Londra, i raid in Siria e Corbyn al tappeto

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Il dado è tratto. Il primo ministro David Cameron ha annunciato che il Parlamento inglese voterà mercoledì per decidere se dare il via libera ai raid aerei in Siria. La notizia è arrivata dopo una giornata convulsa, non per il primo ministro, ma per il Partito laburista. Jeremy Corbyn, il pacifista di ferro eletto tre mesi fa alla guida del Labour, dopo giorni di indecisione, minacce di dimissioni da parte del suo Gabinetto ombra, dopo aver ribadito e insieme negato di essere un pacifista, alla fine ha deciso di lasciare libertà di coscienza ai suoi deputati. Un gesto democratico? No, la […]

  

Corbyn, l’anti-Blair che fa sognare (e tremare) Londra

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Lo accusano di essere “amico dei terroristi”, per aver definito lui stesso “amici” Hezbollah e Hamas, per aver liquidato la morte di Bin Laden come “una tragedia nella tragedia” e per essersi rifiutato di condannare le atrocità dell’Ira in Ulster. Lo accusano di strizzare l’occhio a Putin, dopo che ha additato la Nato “per aver alimentato una nuova guerra fredda”. Ma soprattutto lo accusano di voler riportare le lancette dell’orologio laburista agli anni Ottanta, all’epoca della guerra sulle privatizzazioni (e non a caso nel suo programma c’è la rinazionalizzazione delle ferrovie e del settore energetico) e di voler intraprendere una […]

  

Aylan, i migranti e la giravolta dei tabloid inglesi

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Ieri erano “come scarafaggi”, che invece di essere salvati avrebbero dovuto essere fermati con gli elicotteri da combattimento (copyright Katie Hopkins, orgogliosa commentatrice del Sun). Ora sono diventati “le piccole vittime di una catastrofe umanitaria”. I migranti che in queste ore stanno mettendo a dura prova le frontiere e il futuro dell’Europa, nella peggiore crisi umanitaria dal Dopoguerra a oggi, devono aver messo nelle ultime ore parecchio in crisi anche i tabloid britannici. Eppure gli squali del giornalismo inglese (campioni di populismo sempre a caccia di un nemico da dare in pasto alla pancia del Paese, di star e potenti da portare […]

  

“Non chiamate l’Isis Stato islamico” (ma fate in fretta a combatterlo)

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Il primo è stato Obama, che per condannare la decapitazione del cooperante americano Peter Kassig lo scorso novembre si è rifiutato di parlare di “islam radicale”  e ha usato il termine generico “male” per riferirsi ai tagliagole. Ora lo dice pure il premier inglese, il conservatore Cameron, che fa un appello alla Bbc: non usate il nome “Stato islamico” per riferirvi al gruppo di terroristi che sta spargendo sangue e orrore per il mondo. Gli fa eco il sindaco di Londra, anche lui conservatore, Boris Johnson, che lo spiega in termini molto chiari: chiamarli così vuol dire riconoscere che sono […]

  

Aggiungi un posto a tavola: c’è Boris Johnson (a Downing Street)

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Altro che esclusione. Boris Johnson entra nel nuovo governo Cameron con un posto d’onore. Niente portafogli ma è il prescelto che potrà partecipare alle riunioni del Gabinetto politico di Londra, quelle che si tengono ogni due settimane, cruciali per decidere la linea politica del governo. Per Johnson è l’anticamera di un incarico vero. Rimandato solo perché l’accordo era chiaro col partito e con il primo ministro: prima finire il lavoro (apprezzato) di sindaco della capitale inglese e poi, a partire da maggio 2016, quando il suo incarico sarà scaduto, entrare nella squadra di Cameron. La vittoria è arrivata, più dolce del […]

  

La lezione della democrazia inglese

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Immaginate una campagna elettorale difficilissima, che i sondaggi danno sul filo del rasoio, svolgersi tra duri attacchi politici ma zero insulti, nessuno scivolone clamoroso (al massimo un panino ingurgitato con troppa foga) e niente dichiarazioni di intolleranza tra leader avversari e nei confronti degli elettori rivali. Immaginate che, nonostante le previsioni di incertezza, all’indomani del voto ci sarà un vincitore chiaro e alcuni perdenti. E che gli sconfitti diano le dimissioni, a scrutinio ancora in corso, riconoscendo che la colpa è loro e che lavoreranno dietro le quinte per rafforzare i propri partiti. Immaginate che sui sondaggi totalmente sbagliati venga aperta […]

  

Royal baby: rischio noia e caos, ma che affare…

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Siete pronti? Un altro tormentone sta per cominciare. D’ora in poi ogni momento sarà buono per l’evento che spacca ancora in due il Regno Unito (e non solo) tra simpatizzanti della monarchia e repubblicani di ferro. Si tratta della nascita del secondo royal baby, quarto erede al trono d’Inghilterra in linea di successione dopo il principe Carlo (il nonno), il papà William e il fratello principino George (lo zio Harry è slittato al quinto posto). L’annuncio ufficiale, urbi et orbi, arriverà via Twitter, come su Twitter è arrivata la notizia della nuova gravidanza di Kate. Prima volta nella storia, ovvio. […]

  

Blair trova i soldi per il divorzio dal sindacato

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Meno sinistra e più centro. Meno sindacato e più soldi privati. Tony Blair mette lo zampino nella più incerta campagna elettorale della storia britannica. Lo fa per arginare il ruolo del sindacato nel partito e accrescere l’influenza del business. L’ex premier lo ha scritto e ribadito in sedi ufficiali: niente virate a sinistra, serve posizionarsi in un’area di centro “che alla fine è la più soddisfacente e la più produttiva per il partito e per il Paese”. Perciò che fa? A sette settimane dalle elezioni generali, trova un milione di sterline (quasi un milione e mezzo di euro) per rimpinguare le […]

  

Islamismo addio? Si può: la storia di Maajid Nawaz

Si può vincere l’estremismo islamista? C’è la possibilità di riportare ai valori democratici chi ha deciso di combatterli? C’è una chance per quei giovani – e sono migliaia al fianco dell’Isis, sempre più spesso occidentali – disposti a morire per la creazione di uno Stato islamico internazionale fondato sulla religione come legge di Stato? Nel Regno Unito c’è un esempio che sta facendo scuola. È quello di Maajid Nawaz, un giovane di 37 anni, la cui storia prova che speranza, umanità e diritti umani possono prevalere. La sua biografia, ieri estremista, oggi paladino della democrazia, è un invito per tutti […]

  

Estremisti: di destra? Di sinistra? Oppure no?

L’Ukip di Nigel Farage all’estrema destra nel Regno Unito. Il Front National di Marine Le Pen all’estrema destra in Francia, opposto al Front de gauche di Jean-Luc Mélenchon all’estrema sinistra. Le definizioni e la collocazione sul tradizionale asse politico sembravano semplici e appropriate fino a qualche tempo fa. Il no agli immigrati è di destra, le frontiere chiuse sono di estrema destra. Le tasse sui ricchi e i matrimoni gay sono di sinistra, l’uscita dalla Nato è di estrema sinistra. Le cose però sembrano essersi parecchio complicate. Marine Le Pen tuona contro la mondializzazione, attacca il liberismo sfrenato, vuole più […]

  

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