daily mailIeri erano “come scarafaggi”, che invece di essere salvati avrebbero dovuto essere fermati con gli elicotteri da combattimento (copyright Katie Hopkins, orgogliosa commentatrice del Sun). Ora sono diventati “le piccole vittime di una catastrofe umanitaria”.

I migranti che in queste ore stanno mettendo a dura prova le frontiere e il futuro dell’Europa, nella peggiore crisi umanitaria dal Dopoguerra a oggi, devono aver messo nelle ultime ore parecchio in crisi anche i tabloid britannici. Eppure gli squali del giornalismo inglese (campioni di populismo sempre a caccia di un nemico da dare in pasto alla pancia del Paese, di star e potenti da portare sull’altare e poi sacrificare al dio delle rotative cosparsi di fango) si stanno esibendo nelle ultime ore in una delle più eclatanti giravolte mediatiche di sempre.
the sunDa un giorno all’altro, da quando l’immagine del corpicino di Aylan riverso senza vita su una spiaggia turca ha fatto il giro del mondo commuovendo e risvegliando molte coscienze, i paladini della linea dura, sempre più connessi alle politiche anti-immigrati di Nigel Farage, hanno deciso invece che è arrivato il momento di invocare umanità, pietà per quelle anime a caccia di pane, dignità e libertà. E hanno deciso di tirare per la giacchetta il premier Cameron, che finora aveva gestito con una certa freddezza la questione dell’accoglienza dei rifugiati, anche perché, sul collo, il leader Conservatore non ha solo il fiato della destra estrema di Farage ma anche quello delle numerose e potenti testate giornalistiche che da tempo strizzano l’occhio all’Ukip.
“Mostratemi le immagini delle bare, mostratemi i corpi che galleggiano in acqua, suonate il violino e mostratemi gente scheletrica che sembra triste. Non me ne frega ancora nulla. Perché il minuto dopo mi mostrerete le foto di giovani aggressivi a Calais, che si diffondono come un Norovirus su una nave da crociera. Non fate errori, questi migranti sono come scarafaggi”.
katie_hopkins_columnScriveva così Katie Hopkins, appena quattro mesi fa. Ma ora il ritornello del Sun è cambiato come quello di molti altri tabloid. Il Daily Mail, che non ha mai perso occasione per ricordare ai suoi lettori come il numero dei migranti abbia ormai raggiunto cifre insopportabili per il Regno Unito, ora avvisa in prima pagina che la crisi umanitaria ha raggiunto il livello di una catastrofe. Il Daily Mirror, che fino a ieri invocava l’intervento dei cani per scovare i migranti nascosti nei camion in partenza da Calais, ora definisce “insopportabile” l’immagine del piccolo siriano annegato. Tutti pronti ad appropriarsi dell’emotività scatenata dalla potente  immagine di Aylan sulla spiaggia. Tutti pronti a far cassa sulla commozione. Forse per non restare gli unici cattivi mentre anche il premier conservatore Cameron, spinto dall’emergenza, dalla linea pro-accoglienza attuata dalla Germania e solleticato ancora una volta dai titoli della stampa popolare, è tornato sui suoi passi sui profughi siriani.
Ora Piers Morgan sul Daily Mail scrive del piccolo Aylan riverso sulla spiaggia: “Non chiudete gli occhi di fronte a questa foto perché NOI abbiamo fatto questo”.
È il momento del mea-culpa, ma anche dell’ipocrisia. Domani è un altro giorno. E sarà sempre quello buono per gettare il sasso e nascondere la mano.
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