I terroristi, il voto e la democrazia che resiste

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Un’altra strage islamista, la peggiore dal 2005 nel Regno Unito. E un’altra campagna elettorale sospesa. A Manchester come al Bataclan di Parigi, il terrorismo di matrice religiosa prende di mira un concerto, espressione massima di libertà, sregolatezza e stile di vita occidentale. Vittime predilette: la nostra gioventù. Ma c’è un altro particolare che ha una valenza non meno simbolica in questa guerra ai “crociati”. Mentre attacca la folla inerme in un luogo di aggregazione e divertimento, il terrorismo islamista colpisce anche in un altro momento cruciale per le nostre democrazie: la vigilia delle elezioni. A Manchester come sugli Champs Elysée […]

  

L’Isis e il prete sgozzato: “Decenni di propaganda sottovalutata”

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“L’attacco in chiesa e il prete sgozzato vicino a Rouen sono la prova, l’ultima, di quanto siamo impreparati ad affrontare l’emergenza estremismo. A uccidere è stato un giovane che avrebbe dovuto essere in carcere, perché le autorità sapevano che si era radicalizzato, che aveva tentato più volte di andare in Siria. Eppure non ci rendiamo conto del pericolo, fatichiamo a riconoscere i segnali e anche quando li individuiamo stentiamo a mettere in atto misure adeguate. Il carcere, nel caso di Adel Kermiche, avrebbe dovuto essere una misura improrogabile”. Valentina Colombo, docente di Geopolitica del mondo islamico all’Università Europea di Roma ci spiega […]

  

Che cancan il sindaco Khan

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Ha risposto a Trump accusandolo di avere una “visione ignorante dell’islam”. E ha gentilmente rispedito al mittente l’offerta (un’eccezione solo per lui) di entrare negli Stati Uniti “anche se musulmano”. Poi ha annunciato che l’11 luglio si recherà a Srebrenica per commemorare il 21esimo anniversario del massacro di 8mila musulmani. Nel frattempo ha costretto un gruppo di Conservatori a venire allo scoperto, a criticare (a posteriori) il partito per le modalità con cui è stata condotta la campagna elettorale a Londra, troppo divisiva per una città che ha fatto della libera convivenza e del multiculturalismo la sua bandiera. È passata meno di […]

  

“Ridete del dio di Charlie Hebdo. Non è il vero Dio”

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Tutti contro Charlie Hebdo. Esce oggi, 6 gennaio, a un anno dalla strage jihadista che ha dimezzato la redazione parigina del settimanale satirico, il numero speciale stampato per l’occasione in un milione di copie. Alle critiche degli imam e dei vescovi francesi si è aggiunto ora pure l’Osservatore romano, che definisce “penosa” la copertina (nella foto) dell’ultimo Charlie Hebdo e parla di “fede manipolata”: “Usare Dio per giustificare l’odio è un’autentica bestemmia”. Al centro della nuova polemica c’è la vignetta di prima pagina, un dio con il kalashnikov in spalla e la tunica insanguinata. A cui si aggiunge  l’editoriale del direttore Riss,  inequivocabile nel […]

  

“Terroristi, siete fottuti, la Francia resisterà”

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“Irragionevoli, dannate teste di cazzo”. “Siete fottuti”. “La Francia resisterà e vi dico perché. Perché se siete in guerra con la cultura e lo stile di vita di Francia, buona fottuta fortuna”. Ci voleva un gigante della satira come l’inglese John Oliver, e ci voleva – come lui stesso ammette – la tv via cavo americana Hbo, per dire al mondo, ai terroristi e alla Francia, senza peli sulla lingua, cosa è successo il 13 novembre nella capitale francese e cosa – si spera – accadrà nella guerra al terrorismo. Un tributo a Parigi, allo stile di vita e alla cultura […]

  

Arabia, Ali crocifisso e l’ipocrisia dell’Occidente

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L’esecuzione potrebbe essere questione di ore. O forse è già avvenuta. Prima la decapitazione. Poi la crocifissione. Infine l’esibizione del corpo martoriato per le strade, in modo che la condanna a morte sia d’esempio per tutti. Accade in Arabia saudita, il Paese che in queste ore piange quasi un migliaio di fedeli rimasti uccisi nella calca del pellegrinaggio alla Mecca. Accade mentre il Papa, dall’America, dice no alla pena capitale. Invece pena di morte sarà, così ha deciso il regime di Riad, per Ali Mohammed Al-Nimr, 21 anni, minorenne al momento dell’arresto nel 2012. La sua decapitazione, da giovedì, può […]

  

“Non chiamate l’Isis Stato islamico” (ma fate in fretta a combatterlo)

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Il primo è stato Obama, che per condannare la decapitazione del cooperante americano Peter Kassig lo scorso novembre si è rifiutato di parlare di “islam radicale”  e ha usato il termine generico “male” per riferirsi ai tagliagole. Ora lo dice pure il premier inglese, il conservatore Cameron, che fa un appello alla Bbc: non usate il nome “Stato islamico” per riferirvi al gruppo di terroristi che sta spargendo sangue e orrore per il mondo. Gli fa eco il sindaco di Londra, anche lui conservatore, Boris Johnson, che lo spiega in termini molto chiari: chiamarli così vuol dire riconoscere che sono […]

  

Islamismo addio? Si può: la storia di Maajid Nawaz

Si può vincere l’estremismo islamista? C’è la possibilità di riportare ai valori democratici chi ha deciso di combatterli? C’è una chance per quei giovani – e sono migliaia al fianco dell’Isis, sempre più spesso occidentali – disposti a morire per la creazione di uno Stato islamico internazionale fondato sulla religione come legge di Stato? Nel Regno Unito c’è un esempio che sta facendo scuola. È quello di Maajid Nawaz, un giovane di 37 anni, la cui storia prova che speranza, umanità e diritti umani possono prevalere. La sua biografia, ieri estremista, oggi paladino della democrazia, è un invito per tutti […]

  

Luz: “Non trattiamo i musulmani da imbecilli”

Non era una giornata come le altre. Era il giorno del suo compleanno. «Sono rimasto a lungo a letto con mia moglie, più del solito». Poi i biscotti, le candeline, il caffè. «Era bellissimo». Talmente bello che quella mattina Rénald Luzier, detto Luz, il disegnatore di 43 anni che con la sua matita ha creato il Maometto dell’oltraggio firmato Charlie Hebdo, è arrivato tardi alla riunione di redazione. Minuti decisivi. Lo scarto fra la vita e la morte quel 7 gennaio in cui i fratelli Saïd e Chérif Kouachi, armati di kalashnikov, hanno aperto il fuoco nella redazione del giornale […]

  

Scontro “sulla” civiltà: purché l’islam democratico si alzi

L’attentato al settimanale satirico parigino Charlie Hebdo (che per fortuna torna in edicola) e i successivi attacchi terroristici nella capitale francese hanno riaperto un tema che sta dividendo e nuovamente infiammando il dibattito, dagli Stati Uniti all’Europa. Quello a cui stiamo assistendo è uno scontro di civiltà? È insomma una battaglia tra mondo islamico e non-islamico? Ha dunque una natura che non è né ideologica, né economica ma è legata alle identità culturali e a quelle religiose? Il dibattito, nel suo piccolo, si è sviluppato anche su questo blog, dove ho ammesso di aver sbagliato a non considerare il terrorismo […]

  

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