Questa mattina ero in banca per risolvere uno stupidissimo problema di bancomat che a me sembrava una montagna rocciosa. In effetti per una serie di inconvenienti, tra cui la carta catturata a tradimento e rimasta prigioniera in uno stanzino, ho trascorso nella filiale ben più del solito, ero in ritardo e avevo un sacco di cose da fare.
‘Dove ha il conto?’ ho sentito chiedere da una gentile impiegata a una giovane donna dai capelli scuri, gli occhi bruni, i lineamenti marcati e eleganti, un viso pulito. ‘Io non ho il conto’ ha risposto la signora e la mia attenzione si è accesa sulla sua borsa, che era una borsa della spesa dignitosamente camuffata da shopping bag. E poi sui vestiti, leggings e maglietta, il modo più comune che molte straniere usano per spendere poco, non sembrare malandate e persino alla moda. Non era una turista, era una migrante.

Angeli di Annibale Carracci

Angeli di Annibale Carracci


Mi sono chiesta come facesse ad andare avanti senza il conto in banca, che vita avesse, come fosse difficile stare all’estero così, che speranze l’avessero portata a quello sportello, mi sono augurata che i bei sogni le diventassero realtà senza diventare incubi da strada. Pensieri di un attimo. Non le ho rivolto la parola, anche perché ero troppo presa dai miei stupidi moduli bloccati e dalle carte che non funzionavano e intralciavano la mia tabella di marcia quotidiana.
Alla fine tutto si è rimesso ad andare come sempre, con l’impiegata sempre sorridente gentilissima, nel modo efficiente cui siamo abituati come a un diritto acquisito, forse ormai come a un diritto addirittura naturale. Ho prelevato, ho preso i soldi e li ho messi nel portafoglio senza più pensare a lei.
‘Signora, le sono caduti dei soldi’ mi sono sentita dire mentre ero già proiettata verso il caos della strada. Ho alzato gli occhi e ho incontrato i suoi che sorridevano soddisfatti. Li ho abbassati e ho visto le banconote che forse altri avrebbero provato a trattenere. O almeno non avrebbero avuto la prontezza gentile di avvertire questa donna dall’aria frettolosa e distratta, forse un po’ antipatica, che ero io stamattina in banca. Unica attenuante: avevo capito che ormai il mio unico pranzo possibile sarebbe stato il cappucccio e brioche della colazione, ma questo la donna bruna non lo sapeva. E nemmeno la pacata e professionale impiegata allo sportello.
Così ho avuto il mio pezzetto di cielo. Anzi, ho il sospetto che a mandarmelo così blu sia stato l’ange guardien. E scusate se per pudore lo scrivo in francese…

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