Brexit Day, la lezione inglese

Il giorno fatidico è arrivato. È Brexit Day. Il Regno Unito lascia l’Unione Europea. Sulla questione si sono sprecati fiumi di inchiostro. Ma cosa ci fa guardare a Londra con ammirazione, anche se con amarezza per l’addio inglese a un club di cui noi siamo ancora membri? 1 – Per tre anni e mezzo hanno litigato, si sono battuti ferocemente ma alla fine ha prevalso un sano principio democratico. Il referendum c’è stato e il suo risultato si rispetta. 2- Boris Johnson, uno degli agitatori della Brexit, ora che è entrato nel ruolo di primo ministro, ha voluto evitare la grande festa […]

  

Il ciclone Meghan alla corte di Londra

Da quando ha messo piede nella Casa reale, appena due anni fa, è stata un ciclone. Nella prima uscita pubblica col principe, da fidanzata, agli Invictus Game in Canada, si è presentata in jeans strappati, tenuta molto poco regale. Allora Meghan Markle aveva 36 anni, oggi ne ha 38. Era già divorziata, tre anni più di Harry e subito fece discutere: un’americana, figlia di un’afroamericana, si avvicinava alla più ambita Casa reale del mondo (ma negli Usa la scambiavano spesso per un’italiana, ha raccontato). Alle nozze in pompa magna con Harry, nel maggio 2018, ha deciso di rompere con la […]

  

“Corbyn Hood” sogna il governo: togliere ai ricchi e dare al popolo

Tassare i ricchi per finanziare i servizi pubblici. Riscrivere le regole dell’economia con un programma “radicale” – come lo chiama lui stesso – il più radicale da molti decenni, il più socialista dagli anni Settanta. Jeremy Corbyn, leader della sinistra inglese, alla guida del Partito laburista dal 2015, dall’alto dei suoi 70 anni si gioca l’ultima carta della carriera promettendo una rivoluzione economica e sociale, con cui punta a vincere le elezioni del 12 dicembre e a governare il Regno Unito dopo 9 anni di potere conservatore. Il suo obiettivo: farsi Robin Hood – o meglio Corbyn Hood – togliere […]

  

Fuga dalla Ue, fuga da Londra

E d’improvviso il Regno Unito si trovò con quasi 100mila immigrati europei in meno. Mentre il ministro David Davis discute in queste ore a Bruxelles il delicatissimo dossier che definirà l’uscita del Paese dall’Unione Europea e lo status dei cittadini europei che vivono e lavorano in Gran Bretagna, la Brexit ha già prodotto il primo effetto tangibile. Circa 117mila cittadini europei hanno lasciato il Paese nel 2016 (il tasso più alto dal 2009) e i dati sul tasso netto di migrazione (la differenza, cioè, fra i 588mila immigrati e i 339mila emigrati) dicono che il Paese ha registrato 84mila presenze […]

  

La jihad nell’urna

Doveva essere l’elezione sulla Brexit, è diventata l’elezione sul terrorismo. Dopo il secondo ttentato jihadista in piena campagna elettorale (Manchester prima, London Bridge dopo), è sulla sicurezza che si stanno giocando le ultime battute di un confronto politico che sembrava segnato sia sul piano degli argomenti (uscita dalla Ue) che sull’esito, apparentemente scontato fino a qualche settimana fa, tanto da indurre la premier Theresa May a chiamare gli inglesi al voto anticipato l’8 giugno. La jihad riapre la partita e allarga il dibattito pubblico, stravolgendo l’agenda politica, mentre gli ultimi sondaggi riferiscono della clamorosa rimonta del Labour, ora a un punto percentuale di scarto dai conservatori. […]

  

Successo May: verso la Brexit e oltre

Il miglior risultato degli ultimi dieci anni per il Partito Conservatore, che avanza ovunque in Inghilterra, Galles e persino in Scozia (finora impenetrabile), conquistando 11 comuni e oltre 500 consiglieri in più rispetto alle precedenti elezioni locali. Un “quadro disastroso” per il Labour di Jeremy Corbyn (copyright del laburista Stephen Kinnock), che perde 380 rappresentanti comunali e 9 municipalità. E poi l’Ukip quasi azzerato nelle assemblee locali (un solo consigliere comunale riconfermato) e dato ormai per morto dopo aver contribuito alla Brexit. Sbranato in un solo boccone da Lady May. Se, come spesso accade, le amministrative di giovedì nel Regno Unito sono […]

  

Dopo Brexit la scuola, rivoluzione May

Meritocrazia. “Voglio che la Gran Bretagna sia la più grande meritocrazia al mondo” dice Theresa May. Poi la neopremier conservatrice attacca le scuole private: “Hanno divorziato dalla vita normale”; “Devono fare di più per aiutare le scuole pubbliche se vogliono mantenere i vantaggi fiscali di cui godono”. Ma il piatto forte è l’annuncio di un piano per il rilancio delle grammar school, le scuole pubbliche che ammettono studenti dagli 11 ai 16 anni, selezionandoli per merito, tramite un test di ingresso che consente di avere in classe i più brillanti.  Cinquanta milioni di sterline la cifra stanziata e un principio: “Voglio che ai bambini che […]

  

Il Labour come il Titanic, con Corbyn verso lo schianto

La chiamano Jexit, l’uscita di Jeremy, ma lui di uscire proprio non ne vuole sapere. Muoia Sansone con tutti i filistei. E non basta che l’81% dei parlamentari laburisti lo abbia sfiduciato (172 contro 40). Non basta che il governo ombra che ha nominato si sia dimesso in massa (19 su 30 e altri ne potrebbero arrivare). Non basta che gli abbiano scritto chiaro che più chiaro non si può, nelle lettere di dimissioni, che “serve una nuova leadership”, che con lui “le elezioni non si vinceranno mai” e che intanto si è perso pure il referendum sulla Brexit. Corbyn […]

  

Brexit: that’s democracy, baby (maneggiare con cura)

Spaccati gli elettori (52% pro Brexit, 48% anti-Brexit). Spaccate le generazioni (61% degli “anziani” pro-Brexit e 75% dei giovanissimi anti-Brexit). Spaccato il Paese (Scozia e Irlanda del Nord europeiste, Galles e Inghilterra anti-Ue). Spaccato il Partito Conservatore (tra no-Brexit e pro-Brexit e ora pure tra no-Boris e pro-Boris). E infine – ultimo e non meno significativo – spaccato il Partito Laburista (pro-Corbyn e anti-Corbyn). Benvenuti nel Regno dis-Unito dove il voto del 23 giugno ha ampliato in un colpo solo tutte le lacerazioni, ha acuito le rivalità e fatto esplodere le guerre intestine finora tenute a bada da un governo […]

  

Sangue su Brexit: keep calm, un voto è solo un voto

Sembra incredibile. Ma se il legame tra l’uccisione della deputata laburista Jo Cox e il referendum sulla permanenza o l’uscita del Regno Unito dalla Ue venisse confermato sarebbe la prova che ancora, nel pieno del 2016, si uccide e si muore per un voto. Sembra ancora più incredibile nella culla della democrazia, dove la vittima, 41 anni, esortava gli elettori della sua circoscrizione, dal proprio sito web, a incontrarla anche “senza appuntamento”, un segno di come interpretasse il proprio ruolo e di che visione avesse della politica: un servizio ai cittadini, da svolgere a porte aperte, senza nulla da temere. È un omicidio […]

  

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