‘Refugees welcome’, cioè benvenuti rifugiati. Alla Stazione Centrale di Milano, in mezzo a tanto disagio e infinite polemiche, tra migranti e profughi che stazionano in cerca di un destino, con tante donne e tanti bambini stravolti dalla fatica del viaggio, è arrivato anche questo cartello, sbandierato da un gruppetto di giovani. Non è certo la soluzione all’emergenza, al dramma umanitario che interroga tutto il Paese e l’intera Europa dai confini sempre più chiusi. E però è un po’ di cielo che si affaccia, il segno che la speranza è davvero l’ultima a morire.
Uno striscione di benvenuto che segue di qualche giorno dopo un risotto: due pentoloni fumanti con cui due italiane, di cui una di origini africane, hanno dato da mangiare alle tante persone in fuga da fame, guerre e persecuzioni, costrette a bivaccare in Stazione. E poi vestiti, cibo, aiuti, così numerosi da spingere i volontari a dire basta, portateli ai centri e non qui, in Stazione. ‘Troppa solidarietà’. Segni di bene che, anche se sbaglia strada, non si lascia soffocare…