Pickpocket“Invece che chiudere la Tour Eiffel non avremmo fatto meglio a chiudere le nostre frontiere e aprire le prigioni?”, scrive su Twitter Bruno Lemaire, uno dei dirigenti del Front National, pronto a cavalcare lo sdegno di molti parigini. La notizia del giorno è già diventata arma di battaglia nell’arena della politica francese. E d’altra parte il dibattito riguarda il simbolo della nazione. La Tour Eiffel, il monumento a pagamento più visitato del mondo, è rimasta chiusa al pubblico venerdì dalle 9,30 del mattino (e per sette ore) per la protesta dei dipendenti, che chiedono un intervento serio contro i borseggiatori in azione nell’area.

“Arrivano in bande di 4 o 5  ma qualche volta ce ne possono essere anche una trentina”, ha spiegato uno di loro all’Agence France Presse. In effetti, come le api al miele, decine di balordi, disperati, immigrati con souvenir in vendita per sbarcare il lunario e malintenzionati si aggirano attorno al monumento-calamita ogni giorno. E lo fanno nonostante quella ai piedi della Torre sia una delle zone più sorvegliate di Parigi, con decine di soldati, mitragliatori al braccio, dispiegati nei pressi delle biglietterie in funzione anti-terrorismo e altrettanti agenti spesso impegnati a inseguire i venditori ambulanti abusivi.

pickpocketEntro l’estate, in città, saranno dispiegati 26mila poliziotti su una decina di siti turistici proprio
per lottare contro i ladri di strada. È il nuovo piano previsto dalla metropoli, presentato qualche giorno fa con un dato che sembrava parecchio rassicurante: i borseggi sono calati del 24% da inizio anno. Eppure la Torre chiude per l’esasperazione dei suoi dipendenti. “Sono anche arrivati a minacciarmi – racconta uno dei lavoratori spesso impegnato ad allontanare i piccoli criminali – Mi hanno detto: perché non ci lasci fare? Ti vediamo andar via ogni giorno. Se continua così avrai dei problemi”. Perciò lui e altri dipendenti hanno deciso di rivolgersi al commissariato e hanno esercitato il “diritto al ritiro”, cioè la facoltà di non presentarsi sul posto di lavoro di fronte a “un pericolo serio e imminente per la vita o la salute” a causa di “una recrudescenza delle attività dei borseggiatori sulla Tour Eiffel e in seguito a diverse aggressioni e minacce”. I dipendenti vogliono “garanzie formali” perché vengano “messe in atto misure permanenti ed efficaci per mettere fine a questo problema di cui sono vittime, quotidianamente, numerosi turisti”.

“L’immagine e il simbolo di Parigi e della Francia è stata trasformata, per un lassismo istituzionalizzato, in una corte dei miracoli. Dovrebbe essere il nostro orgoglio ed è diventata la nostra vergogna” scrive in un comunicato Wallerand de Saint-Just, del Front National di Marine Le Pen, che coglie la palla al balzo per puntare il dito contro “la condizione allarmante del nostro Paese dove si mescolano immigrazione massiccia e delinquenza impunita”.

A fine giornata la Torre è stata riaperta. Per la gioia dei turisti, che nel 2014 hanno raggiunto quota 7 milioni. Ma quanti monumenti, anche in Italia, sono ormai zone franche dove i turisti lasciano, oltre al cuore, anche il portafogli?

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