I terroristi, il voto e la democrazia che resiste

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Un’altra strage islamista, la peggiore dal 2005 nel Regno Unito. E un’altra campagna elettorale sospesa. A Manchester come al Bataclan di Parigi, il terrorismo di matrice religiosa prende di mira un concerto, espressione massima di libertà, sregolatezza e stile di vita occidentale. Vittime predilette: la nostra gioventù. Ma c’è un altro particolare che ha una valenza non meno simbolica in questa guerra ai “crociati”. Mentre attacca la folla inerme in un luogo di aggregazione e divertimento, il terrorismo islamista colpisce anche in un altro momento cruciale per le nostre democrazie: la vigilia delle elezioni. A Manchester come sugli Champs Elysée […]

  

L’Isis e il prete sgozzato: “Decenni di propaganda sottovalutata”

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“L’attacco in chiesa e il prete sgozzato vicino a Rouen sono la prova, l’ultima, di quanto siamo impreparati ad affrontare l’emergenza estremismo. A uccidere è stato un giovane che avrebbe dovuto essere in carcere, perché le autorità sapevano che si era radicalizzato, che aveva tentato più volte di andare in Siria. Eppure non ci rendiamo conto del pericolo, fatichiamo a riconoscere i segnali e anche quando li individuiamo stentiamo a mettere in atto misure adeguate. Il carcere, nel caso di Adel Kermiche, avrebbe dovuto essere una misura improrogabile”. Valentina Colombo, docente di Geopolitica del mondo islamico all’Università Europea di Roma ci spiega […]

  

A “scuola” dall’Isis: l’esercito dei baby-soldati

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Li chiamano “i ragazzi dell’islam”, Fityan a-Islam, e sono le nuove reclute che l’Isis sta addestrando per il suo esercito del futuro. Hanno fra i 9 e i 15 anni. Alle loro madri, in Iraq o in Siria, distribuiscono manuali in cui danno istruzioni su come vanno allevati da buoni soldati. Le mamme devono mostrare ai figli immagini e video sulla guerra santa. E la notte devono addormentarli con le ninne-nanne che esaltano il martirio. Come dire “quant’è bello morir per l’aldilà, tralalalalà”. I terroristi dello Stato islamico hanno capito che i bambini possono essere la chiave dell’espansione del Califfato […]

  

“I fascisti dell’Isis vanno sconfitti”: bombe inglesi sulla Siria

Undici ore di dibattito parlamentare e Westminster ha deciso che è arrivato il momento di bombardare l’Isis in Siria: 397 sì, 223 no. Cinquantasette minuti dopo il voto, il Regno Unito comincia a colpire con i suoi Tornado anche oltre l’Irak, dove i bombardamenti britannici contro lo Stato islamico sono in corso dal 26 settembre 2014. Vince la linea del primo ministro conservatore Cameron. Il Partito laburista si spacca. Il leader Corbyn lascia libertà di voto ai suoi deputati ma in 66 (su 231) decidono di non seguirlo sulla strada di ferma contrarietà ai raid. Tra loro 11 membri del Governo […]

  

Londra, i raid in Siria e Corbyn al tappeto

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Il dado è tratto. Il primo ministro David Cameron ha annunciato che il Parlamento inglese voterà mercoledì per decidere se dare il via libera ai raid aerei in Siria. La notizia è arrivata dopo una giornata convulsa, non per il primo ministro, ma per il Partito laburista. Jeremy Corbyn, il pacifista di ferro eletto tre mesi fa alla guida del Labour, dopo giorni di indecisione, minacce di dimissioni da parte del suo Gabinetto ombra, dopo aver ribadito e insieme negato di essere un pacifista, alla fine ha deciso di lasciare libertà di coscienza ai suoi deputati. Un gesto democratico? No, la […]

  

“Non chiamate l’Isis Stato islamico” (ma fate in fretta a combatterlo)

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Il primo è stato Obama, che per condannare la decapitazione del cooperante americano Peter Kassig lo scorso novembre si è rifiutato di parlare di “islam radicale”  e ha usato il termine generico “male” per riferirsi ai tagliagole. Ora lo dice pure il premier inglese, il conservatore Cameron, che fa un appello alla Bbc: non usate il nome “Stato islamico” per riferirvi al gruppo di terroristi che sta spargendo sangue e orrore per il mondo. Gli fa eco il sindaco di Londra, anche lui conservatore, Boris Johnson, che lo spiega in termini molto chiari: chiamarli così vuol dire riconoscere che sono […]

  

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