L’Isis e il prete sgozzato: “Decenni di propaganda sottovalutata”

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“L’attacco in chiesa e il prete sgozzato vicino a Rouen sono la prova, l’ultima, di quanto siamo impreparati ad affrontare l’emergenza estremismo. A uccidere è stato un giovane che avrebbe dovuto essere in carcere, perché le autorità sapevano che si era radicalizzato, che aveva tentato più volte di andare in Siria. Eppure non ci rendiamo conto del pericolo, fatichiamo a riconoscere i segnali e anche quando li individuiamo stentiamo a mettere in atto misure adeguate. Il carcere, nel caso di Adel Kermiche, avrebbe dovuto essere una misura improrogabile”. Valentina Colombo, docente di Geopolitica del mondo islamico all’Università Europea di Roma ci spiega […]

  

“Ridete del dio di Charlie Hebdo. Non è il vero Dio”

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Tutti contro Charlie Hebdo. Esce oggi, 6 gennaio, a un anno dalla strage jihadista che ha dimezzato la redazione parigina del settimanale satirico, il numero speciale stampato per l’occasione in un milione di copie. Alle critiche degli imam e dei vescovi francesi si è aggiunto ora pure l’Osservatore romano, che definisce “penosa” la copertina (nella foto) dell’ultimo Charlie Hebdo e parla di “fede manipolata”: “Usare Dio per giustificare l’odio è un’autentica bestemmia”. Al centro della nuova polemica c’è la vignetta di prima pagina, un dio con il kalashnikov in spalla e la tunica insanguinata. A cui si aggiunge  l’editoriale del direttore Riss,  inequivocabile nel […]

  

“Terroristi, siete fottuti, la Francia resisterà”

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“Irragionevoli, dannate teste di cazzo”. “Siete fottuti”. “La Francia resisterà e vi dico perché. Perché se siete in guerra con la cultura e lo stile di vita di Francia, buona fottuta fortuna”. Ci voleva un gigante della satira come l’inglese John Oliver, e ci voleva – come lui stesso ammette – la tv via cavo americana Hbo, per dire al mondo, ai terroristi e alla Francia, senza peli sulla lingua, cosa è successo il 13 novembre nella capitale francese e cosa – si spera – accadrà nella guerra al terrorismo. Un tributo a Parigi, allo stile di vita e alla cultura […]

  

Elogio del liberalismo (di e per Raif Badawi)

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In queste ore sono arrivate due apparenti buone notizie sull’Arabia saudita. Le ha fornite il ministro degli Esteri britannico Hammond, che si è detto convinto che non saranno inferte le 350 frustate sul pensionato inglese condannato per il possesso di qualche bottiglia di vino fatto in casa e che Ali Mohammed Al Nimr, 21 anni, non sarà decapitato e poi crocifisso. Se così fosse, non ci sarebbe che da rallegrarsi (ma il padre di Ali Al Nimr ha detto alla Cnn di essere ancora “estremamente preoccupato”). Nelle stesse ore, il Dipartimento di Stato americano ha scritto all’Arabia saudita, chiedendo di rispettare la libertà […]

  

Arabia, Ali crocifisso e l’ipocrisia dell’Occidente

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L’esecuzione potrebbe essere questione di ore. O forse è già avvenuta. Prima la decapitazione. Poi la crocifissione. Infine l’esibizione del corpo martoriato per le strade, in modo che la condanna a morte sia d’esempio per tutti. Accade in Arabia saudita, il Paese che in queste ore piange quasi un migliaio di fedeli rimasti uccisi nella calca del pellegrinaggio alla Mecca. Accade mentre il Papa, dall’America, dice no alla pena capitale. Invece pena di morte sarà, così ha deciso il regime di Riad, per Ali Mohammed Al-Nimr, 21 anni, minorenne al momento dell’arresto nel 2012. La sua decapitazione, da giovedì, può […]

  

“Non chiamate l’Isis Stato islamico” (ma fate in fretta a combatterlo)

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Il primo è stato Obama, che per condannare la decapitazione del cooperante americano Peter Kassig lo scorso novembre si è rifiutato di parlare di “islam radicale”  e ha usato il termine generico “male” per riferirsi ai tagliagole. Ora lo dice pure il premier inglese, il conservatore Cameron, che fa un appello alla Bbc: non usate il nome “Stato islamico” per riferirvi al gruppo di terroristi che sta spargendo sangue e orrore per il mondo. Gli fa eco il sindaco di Londra, anche lui conservatore, Boris Johnson, che lo spiega in termini molto chiari: chiamarli così vuol dire riconoscere che sono […]

  

Islamismo addio? Si può: la storia di Maajid Nawaz

Si può vincere l’estremismo islamista? C’è la possibilità di riportare ai valori democratici chi ha deciso di combatterli? C’è una chance per quei giovani – e sono migliaia al fianco dell’Isis, sempre più spesso occidentali – disposti a morire per la creazione di uno Stato islamico internazionale fondato sulla religione come legge di Stato? Nel Regno Unito c’è un esempio che sta facendo scuola. È quello di Maajid Nawaz, un giovane di 37 anni, la cui storia prova che speranza, umanità e diritti umani possono prevalere. La sua biografia, ieri estremista, oggi paladino della democrazia, è un invito per tutti […]

  

Scontro “sulla” civiltà: purché l’islam democratico si alzi

L’attentato al settimanale satirico parigino Charlie Hebdo (che per fortuna torna in edicola) e i successivi attacchi terroristici nella capitale francese hanno riaperto un tema che sta dividendo e nuovamente infiammando il dibattito, dagli Stati Uniti all’Europa. Quello a cui stiamo assistendo è uno scontro di civiltà? È insomma una battaglia tra mondo islamico e non-islamico? Ha dunque una natura che non è né ideologica, né economica ma è legata alle identità culturali e a quelle religiose? Il dibattito, nel suo piccolo, si è sviluppato anche su questo blog, dove ho ammesso di aver sbagliato a non considerare il terrorismo […]

  

Io sono Charlie (e stupida). Ho sbagliato: è scontro di civiltà

Qualcuno dirà: troppo tardi, che stupida. Qualcun altro penserà che si è solo aggiunta un’altra convertita alle posizioni estreme dei neocon sopiti. Eppure 13 anni dopo le Torri gemelle e nove dopo gli attentati di Londra, con l’attacco a Charlie Hebdo ho capito di aver sbagliato. Che lo scontro di civiltà c’è e che io lo avevo sottovalutato pensando che andasse solo combattuta una battaglia, seppur dura, contro i terroristi islamici. Invece questa è molto più che una battaglia contro un gruppo che semina morte e terrore. Quei terroristi hanno dichiarato guerra all’Occidente e dietro di loro c’è un’ideologia, c’è […]

  

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