“Se mi capitasse un giorno (e potrebbe essere oggi) di essere vittima del terrorismo che sembra coinvolgere ora tutti gli stranieri che vivono in Algeria, vorrei che la mia comunità, la mia Chiesa, la mia famiglia si ricordassero che la mia vita era donata a Dio e a questo Paese… E anche per te, amico dell’ultimo minuto che non avrai saputo quello che facevi, anche per te voglio questo grazie e questo ad-Dio programmato da te. E che ci sia dato di ritrovarci, ladroni beati, in paradiso, se piace a Dio, Padre nostro, di tutti e due. Amen. Insc’Allah”.

Sono parole  dal testamento di frère Christian, uno dei sette monaci uccisi in Algeria nel 1996. I fondamentalisti islamici hanno tagliato loro la gola dopo averli rapiti dalla  casa dedicata a Nostra Signora dei monti dell’Atlante e averli tenuti prigionieri per due mesi.  (Chi vuole ascoltare l’intero testo del testamento lo trova qui incorporato da Embedded Video

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In molti ricordiamo il film “Uomini di Dio”, che racconta le loro storie di uomini normali, pieni di dubbi e paure, anche. Eppure capaci di rimanere, di perdonare i  persecutori e gli assassini, di chiedere perdono a Dio per loro. Pagine di passione evangelica.

C’è un po’ di cielo, a volte tantissimo, anche nei drammi più cupi.

In questi giorni in cui la Siria ci rimanda immagini atroci e corpi crocifissi è bello trovare conforto in  Christian e nei suoi fratelli trappisti. Sapere che anche i delitti più atroci lasciano un varco spalancato al bene che mai può essere vinto.

Il testamento di Tibhirine ci fa sapere che esiste un mondo migliore.  Ci fa credere di poter contribuire a costruirlo. Nel piccolo posto in cui ci troviamo. Per questo non vogliamo restare a guardare la mattanza siriana come se fossero fatti che non ci riguardano. Ci toccano, ci trafiggono.

Arrivano fin dentro le nostre vite insieme con i profughi in fuga dall’orrore.

La politica, che è l’Europa e siamo anche noi, non può rimanere immobile, cieca e muta mentre tanti cristiani, tanti uomini, subiscono il martirio.

Accogliere chi cerca aiuto, soprattutto aiutare i siriani in Siria a costruire un futuro di pace,  può forse essere il nostro modo di ungere le ferite dei crocifissi.

Anche per loro, anche per noi la Croce di San Carlo, portata dal cardinale Angelo Scola, sarà pellegrina oggi tra le strade di Milano.

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