Brexit, comunque vada…è già un flop

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Comunque vada…sarà un insuccesso. Anzi un flop lo è già questa Brexit che avrebbe dovuto restituire sovranità e orgoglio al popolo britannico, gli ha tolto invece tutto quello che di più prezioso aveva, il fiore all’occhiello delle sue istituzioni: credibilità, stabilità, coerenza, coesione, reputazione. Il secondo rinvio è arrivato nella notte, un’altra di attesa e sofferenza per una questione che si è trasformata in un dramma nazionale a puntate, uno stillicidio quotidiano capace di annientare la nazione più temprata. Alla fine il risultato è una proroga di sei mesi, fino al 31 ottobre, ma flessibile: se ce la farà (come non […]

  

Brexit, the show must NOT go on

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Come nei divorzi d’amore, quando la coppia dà il peggio di sé prima di arrivare alla firma consensuale (semmai ci si arrivi), lo spettacolo che il Regno Unito sta offrendo al mondo è una carrellata di errori ed orrori, ripicche, indecisioni e scivoloni che ci restituiscono l’immagine di un Paese in piena parabola discendente, se non in picchiata. Sepolta la Cool Britannia del boom culturale e artistico. Addio alla fruttuosa era politica in cui Blair univa la nazione e affascinava mezzo mondo con il suo modello neolaburista. La Gran Bretagna è in un’impasse politica e istituzionale e sembra lentamente essere diventata […]

  

La paura di essere chiamati razzisti

La destra, i suoi elettori e i suoi esponenti di spicco, sono abituati. Quando c’è un caso di cronaca nera – delitti violenti e stupri come quello di Rimini commessi da stranieri, immigrati, richiedenti asilo o immigrati di seconda e terza generazione – il sospetto di un interlocutore di sinistra è sempre quello di dibatterne trovandosi di fronte un razzista. Ora però, anche a sinistra, cominciano a levarsi voci che denunciano un clima di paura, quasi di omertà, fra intellettuali e cittadini comuni, spinti a tacere o a evitare di affrontare temi scottanti relativi a minoranze etniche o comunità religiose per il terrore […]

  

Fuga dalla Ue, fuga da Londra

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E d’improvviso il Regno Unito si trovò con quasi 100mila immigrati europei in meno. Mentre il ministro David Davis discute in queste ore a Bruxelles il delicatissimo dossier che definirà l’uscita del Paese dall’Unione Europea e lo status dei cittadini europei che vivono e lavorano in Gran Bretagna, la Brexit ha già prodotto il primo effetto tangibile. Circa 117mila cittadini europei hanno lasciato il Paese nel 2016 (il tasso più alto dal 2009) e i dati sul tasso netto di migrazione (la differenza, cioè, fra i 588mila immigrati e i 339mila emigrati) dicono che il Paese ha registrato 84mila presenze […]

  

May, Cameron, Renzi, Clinton e il sadismo degli elettori

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Barcollanti come birilli alla prova decisiva. Indeboliti o umiliati in cabina elettorale dopo aver invocato le urne per rafforzarsi. Incapaci di cogliere il mood popolare tanto da sposare battaglie le cui prime vittime sono proprio loro. In poco meno di un anno, da giugno 2016 a oggi, la Gran Bretagna schiaffeggia con una X sulla scheda elettorale due primi ministri che volevano entrare nella storia e che sono finiti invece nel girone della pubblica derisione, uno perdendo il governo, l’altra perdendo la possibilità di governare da sola, senza insidiose coalizioni. David Cameron e Theresa May hanno scommesso convinti di vincere o stravincere […]

  

Sondaggi inglesi alla prova del fuoco

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Ma davvero quello a Londra è un voto in bilico? Davvero i Conservatori sono a rischio di perdere la maggioranza assoluta e forse anche di perdere le elezioni? Dopo mesi di relative certezze, dopo lunghe settimane in cui il gap tra Laburisti e Conservatori sembrava incolmabile, i sondaggi hanno cominciato a segnalare una rimonta laburista che sta facendo tremare il governo di Theresa May. Ma quanto questa avanzata si tradurrà davvero nella svolta, nella perdita di una maggioranza netta, seppur risicata (oggi è di 17 deputati), per Lady May? Davvero il voto, condizionato dagli attentati jihadisti, potrebbe consegnare le chiavi di […]

  

La jihad nell’urna

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Doveva essere l’elezione sulla Brexit, è diventata l’elezione sul terrorismo. Dopo il secondo ttentato jihadista in piena campagna elettorale (Manchester prima, London Bridge dopo), è sulla sicurezza che si stanno giocando le ultime battute di un confronto politico che sembrava segnato sia sul piano degli argomenti (uscita dalla Ue) che sull’esito, apparentemente scontato fino a qualche settimana fa, tanto da indurre la premier Theresa May a chiamare gli inglesi al voto anticipato l’8 giugno. La jihad riapre la partita e allarga il dibattito pubblico, stravolgendo l’agenda politica, mentre gli ultimi sondaggi riferiscono della clamorosa rimonta del Labour, ora a un punto percentuale di scarto dai laburisti. […]

  

Londra…ops, la partita si riapre

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Prendete una riforma dell’assistenza sociale che colpisce le famiglie con anziani affetti da demenza senile. Correggetela in corsa solamente dopo una valanga di critiche. Poi aggiungete un attentato terroristico che dà al leader dell’opposizione l’occasione per rilanciare il suo pacifismo di ferro e puntare il dito contro i tagli alle forze dell’ordine e all’intelligence. Il risultato è che la premier Theresa May brucia in poche settimane l’enorme vantaggio (oltre 20 punti percentuali) che l’aveva spinta il 18 aprile a chiamare gli inglesi alle urne in anticipo. E lunedì sera, nel confronto televisivo in cui la premier e il leader di opposizione Jeremy Corbyn sono […]

  

I terroristi, il voto e la democrazia che resiste

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Un’altra strage islamista, la peggiore dal 2005 nel Regno Unito. E un’altra campagna elettorale sospesa. A Manchester come al Bataclan di Parigi, il terrorismo di matrice religiosa prende di mira un concerto, espressione massima di libertà, sregolatezza e stile di vita occidentale. Vittime predilette: la nostra gioventù. Ma c’è un altro particolare che ha una valenza non meno simbolica in questa guerra ai “crociati”. Mentre attacca la folla inerme in un luogo di aggregazione e divertimento, il terrorismo islamista colpisce anche in un altro momento cruciale per le nostre democrazie: la vigilia delle elezioni. A Manchester come sugli Champs Elysée […]

  

Successo May: verso la Brexit e oltre

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Il miglior risultato degli ultimi dieci anni per il Partito Conservatore, che avanza ovunque in Inghilterra, Galles e persino in Scozia (finora impenetrabile), conquistando 11 comuni e oltre 500 consiglieri in più rispetto alle precedenti elezioni locali. Un “quadro disastroso” per il Labour di Jeremy Corbyn (copyright del laburista Stephen Kinnock), che perde 380 rappresentanti comunali e 9 municipalità. E poi l’Ukip quasi azzerato nelle assemblee locali (un solo consigliere comunale riconfermato) e dato ormai per morto dopo aver contribuito alla Brexit. Sbranato in un solo boccone da Lady May. Se, come spesso accade, le amministrative di giovedì nel Regno Unito sono […]

  

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