Che bello pregare quando non te lo aspetti, regalo anche quando è fatica .

Ieri con una mia amica avevamo in mente di andare alla veglia missionaria in Duomo: si saluta chi parte per un Paese lontano e anche chi arriva da altri confini tra di noi.            

Lucio Fontana - Fusione bronzea per la Pala dell’Assunta, Museo Diocesano di Milano

Lucio Fontana – Fusione bronzea per la Pala dell’Assunta, Museo Diocesano di Milano

Lei era stanca e non è riuscita a venire.

Di solito io da sola mi arrendo facilmente. Ma passando davanti ai portali aperti, ho visto le luci e mi sono detta: entro un attimo.

Ecco, ringrazio per quel momento che è entrato dentro per restare.

Mi ha colpito che dalla Chiesa milanese partano quattro missionari. Sono tanti? Sono pochi? Il riflesso condizionato di chi è abituato a contare e consumare. ‘Nomi, non numeri’ ha poi detto l’arcivescovo Mario Delpini.

Li abbiamo salutati uno a uno, con i loro crocifissi, nel Duomo pieno pieno pieno che viene da chiederti: ma perché dicono che in Dio e nella sua Parola, perché dicono che in Gesù e nel Vangelo e nella Chiesa non crede più nessuno?

Poi mi hanno colpito coloro che arrivano tra di noi. Anche il numero questa volta. Dodici, e ognuno faccia le associazioni che crede, dall’Africa, dall’India, dal Myanmar.

Nomi esotici di suore e sacerdoti dai quali viene voglia di imparare tanto, prima di tutto come amare il mondo che tanto spesso per loro è ancora più duro e difficile che per noi.

Siamo terra di missione? Siamo terra di missione perché abbiamo perso la fede o forse perché abbiamo perduto l’amore e dobbiamo impararlo di nuovo, come all’asilo, tutti insieme, da persone che almeno fanno la fatica di sforzarsi ogni giorno di essere buone?

Poi, mentre camminavo lungo la navata, ho salutato il bronzo di Lucio Fontana, l’Assunta, Maria. Lei nella bellezza della nostra storia e della nostra arte che non si arrende.

Sono uscita e mi è venuta una gran voglia di chiamare un gruppo di mie amiche, sperando che fossero ancora in giro nel sabato sera. Mi hanno aspettato, abbiamo bevuto una birra insieme, parlato di capelli e di figli e di vita.

È stata una serata piena di piccole, grandi cose inattese. C’è sempre un po’ di cielo.