Volubilità. Sembra difettuccio,   vezzo,  persino forza di seduzione per il gentil sesso. Capriccio, civetteria, facilità a cambiare oggetto del volere o del desiderio sono fascino, sia pur non angelico. ‘La donna è mobile, qual piuma al vento, muta d’accento e di pensiero’ canta il duca di Mantova messo in opera da Verdi. Pochi decenni dopo, ad altre latitudini e con altro stile,  qui è George Bernard Shaw a parlare: ‘La volubilità delle donne che amo è eguagliata solo dall’infernale costanza delle donne che mi amano’. Volubilità come femminile che attrae.
Veniva da riflettere su queste cose tra ieri e oggi, dopo la Domenica delle Palme e l’omelia del cardinale Angelo Scola in Duomo. L’arcivescovo di Milano ha insistito sulla ‘volubilità’ e quindi sull”inaffidabilità’ della gente quale chiave per leggere le vicende di Gesù, quell’ondeggiare della folla che l’ha portato dagli ‘Osanna’ fin sul legno della Croce in un volgere di tempo brevissimo. ‘Banderuole’ ha detto Scola parlando della gente, tra cui ha messo tutti noi esseri umani (maschi e femmine).

Polittico di San Matteo, Antonio Thellung

Polittico di San Matteo, Antonio Thellung


Ecco l’accoglienza festosa della domenica delle Palme, celebrata ieri dalla Chiesa. Scola legge la storia narrata dai Vangeli: ‘La grande folla che era venuta per la festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme, prese dei rami di palme e uscì incontro a lui gridando: ‘Osanna, Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d’Israele!’ (Vangelo di Giovanni 12,12-13). Ma poco tempo dopo, lo vedremo accompagnando il Signore nel mistero del Venerdì Santo, la stessa folla, interpellata da Pilato sulla sorte da riservare a Gesù, rispose urlando: ‘Sia crocifisso!’. Ed egli disse: ‘Ma che male ha fatto?’. Essi allora gridavano più forte: ‘Sia crocifisso!’. (Vangelo di Matteo 27,22-23).
Sembra assurdo, eppure è accaduto. Continua ad accadere ogni giorno, anche tra amici, fratelli, vicini di scrivania. Non ci sono chiodi ma fa male lo stesso.
Ed ecco il commento dell’arcivescovo: ‘L’uomo è spesso inaffidabile: quante volte la cronaca ce ne dà prova! Ogni umana acclamazione è volubile. Lo siamo anche noi. E così siamo tentati di lasciarci andare allo scoramento, di gettare la spugna’. Meglio non farlo, meglio non arrendersi: ‘Tale disperante inaffidabilità non è l’ultima parola sulla nostra vita e sulla storia’.
L’ultima parola è Dio, fedele nonostante la nostra inaffidabilità, desideroso di salvarci dalle nostre cadute (la sintesi, vi avverto, è mia).
Ecco, forse la volubilità non è solo capriccio veniale, desiderio di questo e di quello. Soprattutto non è cifra del femminile, anche se letteratura e luoghi comuni vorrebbero farcelo pensare: ai piedi della Croce di Cristo, quando tutti erano scappati, erano invece rimaste proprio le donne.
La volubilità è qualcosa di profondo e insidioso, dentro cui si nasconde lo spreco, nei casi più leggeri. O peggio, il dolore di chi viene preso e lasciato, ferito e anche ucciso.
Così c’è un po’ di cielo quando i nostri affetti e le nostre scelte riescono a non essere volubili e inaffidabili, nonostante i tumulti spesso oscuri del cuore. Non sempre è facile…

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