vignetta regionali Francia Front National ondaUn patto repubblicano per arginare il dramma della disoccupazione in Francia. Lo ha proposto l’ex premier Raffarin, senatore dei Repubblicani (centrodestra), pochi giorni dopo le elezioni regionali che per un soffio hanno tolto al Front National la storica occasione di presiedere una regione nonostante il boom del primo turno.

L’idea ha solleticato talmente Manuel Valls, l’uomo della linea dura contro il Front National, che su Twitter il primo ministro socialista ha commentato entusiasta: “Tutti uniti per farla finita con la disoccupazione. Ok con Raffarin”.

D’altra parte, nel secondo trimestre del 2015 in Francia la disoccupazione è cresciuta fino a un tasso del 10,2% e affligge ormai quasi 3 milioni di francesi. È il record negativo peggiore degli ultimi 18 anni, ancora peggiore nella fascia di giovani fra i 15 e i 24 anni, in cui supera la soglia di allarme del 25% (dati dell’Istituto nazionale di statistica Insee).

Destra e sinistra hanno capito che una mossa comune contro la piaga-lavoro toglierebbe molto terreno all’estrema destra. “Siamo stati d’accordo per battere il FN – dice Raffarin, che pensa ai voti decisivi degli elettori socialisti al secondo turno delle regionali – Allora mettiamoci insieme con l’impegno di battere il FN. È questa la nostra equazione”. E ancora: “Se vogliamo evitare che il FN vinca le presidenziali, bisogna abbassare la disoccupazione, è interesse di tutti”.

Il 2016 sarà un anno cruciale, specialmente per il governo della gauche Hollande-Valls, che dovrà dimostrare dopo tre anni di pessimi risultati, di essere all’altezza di una riconferma. Eppure ormai gran parte degli analisti danno per scontato che il FN arriverà al secondo turno delle presidenziali. Molti sondaggi prevedono addirittura che i ballottaggi per l’Eliseo, nel 2017, saranno una sfida tutta a destra, tra Marine Le Pen e il vincitore delle primarie tra i Repubblicani: Sarkozy, Fillon o Juppé.


vignetta regionali FranciaHollande si gioca tutto nei prossimi dodici mesi.
Non a caso anche lui ha lanciato un appello all’unità nazionale e precisato che è urgente ristabilire i ponti di un Paese “dal volto frammentato”. Il presidente intende incassare la contropartita per il grande favore regalato alla destra alle ultime regionali, quando i socialisti si sono ritirati dai ballottaggi in tre regioni regalando la vittoria agli avversari di centrodestra pur di sbarrare la strada al Front National. Per questo anche il premier Valls ha già fatto sapere che a gennaio riceverà i presidenti di regione, tutti “repubblicani” di destra o sinistra, “con l’idea di lavorare insieme” contro l’emergenza occupazione. E ha aggiunto che da gennaio in poi li convocherà “regolarmente”. Poi ha invitato la destra a partecipare alle future decisioni del governo sul lavoro invocando “un momento storico segnato dalla gravità” legata agli attentati e all’avanzata del FN. “È necessario che ciascuno rifletta sul modo in cui destra e sinistra possono avanzare su un certo numero di questioni. Si può lavorare su temi come la sicurezza ma anche su altro”.

Avanti tutta per arginare Marine Le Pen. In un “repubblicano” scambio di favori con il centrodestra, che sul nuovo asse trasversale non è affatto compatto. Ma Raffarin è stato chiarissimo: “Non potremo eternamente prendere i voti dei socialisti senza ringraziali”.

Vignette di Placide (sopra) e Miss Lilou

Twitter: @gaiacesare

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