Brexit, the show must NOT go on

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Come nei divorzi d’amore, quando la coppia dà il peggio di sé prima di arrivare alla firma consensuale (semmai ci si arrivi), lo spettacolo che il Regno Unito sta offrendo al mondo è una carrellata di errori ed orrori, ripicche, indecisioni e scivoloni che ci restituiscono l’immagine di un Paese in piena parabola discendente, se non in picchiata. Sepolta la Cool Britannia del boom culturale e artistico. Addio alla fruttuosa era politica in cui Blair univa la nazione e affascinava mezzo mondo con il suo modello neolaburista. La Gran Bretagna è in un’impasse politica e istituzionale e sembra lentamente essere diventata […]

  

May, Cameron, Renzi, Clinton e il sadismo degli elettori

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Barcollanti come birilli alla prova decisiva. Indeboliti o umiliati in cabina elettorale dopo aver invocato le urne per rafforzarsi. Incapaci di cogliere il mood popolare tanto da sposare battaglie le cui prime vittime sono proprio loro. In poco meno di un anno, da giugno 2016 a oggi, la Gran Bretagna schiaffeggia con una X sulla scheda elettorale due primi ministri che volevano entrare nella storia e che sono finiti invece nel girone della pubblica derisione, uno perdendo il governo, l’altra perdendo la possibilità di governare da sola, senza insidiose coalizioni. David Cameron e Theresa May hanno scommesso convinti di vincere o stravincere […]

  

Sondaggi inglesi alla prova del fuoco

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Ma davvero quello a Londra è un voto in bilico? Davvero i Conservatori sono a rischio di perdere la maggioranza assoluta e forse anche di perdere le elezioni? Dopo mesi di relative certezze, dopo lunghe settimane in cui il gap tra Laburisti e Conservatori sembrava incolmabile, i sondaggi hanno cominciato a segnalare una rimonta laburista che sta facendo tremare il governo di Theresa May. Ma quanto questa avanzata si tradurrà davvero nella svolta, nella perdita di una maggioranza netta, seppur risicata (oggi è di 17 deputati), per Lady May? Davvero il voto, condizionato dagli attentati jihadisti, potrebbe consegnare le chiavi di […]

  

La jihad nell’urna

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Doveva essere l’elezione sulla Brexit, è diventata l’elezione sul terrorismo. Dopo il secondo ttentato jihadista in piena campagna elettorale (Manchester prima, London Bridge dopo), è sulla sicurezza che si stanno giocando le ultime battute di un confronto politico che sembrava segnato sia sul piano degli argomenti (uscita dalla Ue) che sull’esito, apparentemente scontato fino a qualche settimana fa, tanto da indurre la premier Theresa May a chiamare gli inglesi al voto anticipato l’8 giugno. La jihad riapre la partita e allarga il dibattito pubblico, stravolgendo l’agenda politica, mentre gli ultimi sondaggi riferiscono della clamorosa rimonta del Labour, ora a un punto percentuale di scarto dai laburisti. […]

  

Londra…ops, la partita si riapre

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Prendete una riforma dell’assistenza sociale che colpisce le famiglie con anziani affetti da demenza senile. Correggetela in corsa solamente dopo una valanga di critiche. Poi aggiungete un attentato terroristico che dà al leader dell’opposizione l’occasione per rilanciare il suo pacifismo di ferro e puntare il dito contro i tagli alle forze dell’ordine e all’intelligence. Il risultato è che la premier Theresa May brucia in poche settimane l’enorme vantaggio (oltre 20 punti percentuali) che l’aveva spinta il 18 aprile a chiamare gli inglesi alle urne in anticipo. E lunedì sera, nel confronto televisivo in cui la premier e il leader di opposizione Jeremy Corbyn sono […]

  

I terroristi, il voto e la democrazia che resiste

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Un’altra strage islamista, la peggiore dal 2005 nel Regno Unito. E un’altra campagna elettorale sospesa. A Manchester come al Bataclan di Parigi, il terrorismo di matrice religiosa prende di mira un concerto, espressione massima di libertà, sregolatezza e stile di vita occidentale. Vittime predilette: la nostra gioventù. Ma c’è un altro particolare che ha una valenza non meno simbolica in questa guerra ai “crociati”. Mentre attacca la folla inerme in un luogo di aggregazione e divertimento, il terrorismo islamista colpisce anche in un altro momento cruciale per le nostre democrazie: la vigilia delle elezioni. A Manchester come sugli Champs Elysée […]

  

Successo May: verso la Brexit e oltre

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Il miglior risultato degli ultimi dieci anni per il Partito Conservatore, che avanza ovunque in Inghilterra, Galles e persino in Scozia (finora impenetrabile), conquistando 11 comuni e oltre 500 consiglieri in più rispetto alle precedenti elezioni locali. Un “quadro disastroso” per il Labour di Jeremy Corbyn (copyright del laburista Stephen Kinnock), che perde 380 rappresentanti comunali e 9 municipalità. E poi l’Ukip quasi azzerato nelle assemblee locali (un solo consigliere comunale riconfermato) e dato ormai per morto dopo aver contribuito alla Brexit. Sbranato in un solo boccone da Lady May. Se, come spesso accade, le amministrative di giovedì nel Regno Unito sono […]

  

Brexit, si parte: la Terza Via di Theresa May

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Missione compiuta. A nulla sono serviti i ricorsi e il voto del Parlamento di Londra, che alla fine ha consacrato l’esito del referendum popolare. A nulla è servito il pressing per una nuova consultazione in grado di sovvertire il risultato del 23 giugno 2016. Il governo conservatore di Theresa May ha mantenuto la promessa e avviato l’iter per l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Il 29 marzo 2017 entra negli annali. Perché ci sono Paesi che fanno la Storia e altri che la subiscono. E il Regno Unito non è abituato a stare a guardare. Quarantaquattro anni dopo il matrimonio […]

  

Dura Brexit sed Brexit

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Il referendum sulla Brexit, un grande esercizio democratico con cui il Regno Unito ha deciso di riprendersi la sovranità da Bruxelles, ora si infrange contro il potere di un grande organo democratico, il Parlamento di Westminster, che si riprende la sovranità. Ma dagli inglesi. Dopo la sentenza dell’Alta Corte, sarà il Parlamento di Londra a dover votare e a dare al governo il via libera per avviare l’iter di uscita del Regno Unito dall’Unione europea. E Westminster potrebbe anche decidere di disattendere la volontà popolare espressa con il voto “consultivo” del 23 giugno. Una larga fetta di deputati è da sempre contraria alla […]

  

Dopo Brexit la scuola, rivoluzione May

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Meritocrazia. “Voglio che la Gran Bretagna sia la più grande meritocrazia al mondo” dice Theresa May. Poi la neopremier conservatrice attacca le scuole private: “Hanno divorziato dalla vita normale”; “Devono fare di più per aiutare le scuole pubbliche se vogliono mantenere i vantaggi fiscali di cui godono”. Ma il piatto forte è l’annuncio di un piano per il rilancio delle grammar school, le scuole pubbliche che ammettono studenti dagli 11 ai 16 anni, selezionandoli per merito, tramite un test di ingresso che consente di avere in classe i più brillanti.  Cinquanta milioni di sterline la cifra stanziata e un principio: “Voglio che ai bambini che […]

  

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