IMG_5518Altro che esclusione. Boris Johnson entra nel nuovo governo Cameron con un posto d’onore. Niente portafogli ma è il prescelto che potrà partecipare alle riunioni del Gabinetto politico di Londra, quelle che si tengono ogni due settimane, cruciali per decidere la linea politica del governo.

Per Johnson è l’anticamera di un incarico vero. Rimandato solo perché l’accordo era chiaro col partito e con il primo ministro: prima finire il lavoro (apprezzato) di sindaco della capitale inglese e poi, a partire da maggio 2016, quando il suo incarico sarà scaduto, entrare nella squadra di Cameron. La vittoria è arrivata, più dolce del previsto. Ed è chiaro anche a Cameron che Boris non potesse più aspettare: è stato utile ai Conservatori per la vittoria e sarà utile al governo per migliorare le politiche Tory.

Così nel nuovo esecutivo (il primo completamente Tory da 18 anni a questa parte, molto di destra e con 9 donne su 27, il numero più alto da 15 anni) Boris ci entra con una poltrona esclusiva, reserved. L’ampia vittoria dei Conservatori placa le rivalità fra il premier e il suo papabile successore (ex compagni di università a Oxford, due figli dell’aristocrazia britannica con caratteri opposti: misurato il premier, eccentrico il sindaco).  Quel che accadrà è che tra un anno Johnson potrà realmente sedere al governo. E se i Tory governeranno bene nei prossimi cinque anni, per lui potrà aprirsi anche la successione. Potrebbe essere proprio lui l’uomo del dopo-Cameron e del terzo mandato dei Conservatori (il premier ha già detto che lui non si ricandiderà). D’altra parte nel Labour, almeno per ora, è un disastro. A sinistra sono in molti a temere che se il partito andrà avanti così, se resterà su posizioni più di sinistra che di centro, sarà relegato a dieci anni di opposizione.

Twitter: @gaiacesare

(Vignetta di Simon Ellinas)

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