badawi-george-riadIn queste ore sono arrivate due apparenti buone notizie sull’Arabia saudita. Le ha fornite il ministro degli Esteri britannico Hammond, che si è detto convinto che non saranno inferte le 350 frustate sul pensionato inglese condannato per il possesso di qualche bottiglia di vino fatto in casa e che Ali Mohammed Al Nimr, 21 anni, non sarà decapitato e poi crocifisso. Se così fosse, non ci sarebbe che da rallegrarsi (ma il padre di Ali Al Nimr ha detto alla Cnn di essere ancora “estremamente preoccupato”). Nelle stesse ore, il Dipartimento di Stato americano ha scritto all’Arabia saudita, chiedendo di rispettare la libertà di espressione dei suoi cittadini. Il 19 ottobre, Abdelkarim al-Khoder, un difensore dei diritti civili, è stato condannato a dieci anni di carcere solo per aver chiesto riforme politiche sul tema dei diritti umani. Le buone notizie, insomma, sono per ora solo una goccia nel mare.

E quella più promettente, di notizia, cioè la liberazione di Raif Badawi, deve ancora arrivare. Dopo un processo senza avvocato, Raif è in carcere da tre anni e deve scontarne ancora sette di prigione, condannato a mille frustate e a una multa di un milione di rial (circa 240mila euro) per aver offeso l’islam con il suo sito “I liberali sauditi”.

badawi figliSua moglie Ensaf Haidar, si è rifugiata in Canada con i tre figli e sta girando il mondo per chiedere che il marito venga liberato. Raif rischia la vita ogni giorno per le frustate che potrebbero essergli inflitte. È il prezzo delle parole che state per leggere. Pubblicate su un blog come questo e raccolte oggi in “1000 frustate per la libertà” (editore Chiarelettere). Potrebbero sembrare ovvietà, ma sono il migliore elogio al liberalismo, perché per averle scritte Badawi ha già subito 50 frustate in pubblico e ne rischia altre 950, cioè la sua stessa vita.

“Se sei un essere umano hai tutto il diritto di esprimerti e di pensarla come ti pare. Hai il diritto di dire ciò che pensi, di credere o di non credere, di amare o di odiare, di aderire al liberalismo o all’islamismo”.

“Ognuno rappresenta solo se stesso, le sue idee parlano solo di lui. Il liberalismo non glorifica nessuno, nessuno si può considerare simbolo di questa corrente d’idee”.

“Noi vogliamo permettere a tutti di salire sul palco, solo a questo punto si vedrà cosa finiranno per scegliere le persone”.

“Il liberalismo è la struttura cognitiva al servizio di una vita buona e libera per tutti, è la prospettiva di una vita simile. E tutto ciò è in piena sintonia con la religione divina, che esorta sempre, e comunque, al bene, all’amore e alla pace”.

“In fin dei conti le persone hanno il diritto di scegliere, tra diversi approcci e punti di vista quelli che ritengono più adatti”.

“Il liberalismo si può sintetizzare nel principio “Vivi e lascia vivere”. Vale a dire che dobbiamo accettare con rispetto qualsiasi consuetudine e comportamento degli altri finché non rimane nell’ambito del loro spazio individuale e negli immediati dintorni. Dire e fare ciò che si vuole è uno dei diritti fondamentali dell’uomo, ma questa libertà dev’essere disciplinata dalla legge. Perché la tua libertà finisce dove inizia la libertà degli altri”.

NAZIONE

“Uno dei principi nobili su cui si fonda una nazione è che appartiene a tutti, senza eccezione; che ha un posto per tutti i suoi figli, a prescindere dall’appartenenza e dall’orientamento intellettuale”.

TEOCRAZIE

“La principale missione di ogni teocrazia è distruggere qualsiasi forma di ragione, opporsi radicalmente al materialismo storico e al buon senso e istupidire le masse”.

“Pensa per un istante agli Stati che si legittimano attraverso la religione. Pensa ai loro popoli, alla fine che fanno nell’arco di poche generazioni. Che cos’hanno da offrire, Stati così, in fatto di civiltà? Assolutamente niente. Nient’altro che il timor di Dio e una vita impossibile, ecco”.

SULL’ISLAM INTOLLERANTE IN ARABIA SAUDITA

“Chiunque osservi la società saudita si rende conto con drammatica chiarezza che essa geme e soffre sotto il peso di una teocrazia che dalla propria società vuol sentir dire, agli uomini del clero, solo la parola: obbedisco”.

“Chiunque osservi i nostri musulmani in Arabia Saudita può facilmente rendersi conto che non rispettano affatto le idee religiose degli altri, ma li considerano semplicemente infedeli. Per costoro qualsiasi non musulmano è un infedele. Dirò di più: qualsiasi musulmano non hanbalita è un trasgressore. Non sarebbe meglio fare come gli altri, e cercare di costruire una civiltà umanistica e una normalità di rapporti con tutti i sei miliardi di essere umani, di cui almeno quattro miliardi non sono seguaci dell’islam?”.

“La mia grande preoccupazione è che prima o poi tutte le migliori menti del mondo arabo emigreranno in cerca di aria pura, da qualche altra parte, purché a debita distanza dalle lame dell’autoritarismo religioso”.

DONNE

“Qui le donne non possono lavorare, e se qualcuno osasse dare impiego a una donna, sia lei sia il datore di lavoro sarebbero costretti a dare spiegazioni e subirebbero punizioni (…).  Quando la pianteremo con tutte queste chiacchiere ingenerose di stampo patriarcale? Quando ci decideremo ad alzare una diga per arginare questa marea di pretesti?”.

“In futuro faremo meglio a non ascoltare la voce degli estremisti che chiedono di vietare qualsiasi mescolanza tra i sessi. E questo non vale solo per la Fiera del Libro (di Riad, ndr) ma per tutti gli ambiti della vita. Di una vita che dovrebbe garantire a ogni figlio e figlia della nazione la più assoluta ed equa concorrenza e parità di opportunità”.

Illustrazione di George Riad Krohn @georgeriadkrohn

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