Sembra incredibile. Ma se il legame tra l’uccisione della deputata laburista Jo Cox e il referendum sulla permanenza o l’uscita del Regno Unito dalla Ue venisse confermato sarebbe la prova che ancora, nel pieno del 2016, si uccide e si muore per un voto.

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Sembra ancora più incredibile nella culla della democrazia, dove la vittima, 41 anni, esortava gli elettori della sua circoscrizione, dal proprio sito web, a incontrarla anche “senza appuntamento”, un segno di come interpretasse il proprio ruolo e di che visione avesse della politica: un servizio ai cittadini, da svolgere a porte aperte, senza nulla da temere.

È un omicidio che lascia increduli quello di Jo Cox anche perché avviene nel Paese dove governo e opposizione si fronteggiano ogni giorno, nel ring spietato del question time in Parlamento e sui mass media, in un duello dialettico feroce in cui a vincere, a conti fatti, sono il fair play e la buona politica.

Eppure il delitto di Birstall (Leeds) sembra il culmine di una campagna referendaria che nelle ultime settimane ha preso toni imprevedibilmente aspri e belligeranti. Il premier Cameron per primo ha parlato del rischio di guerra in Europa se la Gran Bretagna scegliesse l’uscita (Brexit) mentre il suo rivale Boris Johnson ha paragonato l’Unione europea a Hitler dando a Obama del “mezzo keniota” per aver sposato la campagna pro-Bruxelles. I due fronti si sono reciprocamente accusati di mentire e persino di falsare i dati.

Uno scontro politico più duro del solito, nulla a che vedere con la violenza fisica. Ma ora arriva l’uccisione di una deputata a dare la sveglia al Paese e all’Europa intera.

Regno Unito a lutto per omicidio deputata Jo CoxCome settant’anni fa, quando il governo di Londra esortò i suoi cittadini a stare calmi, a questo punto Keep Calm sembra lo slogan più saggio da evocare. Nel ’39 all’orizzonte c’era la seconda guerra mondiale e le bombe minacciavano la Gran Bretagna. Oggi in ballo c’è un voto, certo cruciale per il futuro di un intero Paese e per quello dell’Unione europea. Ma alla fine solamente un voto, una consultazione referendaria che dovrebbe essere il trionfo – ancor prima che una battaglia – della libertà e della democrazia.

È con questa ratio che Cameron ha chiamato alle urne gli inglesi. Permettere ai cittadini, in un esercizio democratico politicamente rischioso per un Paese euroscettico, di decidere da che parte stare, se dentro o fuori dalle istituzioni europee.

Allora state e stiamo sereni. “Keep calm”. Perché un voto resta un voto. E non c’era bisogno di un’altra vittima per ricordarcelo.

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(nella foto bandiera a mezz’asta in segno di lutto a Westminster)

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