Corbyn, l’anti-Blair che fa sognare (e tremare) Londra

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Lo accusano di essere “amico dei terroristi”, per aver definito lui stesso “amici” Hezbollah e Hamas, per aver liquidato la morte di Bin Laden come “una tragedia nella tragedia” e per essersi rifiutato di condannare le atrocità dell’Ira in Ulster. Lo accusano di strizzare l’occhio a Putin, dopo che ha additato la Nato “per aver alimentato una nuova guerra fredda”. Ma soprattutto lo accusano di voler riportare le lancette dell’orologio laburista agli anni Ottanta, all’epoca della guerra sulle privatizzazioni (e non a caso nel suo programma c’è la rinazionalizzazione delle ferrovie e del settore energetico) e di voler intraprendere una […]

  

La lezione della democrazia inglese

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Immaginate una campagna elettorale difficilissima, che i sondaggi danno sul filo del rasoio, svolgersi tra duri attacchi politici ma zero insulti, nessuno scivolone clamoroso (al massimo un panino ingurgitato con troppa foga) e niente dichiarazioni di intolleranza tra leader avversari e nei confronti degli elettori rivali. Immaginate che, nonostante le previsioni di incertezza, all’indomani del voto ci sarà un vincitore chiaro e alcuni perdenti. E che gli sconfitti diano le dimissioni, a scrutinio ancora in corso, riconoscendo che la colpa è loro e che lavoreranno dietro le quinte per rafforzare i propri partiti. Immaginate che sui sondaggi totalmente sbagliati venga aperta […]

  

Blair trova i soldi per il divorzio dal sindacato

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Meno sinistra e più centro. Meno sindacato e più soldi privati. Tony Blair mette lo zampino nella più incerta campagna elettorale della storia britannica. Lo fa per arginare il ruolo del sindacato nel partito e accrescere l’influenza del business. L’ex premier lo ha scritto e ribadito in sedi ufficiali: niente virate a sinistra, serve posizionarsi in un’area di centro “che alla fine è la più soddisfacente e la più produttiva per il partito e per il Paese”. Perciò che fa? A sette settimane dalle elezioni generali, trova un milione di sterline (quasi un milione e mezzo di euro) per rimpinguare le […]

  

Votare a 16 anni: follia o strategia?

A Londra potrebbe succedere già per l’elezione del prossimo sindaco, nel maggio 2016. Diritto di voto ai ragazzi di 16 e 17 anni. Lo promette il leader del Partito laburista Ed Miliband se tra cinque mesi, a maggio 2015, diventerà lui primo ministro del Regno Unito. “Dobbiamo ascoltare di più la voce dei giovani nella nostra democrazia, è un segno di fiducia nelle nuove generazioni” ha detto durante un dibattito ospitato su Youtube, Twitter e Itv News organizzato dal movimento Bite the Ballot. “Mi prendo l’impegno di farlo entro maggio 2016”, garantisce Miliband suonando la sveglia ai quindicenni di oggi. […]

  

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