‘Quando incontriamo un fratello, soprattutto se bisognoso, siamo in grado di riconoscere in lui il volto di Dio? Siamo capaci di questo?’. La domanda arriva da Papa Francesco all’Angelus.

Il Papa all'Angelus

È una specie di esperimento, accessibile a tutti, per misurare la fede. ‘È lì, nel fratello e nella sorella bisognosa, che dobbiamo cercare il volto di Dio’ spiega Francesco, commentando il Vangelo. (Chi vuole leggere i testi della Messa di oggi, può farlo qui). Misurare la fede, ecco come fare: ‘Quanto ami tu? ognuno si risponda. La mia fede è come io amo. E la fede è l’anima dell’amore’.
Una frase mette insieme tutto. ‘Non si può amare Dio senza amare il prossimo e non si può amare il prossimo senza amare Dio’ dice. Cita Benedetto XVI e la sua enciclica Deus caritas est (soprattutto i punti 16-18). Dice: ‘Prendersi cura delle persone più deboli, come lo straniero, l’orfano e la vedova’.
Un nuovo riferimento negativo ai farisei e ai dottori della legge. ‘Fitta selva di prescrizioni’, ‘legalismi di ieri e oggi’ sottolinea il Papa. Ma il comandamento più grande è l’amore di Dio, inseparabile dall’amore del prossimo.
Vedere nel volto di chi ha bisogno il Volto di Dio. C’è un po’ di cielo ogni volta che accade…

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