Fuga dalla Ue, fuga da Londra

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E d’improvviso il Regno Unito si trovò con quasi 100mila immigrati europei in meno. Mentre il ministro David Davis discute in queste ore a Bruxelles il delicatissimo dossier che definirà l’uscita del Paese dall’Unione Europea e lo status dei cittadini europei che vivono e lavorano in Gran Bretagna, la Brexit ha già prodotto il primo effetto tangibile. Circa 117mila cittadini europei hanno lasciato il Paese nel 2016 (il tasso più alto dal 2009) e i dati sul tasso netto di migrazione (la differenza, cioè, fra i 588mila immigrati e i 339mila emigrati) dicono che il Paese ha registrato 84mila presenze […]

  

La jihad nell’urna

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Doveva essere l’elezione sulla Brexit, è diventata l’elezione sul terrorismo. Dopo il secondo ttentato jihadista in piena campagna elettorale (Manchester prima, London Bridge dopo), è sulla sicurezza che si stanno giocando le ultime battute di un confronto politico che sembrava segnato sia sul piano degli argomenti (uscita dalla Ue) che sull’esito, apparentemente scontato fino a qualche settimana fa, tanto da indurre la premier Theresa May a chiamare gli inglesi al voto anticipato l’8 giugno. La jihad riapre la partita e allarga il dibattito pubblico, stravolgendo l’agenda politica, mentre gli ultimi sondaggi riferiscono della clamorosa rimonta del Labour, ora a un punto percentuale di scarto dai laburisti. […]

  

Successo May: verso la Brexit e oltre

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Il miglior risultato degli ultimi dieci anni per il Partito Conservatore, che avanza ovunque in Inghilterra, Galles e persino in Scozia (finora impenetrabile), conquistando 11 comuni e oltre 500 consiglieri in più rispetto alle precedenti elezioni locali. Un “quadro disastroso” per il Labour di Jeremy Corbyn (copyright del laburista Stephen Kinnock), che perde 380 rappresentanti comunali e 9 municipalità. E poi l’Ukip quasi azzerato nelle assemblee locali (un solo consigliere comunale riconfermato) e dato ormai per morto dopo aver contribuito alla Brexit. Sbranato in un solo boccone da Lady May. Se, come spesso accade, le amministrative di giovedì nel Regno Unito sono […]

  

Dopo Brexit la scuola, rivoluzione May

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Meritocrazia. “Voglio che la Gran Bretagna sia la più grande meritocrazia al mondo” dice Theresa May. Poi la neopremier conservatrice attacca le scuole private: “Hanno divorziato dalla vita normale”; “Devono fare di più per aiutare le scuole pubbliche se vogliono mantenere i vantaggi fiscali di cui godono”. Ma il piatto forte è l’annuncio di un piano per il rilancio delle grammar school, le scuole pubbliche che ammettono studenti dagli 11 ai 16 anni, selezionandoli per merito, tramite un test di ingresso che consente di avere in classe i più brillanti.  Cinquanta milioni di sterline la cifra stanziata e un principio: “Voglio che ai bambini che […]

  

Il Labour come il Titanic, con Corbyn verso lo schianto

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La chiamano Jexit, l’uscita di Jeremy, ma lui di uscire proprio non ne vuole sapere. Muoia Sansone con tutti i filistei. E non basta che l’81% dei parlamentari laburisti lo abbia sfiduciato (172 contro 40). Non basta che il governo ombra che ha nominato si sia dimesso in massa (19 su 30 e altri ne potrebbero arrivare). Non basta che gli abbiano scritto chiaro che più chiaro non si può, nelle lettere di dimissioni, che “serve una nuova leadership”, che con lui “le elezioni non si vinceranno mai” e che intanto si è perso pure il referendum sulla Brexit. Corbyn […]

  

Brexit: that’s democracy, baby (maneggiare con cura)

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Spaccati gli elettori (52% pro Brexit, 48% anti-Brexit). Spaccate le generazioni (61% degli “anziani” pro-Brexit e 75% dei giovanissimi anti-Brexit). Spaccato il Paese (Scozia e Irlanda del Nord europeiste, Galles e Inghilterra anti-Ue). Spaccato il Partito Conservatore (tra no-Brexit e pro-Brexit e ora pure tra no-Boris e pro-Boris). E infine – ultimo e non meno significativo – spaccato il Partito Laburista (pro-Corbyn e anti-Corbyn). Benvenuti nel Regno dis-Unito dove il voto del 23 giugno ha ampliato in un colpo solo tutte le lacerazioni, ha acuito le rivalità e fatto esplodere le guerre intestine finora tenute a bada da un governo […]

  

Sangue su Brexit: keep calm, un voto è solo un voto

imageRegno Unito a lutto per omicidio deputata Jo Cox

Sembra incredibile. Ma se il legame tra l’uccisione della deputata laburista Jo Cox e il referendum sulla permanenza o l’uscita del Regno Unito dalla Ue venisse confermato sarebbe la prova che ancora, nel pieno del 2016, si uccide e si muore per un voto. Sembra ancora più incredibile nella culla della democrazia, dove la vittima, 41 anni, esortava gli elettori della sua circoscrizione, dal proprio sito web, a incontrarla anche “senza appuntamento”, un segno di come interpretasse il proprio ruolo e di che visione avesse della politica: un servizio ai cittadini, da svolgere a porte aperte, senza nulla da temere. È un omicidio […]

  

Che cancan il sindaco Khan

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Ha risposto a Trump accusandolo di avere una “visione ignorante dell’islam”. E ha gentilmente rispedito al mittente l’offerta (un’eccezione solo per lui) di entrare negli Stati Uniti “anche se musulmano”. Poi ha annunciato che l’11 luglio si recherà a Srebrenica per commemorare il 21esimo anniversario del massacro di 8mila musulmani. Nel frattempo ha costretto un gruppo di Conservatori a venire allo scoperto, a criticare (a posteriori) il partito per le modalità con cui è stata condotta la campagna elettorale a Londra, troppo divisiva per una città che ha fatto della libera convivenza e del multiculturalismo la sua bandiera. È passata meno di […]

  

Brexit, partita doppia: sulla Ue e sul futuro dei Tory

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E finalmente la partita sulla Brexit si fa davvero avvincente. Il 23 giugno la Gran Bretagna deciderà se restare nell’Unione europea o lasciarla. Fino a ieri si prospettava un match solo relativamente difficile, per la quota di imponderabilità insita in qualsiasi consultazione elettorale e perché gli indecisi sono ancora un numero consistente (circa il 20%). Ma alla fine la partita – a voler azzardare delle previsioni – sembrava pendere a favore della permanenza di Londra nella Ue. L’establishment finora è stato in gran parte su questa posizione, perché Londra resti nel circuito di Bruxelles: così il Partito Laburista, i Liberaldemocratici […]

  

“I fascisti dell’Isis vanno sconfitti”: bombe inglesi sulla Siria

Undici ore di dibattito parlamentare e Westminster ha deciso che è arrivato il momento di bombardare l’Isis in Siria: 397 sì, 223 no. Cinquantasette minuti dopo il voto, il Regno Unito comincia a colpire con i suoi Tornado anche oltre l’Irak, dove i bombardamenti britannici contro lo Stato islamico sono in corso dal 26 settembre 2014. Vince la linea del primo ministro conservatore Cameron. Il Partito laburista si spacca. Il leader Corbyn lascia libertà di voto ai suoi deputati ma in 66 (su 231) decidono di non seguirlo sulla strada di ferma contrarietà ai raid. Tra loro 11 membri del Governo […]

  

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