Cinquecentosessanta diciannovenni tutti in chiesa il venerdì sera non sono pochi. Non una massa, tante persone con una passione comune. E a parlare non è il numero: piuttosto il desiderio in ogni volto di prendere un impegno serio. Anticonformista questa notte che porta al sabato milanese: in Duomo a diciannove anni mentre gli amici sono in giro per locali. Intendiamoci, anche a questi ragazzi e queste ragazze piace andare a bere una birra e fare quattro chiacchiere. Ma non stasera. È l’ora di un appuntamento importante, il più importante. E con chi? con Gesù. Una veglia a dir poco controcorrente.
Consegnano la «regola di vita» all’arcivescovo, Angelo Scola, e ai vescovi ausiliari. La veglia di Redditio Symboli nel Duomo di Milano
Incedono tra l’incenso con il Vangelo in mano. Dichiarazioni d’amore pubbliche al Signore. E poi piccole promesse concrete, scritte e affidate al vescovo e alla Chiesa. C’è chi si impegna ad andare a Messa la domenica (ma questo è un po’ il minimo sindacale…) e a pregare ogni giorno, chi a «cercare il silenzio nel quale il Signore parla», qualcun altro a assistere il nonno malato, la vicina di casa o il malato sconosciuto ormai diventato amico. Oppure a seguire i ragazzi più piccoli al doposcuola o all’oratorio, a fare le pulizie in chiesa. (Queste sono alcune delle regole che i ragazzi si sono voluti dare negli anni scorsi, quelle di oggi sono ancora chiuse nelle mani di chi le ha accolte).
’Più coraggio nell’invitare gli amici, anche quelli che sembrano lontani’ li sprona dal pulpito il cardinale Scola. ’Non basta mandare gli sml… come si chiamano’ incalza, invitandoli al tu per tu, via fondamentale del contagio cristiano. Cita anche ’L’appartenenza’ di Gaber, il vescovo Angelo, per risvegliare alla missione.
Durante la serata ’trasgressiva’ ha portato la sua testimonianza Peter, giovane cristiano egiziano, che ha raccontato le tribolazioni della Chiesa anche in Egitto, con chiese distrutte e cristiani discriminati e peggio. ’Voi avete un tesoro: la possibilità di vivere la fede cristiana in pace’ la conclusione toccante di Peter, che ha commosso il Duomo. Il cardinale Scola subito dopo ha commentato parlando un po’ ai ragazzi milanesi e molto anche a se stesso: ’Siete provati dalla fatica di non trovare lavoro ma siamo onesti: siamo ancora ben sistemati noi che siamo qui, questa sera’. E ancora: ’Se questa libertà vi fosse negata? Se qualcuno volesse distruggere la vostra chiesa, voi che fareste? noi che faremmo?’. Le domande di questa parte del Mediterraneo e del mondo, le domande della pancia piena e della libertà che non manca, semmai trabocca, ubriaca e confonde gli orizzonti.
Sono stati letti passi di un giovane Montini, il futuro Paolo VI, che sarà beatificato il 19 ottobre in piazza San Pietro. ’Gesù, Tu mi sei necessario’ pregava. ’Vorrei dirlo con tutta la convinzione del cuore, ma non mi è ancora possibile’ si è confessato Scola. E ha proposto un piccolo esercizio spirituale ai ragazzi. Chiudere gli occhi per quindici secondi. In silenzio chiedersi: ’Posso dire col cuore: Gesù, tu mi sei necessario?’. Silenzio. Possiamo dirlo con il cuore?

Tag: