Non siamo tutti più liberi, siamo tutti più soli e disperati. Nessuno è più libero perché uomini e donne, dentro gli ospedali chiamati pubblici, saranno obbligati a uccidere altri uomini e altre donne. Basterà un ‘sì’  che sembra ma non è il ‘sì’ che unisce in matrimonio nella buona e nella cattiva sorte, il ‘sì’ di chi salva  una vita che nasce come dono che non gli appartiene, il ‘sì’ di chi accetta di stare ai piedi della sofferenza anche senza capirla ma cercando di lenirla e curarla, senza precipitare  nell’abisso di farsi dio per un altro.

Orazio Gentileschi, Caduta degli angeli ribelli

Orazio Gentileschi, Caduta degli angeli ribelli

Non è più libero chi si ammala perché vedrà la strada del suicidio come un consiglio che arriva dall’alto, dal basso, dal fianco. ‘Hai ragione, la tua vita non vale nulla, è da scartare, sei da scartare. Se vuoi, posso aiutarti’. Quale libertà è possibile per chi si sente un peso conclamato dalla Consulta con l’applauso di amici, genitori, parenti, fidanzati, politici? Quale libertà se non l’uscire di scena in silenzio, per non diventare un rifiuto costoso da smaltire perché inquina vicini e lontani.
Nessuno è più libero, nemmeno noi che ci sentiamo sani e invece siamo silenziosamente insidiati da un virus silenzioso e malvagio che ci sussurra all’orecchio parole suadenti: ‘Sei libero di non occuparti più di tua madre, di tuo fratello, dei tuoi amici, non devi portare il peso di un altro e nemmeno di te stesso. Sei libero’.
Libero di chiuderti sempre  più nell’egoismo e nella solitudine, libero di ammalarti e farti eliminare prima possibile. Libero di non pesare sul bilancio familiare e sui conti pubblici. Libero  di uccidere e di ucciderti.

 

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