Il virus, sfida alle certezze

Ci sono in gioco tutte le nostre certezze. C’è di mezzo ogni aspetto della vita pubblica e privata, del mondo avanzato e ovattato che conosciamo oggi. Dei traguardi che abbiamo raggiunto o che pensavamo di avere raggiunto. C’è di mezzo tutto il nostro mondo in questa emergenza coronavirus: il nostro quotidiano, la geopolitica, la biologia, la medicina, l’economia e la psicologia. La geopolitica. All’origine dell’emergenza c’è il lungo silenzio della Cina, un regime che si è preoccupato per oltre un mese di tenere riservata la notizia sulla diffusione del virus, intimando con l’arresto al medico che per primo, il 30 […]

  

Brexit Day, la lezione inglese

Il giorno fatidico è arrivato. È Brexit Day. Il Regno Unito lascia l’Unione Europea. Sulla questione si sono sprecati fiumi di inchiostro. Ma cosa ci fa guardare a Londra con ammirazione, anche se con amarezza per l’addio inglese a un club di cui noi siamo ancora membri? 1 – Per tre anni e mezzo hanno litigato, si sono battuti ferocemente ma alla fine ha prevalso un sano principio democratico. Il referendum c’è stato e il suo risultato si rispetta. 2- Boris Johnson, uno degli agitatori della Brexit, ora che è entrato nel ruolo di primo ministro, ha voluto evitare la grande festa […]

  

Il ciclone Meghan alla corte di Londra

Da quando ha messo piede nella Casa reale, appena due anni fa, è stata un ciclone. Nella prima uscita pubblica col principe, da fidanzata, agli Invictus Game in Canada, si è presentata in jeans strappati, tenuta molto poco regale. Allora Meghan Markle aveva 36 anni, oggi ne ha 38. Era già divorziata, tre anni più di Harry e subito fece discutere: un’americana, figlia di un’afroamericana, si avvicinava alla più ambita Casa reale del mondo (ma negli Usa la scambiavano spesso per un’italiana, ha raccontato). Alle nozze in pompa magna con Harry, nel maggio 2018, ha deciso di rompere con la […]

  

Blair: “Labour vergogna, comico sulla Brexit. Rischia di sparire”

Il risultato elettorale del Partito laburista? “Una vergogna. Abbiamo deluso il nostro Paese”. Le ragioni della peggiore sconfitta della sinistra inglese dal 1935? “Un’indecisione quasi comica sulla Brexit, che ci ha alienato tutte e due le parti del dibattito”, europeisti e antieuropeisti. E poi ancora, a pesare sul pessimo risultato, è stata l’offerta di un “socialismo quasi rivoluzionario, un mix di politica economica di estrema sinistra, unito a una profonda ostilità verso la politica estera occidentale”. Infine lui, Jeremy Corbyn, visto dagli elettori come un leader “fondamentalmente in contrapposizione con quello che la Gran Bretagna e l’Occidente rappresentano”, sostenuto da un […]

  

Il terremoto Boris e il “governo del popolo”

“Gli elettori di questo Paese hanno cambiato il nostro governo e il nostro partito in meglio. Dobbiamo ripagare la loro fiducia adesso lavorando per cambiare il nostro Paese in meglio. E non dovremmo assolutamente avere alcun imbarazzo nel dire che siamo il governo del popolo e lavoreremo per onorare le priorità dei britannici. Dobbiamo riconoscere che la gente ci ha prestato i suoi voti in questa elezione. È stata un’elezione sismica, ma dobbiamo ripagare la loro fiducia lavorando 24 ore al giorno. I primi cento giorni saranno molto impegnativi, ma non avete ancora visto nulla, ragazzi. La gente ha aspettative […]

  

“Corbyn Hood” sogna il governo: togliere ai ricchi e dare al popolo

Tassare i ricchi per finanziare i servizi pubblici. Riscrivere le regole dell’economia con un programma “radicale” – come lo chiama lui stesso – il più radicale da molti decenni, il più socialista dagli anni Settanta. Jeremy Corbyn, leader della sinistra inglese, alla guida del Partito laburista dal 2015, dall’alto dei suoi 70 anni si gioca l’ultima carta della carriera promettendo una rivoluzione economica e sociale, con cui punta a vincere le elezioni del 12 dicembre e a governare il Regno Unito dopo 9 anni di potere conservatore. Il suo obiettivo: farsi Robin Hood – o meglio Corbyn Hood – togliere […]

  

Brexit, comunque vada…è già un flop

Comunque vada…sarà un insuccesso. Anzi un flop lo è già questa Brexit che avrebbe dovuto restituire sovranità e orgoglio al popolo britannico, gli ha tolto invece tutto quello che di più prezioso aveva, il fiore all’occhiello delle sue istituzioni: credibilità, stabilità, coerenza, coesione, reputazione. Il secondo rinvio è arrivato nella notte, un’altra di attesa e sofferenza per una questione che si è trasformata in un dramma nazionale a puntate, uno stillicidio quotidiano capace di annientare la nazione più temprata. Alla fine il risultato è una proroga di sei mesi, fino al 31 ottobre, ma flessibile: se ce la farà (come non […]

  

Brexit, the show must NOT go on

Come nei divorzi d’amore, quando la coppia dà il peggio di sé prima di arrivare alla firma consensuale (semmai ci si arrivi), lo spettacolo che il Regno Unito sta offrendo al mondo è una carrellata di errori ed orrori, ripicche, indecisioni e scivoloni che ci restituiscono l’immagine di un Paese in piena parabola discendente, se non in picchiata. Sepolta la Cool Britannia del boom culturale e artistico. Addio alla fruttuosa era politica in cui Blair univa la nazione e affascinava mezzo mondo con il suo modello neolaburista. La Gran Bretagna è in un’impasse politica e istituzionale e sembra lentamente essere diventata […]

  

La paura di essere chiamati razzisti

La destra, i suoi elettori e i suoi esponenti di spicco, sono abituati. Quando c’è un caso di cronaca nera – delitti violenti e stupri come quello di Rimini commessi da stranieri, immigrati, richiedenti asilo o immigrati di seconda e terza generazione – il sospetto di un interlocutore di sinistra è sempre quello di dibatterne trovandosi di fronte un razzista. Ora però, anche a sinistra, cominciano a levarsi voci che denunciano un clima di paura, quasi di omertà, fra intellettuali e cittadini comuni, spinti a tacere o a evitare di affrontare temi scottanti relativi a minoranze etniche o comunità religiose per il terrore […]

  

Fuga dalla Ue, fuga da Londra

E d’improvviso il Regno Unito si trovò con quasi 100mila immigrati europei in meno. Mentre il ministro David Davis discute in queste ore a Bruxelles il delicatissimo dossier che definirà l’uscita del Paese dall’Unione Europea e lo status dei cittadini europei che vivono e lavorano in Gran Bretagna, la Brexit ha già prodotto il primo effetto tangibile. Circa 117mila cittadini europei hanno lasciato il Paese nel 2016 (il tasso più alto dal 2009) e i dati sul tasso netto di migrazione (la differenza, cioè, fra i 588mila immigrati e i 339mila emigrati) dicono che il Paese ha registrato 84mila presenze […]

  

Il blog di Gaia Cesare © 2020
jQuery(document).ready(function(){ Cufon.replace('h2', { fontFamily: 'Knema' }); }); */ ?>