Sono andata pellegrina a Roma domenica 27 aprile, quando Papa Francesco ha proclamato santi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II.
E vorrei raccontarvi la storia di una persona che ho potuto conoscere meglio nell’attesa, tra i giardini di Castel Sant’Angelo, con la vista sul cupolone di San Pietro.
“Sono qui perché Giovanni Paolo è stato una via del mio ritorno a Dio e alla Chiesa, anche se l’ho capito solo molto dopo.  Quando lui ha cominciato a stare male e a mostrare la sua sofferenza al mondo, non credevo ormai da tempo.
Battesimo e prima comunione, come tanti. Ho studiato alle elementari dalle Suore: perché era una buona scuola. Ma poi mi ero incamminata altrove e avevo perso da tempo la strada.
Eppure quell’uomo che prendeva su di sé il dolore mi ricordava Gesù. E mi ha toccato il cuore. Non si spaventava di essere il simbolo di una Chiesa debole, ferita nel corpo. Mi ricordava sempre di più Gesù, anche se Gesù non lo frequentavo da quando ero una ragazzina”.
Quanti racconti come questo in quella marea di persone. Ciascuna con la sua miracolosa storia di fede da regalare.
Sono felice di poter dedicare i miei primi appunti su questo blog ai due nuovi santi. Essere tra la folla, con amici, tra tanti polacchi, una signora americana e una tedesca, una coppia di romani, gente di tutto il mondo grata e festante, è stato bello.
E mi piace condividerlo.
C’è un po’ di cielo e in San Pietro ne ho visto molto. Tutto pieno di nuvole. Ma era cielo aperto.

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