Oggi è un giorno speciale nella Chiesa, perché si festeggia l’Annunciazione del Signore. Come racconta il Vangelo di Luca, l’angelo Gabriele svelò a Maria i progetti che Dio aveva su di lei e rimase ad aspettare la sua risposta. ‘Concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù’ le dice l’angelo. Quanti artisti hanno rappresentato quel momento in cui il mondo è rimasto come sospeso!

Annunciazione, Vincenzo Foppa, Collezione Borromeo

Annunciazione, Vincenzo Foppa, Collezione Borromeo


Sì, perché anche se noi non ci riflettiamo spesso, a Maria fu chiesto di pronunciare liberamente un sì. Un ‘sì’ non scontato. Liberamente. Su questo punto, cioè sul fatto che Maria ‘cooperò alla salvezza dell’uomo con libera fede e obbedienza’, insiste il Concilio Vaticano II (il testo è la Lumen Gentium, al paragrafo 56).
Al sì di Maria, Gesù è stato concepito per opera dello Spirito Santo, il Verbo si è fatto carne, come è inciso nella Basilica di Nazaret che ricorda l’Annunciazione (Verbum caro hic factum est). Maria ha detto sì e Gesù si è incarnato, si è fatto uomo. Un evento che – per credenti e non credenti – è diventato punto di riferimento centrale della storia del mondo.

Un ‘sì’ non scontato, come non sono mai scontati i ‘sì’ che vengono chiesti anche a noi, magari quando abbiamo in mente di fare tutt’altro e preferiremmo dire (urlare a volte) un sonoro ‘no’. Non è facile dire ‘sì’ invece che ‘no’, se il ‘sì’ ci scombina tutti i piani, anche solo della giornata…

Mi sembra una bella idea leggere (o rileggere) queste parole del Concilio che parlano dell’Annunciazione per comprendere meglio il ruolo centrale di Maria nella storia della salvezza:

‘(…) La Vergine di Nazaret è salutata dall’angelo dell’annunciazione, che parla per ordine di Dio, quale ‘piena di grazia’ (cfr. Luca 1,28) e al celeste messaggero essa risponde ‘Ecco l’ancella del Signore: si faccia in me secondo la tua parola’ (Luca 1,38). Così Maria, figlia di Adamo, acconsentendo alla parola divina, diventò madre di Gesù…’. E ancora: ‘Giustamente quindi i santi Padri ritengono che Maria non fu strumento meramente passivo nelle mani di Dio, ma che cooperò alla salvezza dell’uomo con libera fede e obbedienza. Infatti, come dice Sant’Ireneo, essa ‘con la sua obbedienza divenne causa di salvezza per sé e per tutto il genere umano”.

‘Cooperò alla salvezza dell’uomo’. Difficile aggiungere qualcosa, anche se – come dicevano gli antichi – ‘de Maria numquam satis’, di Maria non si dice mai abbastanza. Ma che cosa c’è di più bello per una donna che avere come modello Maria?

(Chi vuole approfondire può farlo qui)

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