ISIS bambiniLi chiamano “i ragazzi dell’islam”, Fityan a-Islam, e sono le nuove reclute che l’Isis sta addestrando per il suo esercito del futuro. Hanno fra i 9 e i 15 anni. Alle loro madri, in Iraq o in Siria, distribuiscono manuali in cui danno istruzioni su come vanno allevati da buoni soldati. Le mamme devono mostrare ai figli immagini e video sulla guerra santa. E la notte devono addormentarli con le ninne-nanne che esaltano il martirio. Come dire “quant’è bello morir per l’aldilà, tralalalalà”.

I terroristi dello Stato islamico hanno capito che i bambini possono essere la chiave dell’espansione del Califfato nel mondo. E stanno crescendo un piccolo esercito di ragazzini, come aveva fatto Saddam Hussein, ma ispirandosi alla Gioventù hitleriana del regime nazista. L’organizzazione anti-terrorismo Quilliam ha lavorato con l’appoggio dell’Unicef e ha studiato tutta la propaganda sui bimbi diffusa dall’Isis tra l’agosto 2015 e il febbraio di quest’anno. Video e filmati postati su Internet che ha incrociato con testimonianze raccolte sul posto dagli investigatori delle Nazioni Unite. Ne ha fatto un report in cui racconta di atrocità, esecuzioni pubbliche, brutali e più sceneggiate possibili, specie contro chi osa criticare, perché la punizione sia da esempio. Ma a saltare all’occhio è come l’Isis si sta occupando e preoccupando dell’educazione di migliaia di ragazzini, tutti allevati per rispondere alla chiamata del jihad.

CHI SONO Tra gli 800 e i 900 sono stati rapiti solo nell’area di Mosul per servire l’esercito islamista. Molti altri sono stati costretti ad arruolarsi e altri ancora sono stati scippati agli orfanotrofi. Ma c’è anche un folto gruppo consegnato dalle stesse famiglie su base volontaria. Sono i figli dei “foreing fighter”, 30mila uomini che dall’Europa sono volati nel Califfato per lo Stato islamico. E che vogliono crescere figli-soldati, come loro. Per questo li affidano all’istruzione dello Stato Islamico. Una cinquantina di bambini sono cittadini britannici, ragazzini con passaporto inglese che possono liberamente circolare in Europa.

COME SI ADDESTRANO Gli “allenamenti” prevedono l’insegnamento all’uso delle armi e al combattimento corpo a corpo. Prevedono anche che i ragazzi assistano all’uccisione di qualche vittima, mentre magari porgono al boia il coltello con cui tagliare la testa e – se è il caso – che siano pronti a decapitare loro stessi. Se lo Stato islamico decide, devono farlo per forza. Perché l’Isis ha fatto sapere che chi non sta con loro sarà frustato, torturato o stuprato.

jihadi john juniorCOSA SI STUDIA Non c’è solo l’educazione alla guerra nel “programma” del Califfato, come in quel filmato in cui un bimbo inglese, non a caso soprannominato Jihadi John junior, sembra far saltare in aria un’auto con quattro “spie” all’interno. C’è anche un piano educativo più complesso. I ragazzini vanno a lezione e il programma lo stabiliscono gli uomini del Califfato. Vietati disegno, musica, filosofia, scienze e inglese. Tutte materie sostituite con l’apprendimento, a memoria, del Corano. E dell’arabo per chi non lo conosce. Ammessa la storia, solo se si raccontano le gesta degli “eroi” dell’islam che a 17 anni hanno onorato il libro sacro. E per la geografia è sufficiente un libro che si limiti a nominare i continenti.

Grande attenzione all’educazione fisica, dalla pratica alle istruzioni su come pulire e custodire armi leggere. Scuole speciali, invece, per i ragazzini che arrivano dal deviato Occidente. Loro devono cancellare “la metodologia dell’ateismo” alla quale sono stati cresciuti.

IL “DIPLOMA” Così lo Stato islamico sta crescendo migliaia di bambini nel verbo della guerra santa. In molti casi non si tratta di convertiti alla nuova ideologia ma di “indottrinati” da subito e sono questi ultimi le reclute migliori, perché non conoscono altra autorità se non quella dello Stato islamico. Un intero esercito di ragazzini allevato e plasmato nel corpo e nello spirito. Come la Gioventù hitleriana. Alla fine dei “corsi” si svolge una cerimonia di “diploma”, una parata pubblica in cui i ragazzini esibiscono le proprie uniformi, mostrano le armi e vengono bastonati pubblicamente per dimostrare come sono diventati forti e disciplinati.

DONNE E MAMME E le ragazze? Gli uomini del Califfato continuano a comprare e vendere le donne come schiave sessuali. Ma stanno anche allevando migliaia di bambine come brave mogli e madri dei futuri soldati. Sono 30mila le donne che hanno un bimbo in grembo e vivono ora sotto lo Stato islamico. Sono mamme che dovranno allevare i figli per l’Esercito di Allah o finiranno con la testa tagliata. Donne cancellate. Con pochi compiti severi: accudire i bisogni del marito, crescere i bambini nell’ideologia dello Stato islamico e tenere la casa in ordine. E con altri tre doveri da assolvere: portare il velo integrale, rimanere nascoste e mai lasciare la casa, tranne che in circostanze eccezionali.

Twitter: @gaiacesare

La vignetta dal concorso internazionale di vignette finanziato dal comune di Teheran contro lo Stato Islamico

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