Vuoti d’aria e scossoni anche violenti non mancano nella vita di nessuno. Che fare quando il gioco si fa duro e le correnti d’aria fanno perdere quota? Mi ha molto colpito un consiglio pratico di Papa Francesco: “Vi affido alla Vergine, che è Madre. Mai dimenticarla! I mistici russi dicevano che nel momento delle turbolenze spirituali bisogna rifugiarsi sotto il manto della Santa Madre di Dio. Mai uscire di là! Coperti con il manto”. (Se qualcuno vuole leggere per intero il discorso, che era rivolto ai futuri sacerdoti, lo trova qui).

Anche chi va per mare in barca a vela, quando si scatenano gli elementi, si mette alla cappa e scende sottocoperta, aspettando che la tempesta passi.

Ma qui c’è molto di più. È la protezione offerta dal mantello della Madonna. Immagine nota ai mistici e  alla storia dell’arte. Nella pala di Piero  della Francesca , Maria accoglie sotto le sue vesti chi ha bisogno di lei. Solo uno dei tanti possibili esempi. Opera stupenda, anche se la Madonna per i miei gusti ha un’aria troppo seria.  È l’immagine della Mater Misericordiae, la madre della Misericordia.

Piero della Francesca, Polittico della Misericordia. Museo civico di Sansepolcro

In una preghiera molto antica, ritrovata all’inizio del secolo scorso ad Alessandria d’Egitto, si vede come la corsa per buttarsi tra le braccia di Maria fosse  già praticata  agli inizi del III secolo. “Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio. Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, ma liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta”. Parole che dipingono il mantello celeste.

Rimane la domanda delle domande. Noi non siamo mistici, magari crediamo un po’ sì e un po’ no, a volte proprio no. Come  facciamo a nasconderci sotto il mantello della Vergine?  Possiamo chiudere gli occhi e lanciare uno sguardo al cielo? Accoccolarci tra le braccia della Mamma?  Cercare di fare come lei?

A me è venuto da rileggere nel Vangelo la protezione materna di Maria alle nozze di Cana, quando convince Gesù a trasformare l’acqua in vino. Una cosa piccola, ma chissà che turbolenza nel cuore degli sposi che avevano finito le bevande durante la festa del matrimonio. E che mortificazione. Un principio di rabbia? Forse non erano ricchi, non potevano permettersi più del poco che avevano messo in tavola. La storia sembrava già scritta con un finale triste e amaro. Danni anche per l’anima?  Invece ecco la Madre di Dio: vede quel che sta succedendo agli amici che l’avevano invitata, offre la sua protezione e il suo aiuto. L’acqua diventa vino.  (Chi vuole, può leggere il testo di san Giovanni qui).

Capita anche oggi, a noi. E possiamo farlo capitare  noi. Basta dare una mano se vediamo che a qualcuno sta finendo il vino. Non che sia sempre facile. Spesso è faticoso. Ma è già bello sapere che possiamo. E riuscirci, qualche volta.

Rifugiarsi sotto il manto della Madonna mi sembra un consiglio bellissimo. Persino per chi non crede. O crede di non credere. Chi è in piena turbolenza spirituale. Secondo me  basta chiudere gli occhi.

Qualcuno vuole raccontare come fa a lasciarsi abbracciare dalla Madonna? Mi piacerebbe tanto poterlo leggere e conoscere meglio insieme Maria.

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