È una Rai senza una vera identità quella che si è presentata l’altro giorno con il varo dei nuovi palinsesti autunnali. Una Rai modesta, infarcita di mediani e senza guizzi creativi. Per carità, le attenuanti non mancano soprattutto a causa degli scarsi introiti pubblicitari. E quando mancano gli investimenti manca anche l’inventiva. O no? Magari proprio la penuria finanziaria dovrebbe stimolare la creatività e aguzzare l’ingegno, come dicevano i nostri vecchi. Invece. Se si dà un’occhiata a volo d’uccello ai palinsesti della prossima stagione si scorgono poche novità (l’innesto di Nicola Porro, vicedirettore del Giornale su Raidue con il docu-talk […]