Niente paura. C’è anche la tentazione del ‘buonismo distruttivo’, la tentazione dei ‘progressisti e dei liberalisti’, tra gli atteggiamenti che non piacciono a Papa Francesco. Mi sembra opportuno sottolinearlo, visto che l’attenzione è spesso concentrata sui dubbi di Bergoglio verso i conservatori, tanto che molti lettori sono quasi spaventati, come se qualcuno dicesse di voler stravolgere la dottrina della Chiesa.
Le cose rassicuranti e tranquillizzanti, non so perché, trovano meno spazio, forse perché le diamo per scontate… Ma evidentemente non lo sono.

Così, dopo aver avuto in questi giorni il piacere e l’onore di seguire più da vicino i lavori del Sinodo, vorrei riproporvi una parte importante del discorso del Papa nella serata di chiusura di questa assemblea di padri da tutto il mondo per parlare della famiglia. Mi sembra importante per capire la posizione del Papa.
Ecco le tentazioni per i membri del Sinodo come le ha raccontate il Pontefice.

‘Essendo un cammino di uomini, con le consolazioni ci sono stati anche altri momenti di desolazione, di tensione e di tentazioni, delle quali si potrebbe menzionare qualche possibilità:

– una: la tentazione dell’irrigidimento ostile, cioè il voler chiudersi dentro lo scritto (la lettera) e non lasciarsi sorprendere da Dio, dal Dio delle sorprese (lo spirito); dentro la legge, dentro la certezza di ciò che conosciamo e non di ciò che dobbiamo ancora imparare e raggiungere. Dal tempo di Gesù, è la tentazione degli zelanti, degli scrupolosi, dei premurosi e dei cosiddetti – oggi- tradizionalisti e anche degli intellettualisti.

– La tentazione del buonismo distruttivo, che a nome di una misericordia ingannatrice fascia le ferite senza prima curarle e medicarle; che tratta i sintomi e non le cause e le radici. È la tentazione dei buonisti, dei timorosi e anche dei cosiddetti progressisti e liberalisti.

– La tentazione di trasformare la pietra in pane per rompere un digiuno lungo, pesante e dolente (cf. Lc 4,1-4) e anche di trasformare il pane in pietra e scagliarla contro i peccatori, i deboli e i malati (cf. Gv 8,7) cioè di trasformarlo in ‘fardelli insopportabili’ (Lc 10, 27).

– La tentazione di scendere dalla croce, per accontentare la gente, e non rimanerci, per compiere la volontà del Padre; di piegarsi allo spirito mondano invece di purificarlo e piegarlo allo Spirito di Dio.

– La tentazione di trascurare il ‘depositum fidei’, considerandosi non custodi ma proprietari e padroni o, dall’altra parte, la tentazione di trascurare la realtà utilizzando una lingua minuziosa e un linguaggio di levigatura per dire tante cose e non dire niente! Li chiamavano ‘bizantinismi’, credo, queste cose…

Cari fratelli e sorelle, le tentazioni non ci devono né spaventare né sconcertare e nemmeno scoraggiare, perché nessun discepolo è più grande del suo maestro; quindi se Gesù è stato tentato – e addirittura chiamato Beelzebul (cf. Mt 12, 24) – i suoi discepoli non devono attendersi un trattamento migliore’.

A me sembra un discorso molto bello e equilibrato! E soprattutto, toglie molti dubbi a chi li manifesta anche nei commenti. Voi che ne dite?

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