La paura di essere chiamati razzisti

La destra, i suoi elettori e i suoi esponenti di spicco, sono abituati. Quando c’è un caso di cronaca nera – delitti violenti e stupri come quello di Rimini commessi da stranieri, immigrati, richiedenti asilo o immigrati di seconda e terza generazione – il sospetto di un interlocutore di sinistra è sempre quello di dibatterne trovandosi di fronte un razzista. Ora però, anche a sinistra, cominciano a levarsi voci che denunciano un clima di paura, quasi di omertà, fra intellettuali e cittadini comuni, spinti a tacere o a evitare di affrontare temi scottanti relativi a minoranze etniche o comunità religiose per il terrore […]

  

A “scuola” dall’Isis: l’esercito dei baby-soldati

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Li chiamano “i ragazzi dell’islam”, Fityan a-Islam, e sono le nuove reclute che l’Isis sta addestrando per il suo esercito del futuro. Hanno fra i 9 e i 15 anni. Alle loro madri, in Iraq o in Siria, distribuiscono manuali in cui danno istruzioni su come vanno allevati da buoni soldati. Le mamme devono mostrare ai figli immagini e video sulla guerra santa. E la notte devono addormentarli con le ninne-nanne che esaltano il martirio. Come dire “quant’è bello morir per l’aldilà, tralalalalà”. I terroristi dello Stato islamico hanno capito che i bambini possono essere la chiave dell’espansione del Califfato […]

  

Brexit, partita doppia: sulla Ue e sul futuro dei Tory

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E finalmente la partita sulla Brexit si fa davvero avvincente. Il 23 giugno la Gran Bretagna deciderà se restare nell’Unione europea o lasciarla. Fino a ieri si prospettava un match solo relativamente difficile, per la quota di imponderabilità insita in qualsiasi consultazione elettorale e perché gli indecisi sono ancora un numero consistente (circa il 20%). Ma alla fine la partita – a voler azzardare delle previsioni – sembrava pendere a favore della permanenza di Londra nella Ue. L’establishment finora è stato in gran parte su questa posizione, perché Londra resti nel circuito di Bruxelles: così il Partito Laburista, i Liberaldemocratici […]

  

I mea culpa di Sarkozy per tornare all’Eliseo

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Non, je ne regrette rien, cantava Edith Piaf. E invece di rimpianti e pentimenti ne ha parecchi Nicolas Sarkozy, ex presidente della Repubblica francese, che sui suoi errori ha fatto un libro diventato best-seller in meno di una settimana in Francia (superate le 70mila copie dal 25 gennaio, giorno dell’uscita, e la casa editrice dice stupita: “Un evento eccezionale per un libro politico”). “La France pour la vie”, La Francia per la vita (edizioni Plon, 260 pagine, 18,90 euro, l’uscita in Italia non è stata ancora calendarizzata) è già in cima alle vendite e per dare un’ulteriore spinta il leader […]

  

“Ridete del dio di Charlie Hebdo. Non è il vero Dio”

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Tutti contro Charlie Hebdo. Esce oggi, 6 gennaio, a un anno dalla strage jihadista che ha dimezzato la redazione parigina del settimanale satirico, il numero speciale stampato per l’occasione in un milione di copie. Alle critiche degli imam e dei vescovi francesi si è aggiunto ora pure l’Osservatore romano, che definisce “penosa” la copertina (nella foto) dell’ultimo Charlie Hebdo e parla di “fede manipolata”: “Usare Dio per giustificare l’odio è un’autentica bestemmia”. Al centro della nuova polemica c’è la vignetta di prima pagina, un dio con il kalashnikov in spalla e la tunica insanguinata. A cui si aggiunge  l’editoriale del direttore Riss,  inequivocabile nel […]

  

Amy Winehouse, un destino in versi

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Uccisa dall’alcol, avvelenamento da alcol. E poi uccisa dalla droga, dal successo, da Blake, dai paparazzi, dai tabloid, da se stessa. Amy Winehouse se n’è andata il 23 luglio del 2011, a 27 anni, nella sua casa di Camden Town, Londra. Da allora è stato il buio. E tutti a chiedersi perché. Di chi sia la colpa. Asif Kapadia ha cercato di capire anche lui e con il suo Amy, The Girl Behind the Name, uscito in Gran Bretagna il 3 luglio e fuori concorso al Festival di Cannes, ha fatto il pieno di incassi. Il documentario più visto della storia […]

  

Ci mancava solo il sessismo del Nobel Hunt

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Ci mancava solo il Nobel per la medicina. Ora ci si mette pure Tim Hunt, 72 anni, a spargere per il mondo la sua dose di sessismo. Lo ha fatto al Congresso mondiale dei giornalisti scientifici in Corea del Sud e questo potrebbe essere il segnale di un’ingenuità (a voler essere buonisti) o di una provocazione per cercare clamore (ma lui stesso poi ha ammesso di “aver fatto una cosa molto stupida”).  Ecco la frase incriminata: “Lasciate che vi dica il mio problema con le ragazze – spiega Hunt –. Tre cose possono succedere quando ci sono loro in laboratorio: ti […]

  

Aggiungi un posto a tavola: c’è Boris Johnson (a Downing Street)

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Altro che esclusione. Boris Johnson entra nel nuovo governo Cameron con un posto d’onore. Niente portafogli ma è il prescelto che potrà partecipare alle riunioni del Gabinetto politico di Londra, quelle che si tengono ogni due settimane, cruciali per decidere la linea politica del governo. Per Johnson è l’anticamera di un incarico vero. Rimandato solo perché l’accordo era chiaro col partito e con il primo ministro: prima finire il lavoro (apprezzato) di sindaco della capitale inglese e poi, a partire da maggio 2016, quando il suo incarico sarà scaduto, entrare nella squadra di Cameron. La vittoria è arrivata, più dolce del […]

  

Luz: “Non trattiamo i musulmani da imbecilli”

Non era una giornata come le altre. Era il giorno del suo compleanno. «Sono rimasto a lungo a letto con mia moglie, più del solito». Poi i biscotti, le candeline, il caffè. «Era bellissimo». Talmente bello che quella mattina Rénald Luzier, detto Luz, il disegnatore di 43 anni che con la sua matita ha creato il Maometto dell’oltraggio firmato Charlie Hebdo, è arrivato tardi alla riunione di redazione. Minuti decisivi. Lo scarto fra la vita e la morte quel 7 gennaio in cui i fratelli Saïd e Chérif Kouachi, armati di kalashnikov, hanno aperto il fuoco nella redazione del giornale […]

  

Io sono Charlie (e stupida). Ho sbagliato: è scontro di civiltà

Qualcuno dirà: troppo tardi, che stupida. Qualcun altro penserà che si è solo aggiunta un’altra convertita alle posizioni estreme dei neocon sopiti. Eppure 13 anni dopo le Torri gemelle e nove dopo gli attentati di Londra, con l’attacco a Charlie Hebdo ho capito di aver sbagliato. Che lo scontro di civiltà c’è e che io lo avevo sottovalutato pensando che andasse solo combattuta una battaglia, seppur dura, contro i terroristi islamici. Invece questa è molto più che una battaglia contro un gruppo che semina morte e terrore. Quei terroristi hanno dichiarato guerra all’Occidente e dietro di loro c’è un’ideologia, c’è […]

  

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