vignetta funerali politicaL’establishment politico spazzato via. I due storici partiti di destra e sinistra umiliati. Vincono il primo turno e approdano alla sfida finale per l’Eliseo i due candidati che dello slogan “né destra né sinistra” hanno fatto la propria bandiera. I socialisti e i Républicains non arrivano al ballottaggio. Il terremoto Francia ha i volti dell’antieuropeista Marine Le Pen, 49 anni, e dell’europeista Emmanuel Macron, il “progressista liberale” di 39 anni che regala all’Unione Europa almeno una notte di sogni d’oro dopo mesi da brivido e alla vigilia di due settimane ancora difficili. Entrambi a capo di due eserciti, il Front National e il movimento En Marche!, privi di rappresentanza politica in Parlamento (il Fn ha appena due deputati in Assemblea Nazionale). Entrambi convinti che la classica divisione ideologica destra-sinistra non abbia più motivo di esistere perché i partiti tradizionali rappresentano un unico blocco da contrastare e superare. E non a caso i socialisti di François Hollande (il presidente uscente che per la prima volta nella storia di Francia non si è ricandidato sapendo di non avere chance di vittoria) vengono presi a schiaffi in cabina elettorale. Il 6% del candidato socialista Benoit Hamon fotografa la crisi imbarazzante del Ps e della sua recente esperienza di governo, di cui gli elettori premiano solo la parte in fuga, cioè l’ex ministro dell’Economia Macron.

E per un presidente uscente stroncato, c’è un ex premier umiliato, il neogollista François Fillon, che non riesce ad arrivare al secondo turno nonostante la macchina elettorale e l’eredità politica alle spalle. Ora tocca raccogliere le macerie e prendere atto di un’altra triste evidenza: gli estremi sono vivi e non lottano affatto insieme, ma contro: ai danni dei socialisti da una parte (staccati di oltre 10 punti dall’ultra-gauche di Mélenchon) e a tutto svantaggio dei neogollisti dall’altra (i Républicains esclusi anche loro dal ballottaggio).macron cartoon schrank

La prima mossa della Francia del dopo-Hollande è un grande calcio al sistema (della politica tradizionale). Quello stesso sistema che ora si coalizzerà per dare un calcio all’anti-sistema Le Pen. Lo spauracchio è Marine, la leader che in pochi anni ha restituito al Front National il sogno di poter approdare all’Eliseo. Saranno due lunghissime settimane di cui però si respira già l’aria. Tutti uniti per fare muro contro madame Le Pen, come hanno già annunciato lo sconfitto Fillon e i socialisti. Con il paradosso di Macron, l’ex banchiere della Rothschild con la pretesa di rottamatore il “sistema”, che ora diventa il solo scudo per salvaguardare il sistema.

Vignetta in alto di Nicolas Vadot per L’Echo (Belgio)

in basso di Peter Shranck per Basler Zeitung (Svizzera)

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