Ecco la seconda lezione di Maria di Gesù Crocifissso: Papa Francesco ha firmato il miracolo e così sarà presto santa questa giovane donna nata vicino Nazaret è morta a Betlemme, dopo una vita al Carmelo in cui ha rincorso la semplicità, dedicandosi ai lavori domestici più umili.

Pani e pesci nel mosaico di Tabgha

Una figura che ha interpellato molti intellettuali. Oggi vi racconto la seconda lezione, di un’essenzialità disarmante, ricevuta nella preghiera a San Giuseppe, a cui era molto devota.

​2. Seconda lezione:
​’Guardate i pesci del mare: nuotano insieme in branchi; marciate anche voi insieme, mediante la carità’.

Ed ecco il commento di padre Patrizio Sciadini, carmelitano del convento del Cairo:
‘​Davanti a queste parole, non ci vuole molta teologia né psicologia per capire che la comunità non è fatta per ‘camminare da soli’, isolati gli uni dagli altri, ma per vivere e stare insieme. È fatta per camminare insieme, uniti e non da solitari, allontanandoci gli uni dagli altri. Come i pesci, che nuotano compatti, si aiutano, camminano e se per caso qualcuno si allontana dal gruppo, torna a riunirsi presto al branco, altrimenti qualcun altro del gruppo va alla ricerca di quello che si è smarrito. Questa similitudine esprime in altro linguaggio la parabola evangelica della pecora smarrita e del pastore che va alla sua ricerca. E’, in qualche modo, un’esemplificazione pratica della parabola evangelica.
La piccola araba ci fa capire un aspetto forse nuovo della vita di san Giuseppe, che forse non faceva solo il falegname ma che qualche volta aveva visto anche il lago e vi aveva potuto osservare come i pesci nuotano compatti.
​Oggi questo linguaggio penetra nel profondo del nostro cuore, che è sempre più duro verso l’altro e sempre più portato verso se stesso, lì dove si verifica una ‘espansione selvaggia dell’io’. Secondo il suo istinto naturale, infatti, l’io, pur di restare io, tende ad annullare gli altri con la conseguenza di rimanere schiacciato dalla sua solitudine, relegato al dialogo offerto dai mezzi della tecnologia, il cui linguaggio sarà sempre freddo, perché privo dell’affetto e dell’amore dato dalla presenza dell’altro’.

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