Errare è umano. Lo dimostra la lettera a Papa Francesco di 26 donne italiane «coinvolte sentimentalmente con un sacerdote o religioso>. (Il testo è stato rivelato da Vatican Insider). Ma le amanti dei preti non sono un tema nuovo. Anche a santa Teresa d’Avila, e siamo nel Cinquecento, capitò di dare consigli a un sacerdote che aveva una relazione con una donna. La santa gli rimase accanto e la storia ebbe un lieto fine.

Santa Teresa d'Avila

Lo racconta lei stessa nella Vita, l’autobiografia scritta su richiesta dei suoi superiori. Siamo al capitolo cinque e Teresa ricorda il suo incontro con quest’uomo, che era diventato il suo confessore. Lei era molto giovane. «C’era un ecclesiastico che risiedeva in quel luogo dove andai a curarmi, di ottima condizione sociale e di grande intelligenza; era anche colto, se pur non eccedeva in cultura. Cominciai a confessarmi da lui…».
Dopo un po’, di fronte al candore e all’amore di Dio di Teresa, fu il confessore a raccontarle i suoi guai: «Cominciò a rivelarmi la rovina della sua anima. E non era poca cosa, perché da quasi sette anni si trovava in una situazione assai pericolosa, avendo una relazione con una donna di quello stesso luogo; e ciò nonostante continuava a celebrare la Messa. Il fatto era ormai così noto che egli aveva perduto l’onore e la fama, ma nessuno osava redarguirlo. Io ne ebbi molta compassione».
Teresa cercò di saperne di più, si informò con i suoi familiari, seppe che gli avevano fatto un sortilegio. Teresa non credeva ai sortilegi, ma credeva al male che può fare a se stesso chi ci crede: «A dire il vero, io non credo a queste storie dei sortilegi, ma dico quello che ho visto per avvisare gli uomini di guardarsi dalle donne che cercano di adescarli in tal modo, e di esser convinti che, avendo esse perduto ogni pudore di fronte a Dio (mentre più degli uomini sono tenute a rispettarlo), non possono meritare la minima fiducia. Infatti non badano a nulla pur di conseguire il loro intento e assecondare quella passione che il demonio pone nel loro cuore».
Un giudizio poco tenero verso le donne, più ancora che verso i sacerdoti. Parole che a prima vista potrebbero sembrare anacronistiche. Eppure, anche se certamente risentono in modo pesante del contesto storico, a me sembra che contengano un germe di verità. Le generalizzazioni sono sempre generalizzazioni. Ma gli uomini sono più fragili delle donne, soprattutto quando sono in gioco il sesso e i sentimenti. Poi, anche senza volere stilare gerarchie di responsabilità, per una donna credente il modello di riferimento è Maria. Qualcuno riesce a immaginare Maria che fa una cosa del genere? E invece nella storia raccontata da Teresa sembra che la strada scelta sia quella di imitare Eva. Superandola di molto.
Riecco Teresa. «Non appena seppi questo, dunque, cominciai a dimostrargli più amore… Di solito gli parlavo di Dio; questo doveva giovargli, ma credo che più utile allo scopo fu il fatto che egli mi amasse molto. Per farmi piacere, invero, si decise a darmi l’idoletto, che io feci gettare subito nel fiume. Appena se ne fu liberato, cominciò – come chi si svegli da un lungo sonno – a ricordarsi a poco a poco di tutto quello che aveva fatto in quegli anni e, spaventato di se stesso, dolendosi della sua perdizione, finì con il detestarla».
Teresa continua ed è così avvincente che non conviene rubarle la parola: «Nostra Signora dovette aiutarlo molto, perché era molto devoto della sua concezione, la cui ricorrenza era da lui celebrata solennemente. Infine, cessò del tutto di vedere quella donna, e non si stancava di render grazie a Dio per averlo illuminato. Morì allo scadere esatto di un anno dal giorno in cui l’avevo conosciuto. Si era adoperato già molto nel servire Dio…». Conclusione: «Sono sicura che egli si sia salvato. Morì serenamente e del tutto fuori di quella situazione; sembra che il Signore l’abbia voluto salvare con questo mezzo».
Teresa era una grande santa e, nonostante questo, rivedendo l’intera vicenda, sottolinea i pericoli in cui si era cacciata accettando queste confidenze. Non tutti siamo forti e pieni di Dio come lei.
Qui non si tratta nemmeno di celibato dei preti sì o no, ma di una doppia vita. Una vita di bugie, a cui si costringono coloro che scelgono di rimanere sacerdoti con l’amante.
Non siamo tutte Teresa. Ma sarebbe bello se i sacerdoti in crisi incontrassero tante Teresa. Invece che future amanti.

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