Undici ore di dibattito parlamentare e Westminster ha deciso che è arrivato il momento di bombardare l’Isis in Siria: 397 sì, 223 no. Cinquantasette minuti dopo il voto, il Regno Unito comincia a colpire con i suoi Tornado anche oltre l’Irak, dove i bombardamenti britannici contro lo Stato islamico sono in corso dal 26 settembre 2014.

Vince la linea del primo ministro conservatore Cameron. Il Partito laburista si spacca. Il leader Corbyn lascia libertà di voto ai suoi deputati ma in 66 (su 231) decidono di non seguirlo sulla strada di ferma contrarietà ai raid. Tra loro 11 membri del Governo ombra. Una sconfitta annunciata e pesante per il neo-eletto capo della sinistra inglese, che ora rischia la leadership. Votano con il governo i Liberaldemocratici e gli unionisti dell’Irlanda del Nord (Udp) e in tutto danno a Cameron una maggioranza di 179 voti. Il ministro degli Esteri del governo ombra di Corbyn, Hilary Benn, ex ministro di Tony Blair, strappa un lungo applauso dell’Aula per un discorso ormai considerato memorabile in cui dice che, a differenza del suo leader, voterà sì ai bombardamenti in Siria perché come con Franco, Hitler e Mussolini: “Quello che sappiamo dei fascisti è che devono essere sconfitti”.

I punti della mozione su cui hanno votato i parlamentari inglesi:

 1 Questa Camera rileva che l’Isis rappresenta una minaccia per il Regno Unito

2 Accoglie la Risoluzione 2249 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che stabilisce che l’Isis rappresenta “una minaccia senza precedenti alla pace internazionale e alla sicurezza” e chiama gli Stati a prendere ogni misura necessaria per prevenire atti terroristici dell’Isis e per “sradicare i porti sicuri che hanno stabilito in parti significative dell’Iraq e della Siria”

3 Inoltre rileva la chiara base legale per difendere il Regno Unito e i nostri alleati in accordo con la Carta delle Nazioni Unite

4 Rileva che l’azione militare contro l’Isis è solo una componente di una strategia più ampia per portare pace e stabilità in Siria

5 Accoglie il rinnovato impeto dietro ai colloqui di Vienna per un cessate-il-fuoco e un accordo politico

6 Accoglie l’impegno continuativo del governo a fornire aiuto umanitario ai rifugiati siriani

7 Sottolinea l’importanza di una pianificazione per la stabilizzazione e la ricostruzione della Siria

8 Accoglie la determinazione continuativa del governo a tagliare le fonti di finanziamento dell’Isis, la contraerea e le armi

9 Rileva le richieste di Francia, Stati Uniti e alleati regionali per un’assistenza militare da parte del Regno Unito

10 Riconosce l’importanza di cercare di evitare vittime civili

11 Rileva che il governo non stanzierà truppe in operazioni di combattimento sul terreno

12 Accoglie l’impegno del governo a fornire rapporti trimestrali alla Camera

13 Sostiene perciò il governo di Sua Maestà nel prendere azione militare, specificamente bombardamenti aerei, esclusivamente contro l’Isis in Siria e offre il suo più accorato sostegno alle Forze Armate di Sua Maestà

Twitter @gaiacesare

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