Arabia, Ali crocifisso e l’ipocrisia dell’Occidente

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L’esecuzione potrebbe essere questione di ore. O forse è già avvenuta. Prima la decapitazione. Poi la crocifissione. Infine l’esibizione del corpo martoriato per le strade, in modo che la condanna a morte sia d’esempio per tutti. Accade in Arabia saudita, il Paese che in queste ore piange quasi un migliaio di fedeli rimasti uccisi nella calca del pellegrinaggio alla Mecca. Accade mentre il Papa, dall’America, dice no alla pena capitale. Invece pena di morte sarà, così ha deciso il regime di Riad, per Ali Mohammed Al-Nimr, 21 anni, minorenne al momento dell’arresto nel 2012. La sua decapitazione, da giovedì, può […]

  

“Non chiamate l’Isis Stato islamico” (ma fate in fretta a combatterlo)

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Il primo è stato Obama, che per condannare la decapitazione del cooperante americano Peter Kassig lo scorso novembre si è rifiutato di parlare di “islam radicale”  e ha usato il termine generico “male” per riferirsi ai tagliagole. Ora lo dice pure il premier inglese, il conservatore Cameron, che fa un appello alla Bbc: non usate il nome “Stato islamico” per riferirvi al gruppo di terroristi che sta spargendo sangue e orrore per il mondo. Gli fa eco il sindaco di Londra, anche lui conservatore, Boris Johnson, che lo spiega in termini molto chiari: chiamarli così vuol dire riconoscere che sono […]

  

Islamismo addio? Si può: la storia di Maajid Nawaz

Si può vincere l’estremismo islamista? C’è la possibilità di riportare ai valori democratici chi ha deciso di combatterli? C’è una chance per quei giovani – e sono migliaia al fianco dell’Isis, sempre più spesso occidentali – disposti a morire per la creazione di uno Stato islamico internazionale fondato sulla religione come legge di Stato? Nel Regno Unito c’è un esempio che sta facendo scuola. È quello di Maajid Nawaz, un giovane di 37 anni, la cui storia prova che speranza, umanità e diritti umani possono prevalere. La sua biografia, ieri estremista, oggi paladino della democrazia, è un invito per tutti […]

  

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