‘Figli orfani di genitori viventi’. Uno schiaffo in pieno viso. A parlare è l’arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola. Racconta i figli dell’eterologa e dell’utero in affitto, bambini che nascono senza conoscere il padre biologico. O la mamma che ha donato loro il patrimonio di carne e di geni. All’estero, dove la fecondazione eterologa e l’utero in affitto sono realtà ormai da tempo, sono sempre di più i figli che chiedono di conoscere i genitori biologici. Ma non solo. ‘Ci sono di fatto in germe tutte le condizioni per uno schiavismo moderno dove il bambino è concepito come una merce, un commercio nel quale i più ricchi sfrutteranno i più poveri, e un’accelerazione dell’eugenismo occidentale’ aveva già scritto il cardinale Scola in un recente intervento su ‘Le Figaro’, segnalando il mercato dei bambini e degli uteri. E ancora: ‘Se si apre l’accesso alla procreazione medicalmente assistita e all’utero in affitto, l’intera filiazione si troverebbe disorientata con una generazione di bambini volutamente privata di uno dei due genitori’.
Si può essere d’accordo oppure no con queste idee. E però è bello poter approfondire questo punto di vista oggi quasi controcorrente, anticonformista. Per farsi un’idea propria, dire sì oppure no.
‘Orfani di genitori vivi’ è una frase di Giovanni Paolo II. Il Papa (che oggi, 22 ottobre, la Chiesa festeggia per la prima volta come santo) l’aveva scritta nel 1994, nella sua Lettera alle Famiglie, parlando dei ‘figli del libero amore’. Non erano gli anni della provetta e Papa Wojtyla parlava delle conseguenze difficili sui figli delle famiglie instabili, unioni che nascono e muoiono, oppure che non nascono mai. ‘Non si prendono in considerazione tutte le conseguenze che ne derivano, specialmente quando a pagarle sono, oltre al coniuge, i figli, privati del padre o della madre e condannati ad essere di fatto orfani di genitori vivi’ aveva detto Giovanni Paolo. Allora si parlava di libero amore.
Oggi si parla dei bimbi nati con l’eterologa. Vale la pena riportare l’intero ragionamento fatto da Scola insieme all’arcivescovo di Vienna, il cardinale Schoenborn. Eccone ampi stralci:
‘Oggi nuove minacce pesano sul nostro continente. Pongono la stessa domanda sul valore della vita umana in termini differenti. Nella nostra economia liberale, il mercato non può diventare l’ultima norma, il bisogno non è l’unico punto di riferimento e l’uomo non deve trasformarsi in una variabile di adeguamento fra l’offerta e la domanda.
In vari Paesi europei leggi e regolamenti autorizzano la surrogazione di maternità (cioè l’utero in affitto, ndr). Noi vi vediamo un doppio attentato alla dignità umana, contro i bambini da una parte, condannati ‘ad essere di fatto orfani di genitori vivi’ (Giovanni Paolo II, Lettera alle famiglie, 1984) e contro le madri il cui corpo diventa una cosa, viene strumentalizzato, affittato…’.
Secondo il cardinale Scola, è ‘cambiando la natura del matrimonio’ che sono venute altre rivendicazioni, che hanno snaturato l’adozione e organizzato la fabbricazione di esseri umani.
Insomma, sta cambiando l’idea stessa dell’uomo e del mondo. Vale la pena chiederci se siamo favorevoli o contrari? Essere presenti, non lasciare che le cose vadano come devono andare… o peggio, come altri decidono senza neanche consultarci.
Noi che ne pensiamo? Dov’è un po’ di cielo?

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