’allenatore ai suoi giocatori affranti. Una mano che passa sulla testa, uno per uno, di quei ragazzi. Nel pieno della bolgia, nel cuore della disfatta. Mancavano pochi minuti alla fine della tragedia, una sconfitta storica che resterà negli annali dei Mondiali, nell’album delle “furie rosse” e soprattutto nei cuori di quei giocatori, campioni del mondo in carica, alcuni di loro freschi vincitori della Champions League. Mancavano pochi passi all’ingresso negli spogliatoi e alla doccia dopo una grandinata di gol subìti in quello che il telecronista definiva “un risultato impronosticabile”. Non era mai accaduto che la nazionale campione del mondo incassasse cinque gol nella partita d’esordio contro la stessa squadra che quattro anni prima le aveva conteso il titolo nella finale. Spagna-Olanda 1-5. Débâcle, tracollo, umiliazione. La Spagna che subisce la manita. Il portiere Iker Casillas aveva commesso un grave errore che aveva determinato il quarto gol degli olandesi e altri, meno clamorosi ma altrettanto influenti, in occasione del pareggio e del terzo gol avversari. I blasonati difensori Sergio Ramos e Piqué, due centrali che ogni squadra vorrebbe, erano stati travolti dalle incursioni e dalle ondate di Robben e Van Persie. Increduli, Iniesta e Xavi avevano lo sguardo perso nel vuoto. È stato a quel punto che Vicente del Bosque, gran condottiero, anche lui campione mondiale e titolare di un palmarès di scudetti e coppe internazionali lungo così, dopo aver inghiottito la mortificazione, ha pensato a quei ragazzi che aveva seduti a fianco. Come vivranno questo momento, come lo supereranno? Allora Vicente si è alzato e, risalendo la panchina dal primo all’ultimo, ha passato una mano sulla testa dei suoi giocatori. Un’altra manita, compassionevole. Un gesto di condivisione, una carezza paterna. Mai visto in uno stadio dove si celebrano eroi, campioni, vincitori. Ce lo ricorderemo a lungo questo momento, ma siamo insieme. Ce lo ricorderemo a lungo, ma proveremo a rifarci. C’è qualcosa di più grande di questo momento terribile. Il gruppo. La squadra. L’essere insieme.

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