femminicidio-amore-altra-cosaGli ultimi due casi in queste ore. Un oncologo di Taranto picchia la moglie, la strangola, poi uccide il figlio di 4 anni e si toglie la vita. Non accettava l’idea della separazione. A Pordenone, un giovane spara alla ex fidanzata, poi si uccide. Si erano lasciati da tre giorni. Proprio come Sara e Vincenzo, prima che lui la strangolasse e ne bruciasse il corpo, meno di una settimana fa, a Roma, per l’incapacità di accettare la fine della loro relazione.

I dati sul femminicidio in Italia sono in calo ma i delitti sono ancora atroce realtà: quasi 40 vittime solo quest’anno, 128 l’anno scorso, 152 quello precedente, una donna uccisa ogni tre giorni da un familiare, marito o fidanzato e 8 su 10 non denunciano le violenze subite.

Eppure di fronte al fenomeno, molti uomini riconoscono l’orrore ma tendono a prenderne le distanze, ad alzare le spalle, come a dire “non mi riguarda”, “io non c’entro”, “non posso difendermi da un’infamia di cui non mi macchierei mai per il solo fatto di essere uomo”.

È un atteggiamento che non aiuta. Perché per combattere la violenza di genere abbiamo bisogno degli uomini più che mai. Di quella maggioranza silenziosa che ogni giorno vive e lavora al fianco delle donne. Per fare fronte comune. Ed evitare che la strage diventi una guerra fra sessi.

Per questo è necessario partire da alcuni principi fondamentali. Li hanno condensati in maniera efficace gli uomini che hanno dato vita a NoiNo.org, un gruppo nato per contrastare la cultura maschilista in maniera attiva.  Si tratta di una rete che vede i maschi in prima fila e intende veicolare un messaggio “da uomo a uomo”. Ecco i punti cruciali:

1 – La violenza sulle donne è un problema degli uomini (ecco i numeri) e gli uomini possono essere la soluzione. “Questo non vuol dire che tutti gli uomini compiano quotidianamente violenze all’interno delle mura domestiche – spiegano – ma che il problema è così diffuso che sta a noi accettare che ci riguarda, metterci in discussione, provare a cambiare le cose e la mentalità delle persone e degli uomini”

2 – Gli uomini non sono violenti per natura. Come le donne non nascono vittime predestinate a subire. Tutti subiamo dei condizionamenti culturali, sociali e psicologici. E quelli relativi ai maschi spesso consegnano al sesso maschile la violenza come scelta predisposta. “Ognuno di noi può scegliere, fermarsi, riflettere e cambiare”.

3 – La violenza è fatta di molte sfumature: le sue forme estreme oggi sono condannate da tutti ma le violenze meno visibili, da quelle psicologiche allo stalking, sono spesso difficili da riconoscere, sia per chi le subisce che per chi le compie.

4 – NoiNo non vuol dire “Noi non c’entriamo niente” ma significa “Noi non lo accettiamo”. Chi sceglie la cultura dell’abuso, del diritto al controllo e della donna come proprietà non può più contare sul silenzio e sulla solidarietà tra maschi.

5 - Bisogna spezzare la catena degli stereotipi, perché l’idea di “vero uomo” imprigiona prima di tutto gli uomini. “Ci dice come dovremmo essere e cosa dovremmo fare nella società e nelle relazioni”.

6 – Ogni uomo può fare qualcosa, rifiutando il linguaggio, la cultura e la pratica sessista.

Ecco sì, ognuno di noi può fare qualcosa. “Possiamo scegliere – dicono gli uomini di NoiNo – Scegliere tra negare, giustificare, minimizzare. O lavorare alla costruzione di un’identità maschile che non sia solo quella del macho”.

Facebook: Gaia Cesare
Twitter: @gaiacesare

FOTO DI VIRGINIA BONARELLI

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