stop_al__machismoTre donne e tre storie-choc alla ribalta nelle ultime ore. La ragazzina abusata per anni dal branco a Melito di Porto Salvo, in Calabria. Tiziana, che si è suicidata dopo insulti e irrisioni per alcuni video diventati virali sul web. E infine la giovane violentata in discoteca mentre le amiche, invece che intervenire, filmano tutto con un telefonino.

Tutti e tre i casi sono la prova che la violenza di genere ha molte declinazioni e che l’omicidio è solo la sua forma estrema.  A modo suo, anche quello di Tiziana è un femminicidio: la vita se l’è tolta da sola ma quella vita gliel’ha tolta chi non ha smesso di giudicarla ed etichettarla per quei filmati che erano un affare privato.

imageEppure le violenze meno visibili, da quelle psicologiche allo stalking, sono le più difficili da decodificare, sia per chi le subisce che per chi le compie. E a volte l’indifferenza generale, come nel caso di Melito o delle amiche che riprendono la scena della violenza, può nuocere tanto quanto l’accanimento morboso e la superficialità mediatica di cui Tiziana è stata vittima.

La conclusione da trarre da queste storie ormai ci sembra una sola. Perché non accada più abbiamo bisogno della collaborazione di quella maggioranza silenziosa di uomini che ogni giorno vive e lavora al fianco delle donne. E che ne ha rispetto. Per fare fronte comune ed evitare una guerra fra sessi che danneggia tutti, compresi gli uomini ingabbiati anche loro nello stereotipo del maschio forte, superficiale e insensibile.

umiliareGli uomini che a questo orrore dicono No, ci aiutino a farla finita con la cultura del macho. Ci aiutino a isolare chi giudica il sesso in modo diverso se a praticarlo è una donna. Ci aiutino a non negare, minimizzare o giustificare il problema. Ci aiutino a spezzare la catena degli stereotipi, a smetterla di giudicare le donne per quello che appaiono, per la loro avvenenza, per quella libertà sessuale che se esercitata da lui è simbolo di virilità e se esercitata da lei è sinonimo di colpevole leggerezza, al punto da chiudere le porte del rispetto e aprire quelle della denigrazione e dell’insulto.

preseguitareUomini, aiutateci a farla finita con le risatine, gli ammiccamenti, le battute volgari che non smettono di dimostrare quanto il sesso sia ancora un tabù dalle nostre parti. Fate di tutto per prendere le distanze da quel branco ottuso che ogni giorno umilia migliaia di donne. E soprattutto non abbandonatevi al silenzio-dissenso su questo orrore. È l’ora di farsi sentire.

Facebook: Gaia Cesare

Twitter: @gaiacesare

Immagini tratte dalla campagna del gruppo NoiNo

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