il silenzio degli agnelli
La Juventus ha battuto il Real Madrid. Ricchi premi e cotillons, la linguaccia di Del Piero, il sorriso di Ranieri, l’abbraccio tra il vecchio e il bambino, al secolo Nedved e Giovinco. E gli Agnelli? Non c’erano. Non farnetico, non vaneggio. Dico che in tribuna d’onore all’Olimpico di Torino sono stati segnalati, tra gli altri, Cobolli Gigli, Jean Claude Blanc, Michel Platini, nel suo ruolo di presidente dell’Uefa e non di ex juventino, ma non si è avuta traccia degli Elkann, per dire degli eredi al trono, di coloro che sono stati indicati e poi chiamati a giocare con la squadra di football, gran balocco della casa madre. John e Lapo, dunque, assente ingiustificati. O forse avranno avuti impegni seri, urgenti, del resto il Real Madrid è squadra di basso profilo, la Juventus in champions è roba piccola, di tutti i giorni, la visita del presidente dell’Uefa poi, una scocciatura come confermano gli astanti che hanno potuto verificare la modestia dell’apparato di accoglienza, la qualità del servizio vip, altre cosucce che fanno parte di questa nuova Juventus. Che ha ancora il nome della ditta sull’insegna ma all’interno della bottega non ha nulla e spera di vivere di rendita. John Elkann ha detto che il gruppo è unito. Così si diceva della Fiat, prima che spuntasse però Sergio Marchionne. Qualsiasi riferimento a fatti e persone bianconere è puramente voluto.

Enrico, non contesto una sola riga e una sola parola del suo pensiero. Sono assai critico, anzi severissimo con chi ha portato la Juventus in queste condizioni senza, tra l’altro, mai fare dei distinguo. Ma restano i miei dubbi sul management attuale che è formato da professionisti, imprenditori con scarsa perizia del mondo del calcio. Gli errori di mercato sono comprensibili e sono stati commessi anche dalla precedente dirigenza (O’ Neill o Blanchard bastano o vado avanti?) ma la Juventus di oggi è quella costruita da Boniperti (Del Piero) e dai suoi successori mentre la Juventus del futuro non ha ancora una sua identità, forse perchè manca il punto di riferimento che è stato presente per un secolo, dico gli Agnelli in quanto tali. La vergogna che Lei ha provato è il disagio di tutti quelli che credono nel calcio ma preferisco la prudenza e lo spirito critico ai toni romantici e ai mezzi fari. Il football è questo, forse chi si era abituato alle brioches fa fatica a mangiare pane duro, anche se genuino. Con affetto.
Buona sera dottor Damascelli, vorrei capire come mai Lei è cosi critico con la proprietà della Juventus; queste cose vorrei dirgliele da un paio d’anni, fin da quando palesemente criticava gli eredi Agnelli e le loro recenti scelte calcistiche. Non parlo ora perchè il vento è buono, ma solo perchè ora ho scoperto questo spazio che mi consente di arrivare a Lei. Non ho mai condiviso la negatività del suo giudizio, non perchè reputo perfetto il comportamento dei rampolli Agnelli, ma perchè credo che di fronte ad una situazione gravissima, resa ancor peggiore dalla situazione dell’intero gruppo in quel momento non si sono poi comportati cosi male.
Io avrei molto più stigmatizzato il comportamento di Moggi e Giraudo; attenzione anche io penso che ci hanno ingistamente penalizzato in misura maggiore a quanto meritavamo, ma resto del parere che certi comportamenti non sono degni della squadra per la quale tengo da sempre e in tal senso mi sento tradito dalla triade.
confido che la nuova gestione possa fare bene, o meglio ci spero, ma sopratutto spero che non ci faranno mai fare certe figure; io quella domenica di maggio un po mi sono vergognato e le assicuro che a 44 anni mai mi era capitato.
Con Stima.
Enrico
cirdan conferma una mia convinzione: al tifoso interessa vincere. anche barando. la presunta storia leggendaria juventina si basa, almeno negli ultimi anni su vittorie conseguite truffando. ai tifosi, che la juve abbia vinto grazie ai maneggi di moggi, che i giocatori abbiano ingerito farmaci antidepressivi e per la cura dell’alcolismo, non interessa. a loro interessa la “leggenda juventina”. a loro come ad altri s’intende. lo stesso ragionamento farebbero i tifosi di qualsiasi altra squadra.
perciò non capisco quando si dice: la retrocessione della juve ha colpito più di tutti i tifosi. i tifosi hanno ottenuto vittorie a catena per dieci anni. i due scudetti tolti non hanno mica cancellato i festeggiamenti e i tuffi nelle fontane. il tifoso ha ottenuto più di quanto meritasse: con un comportamento corretto della dirigenza juventina i bianconeri non avrebbero vinto quello che hanno vinto. un anno in sire b non è stata una tragedia. e io penso che la famiglia agnelli abbia contribuito fattivamente allo scandalo calciopoli. contribuito nel senso che non hanno ostacolato assolutamente le indagini: si sa che la famiglia agnelli è intoccabile. se solo avessero voluto, le inchieste si sarebbero squagliate come neve al sole. calciopoli è venuta a proposito per liberarsi di una presenza troppo ingombante ed imbarazzante: quella di moggi.
la juve attuale invece onora il calcio, anche se ha dei dirigenti che danno l’impressione di trovarsi lì per caso. a madrid ha vinto imponendosi, non grazie alla vecchia guardia, ma grazie a ranieri che a madrid ha sempre vinto, con qualsiasi squadra è andato a giocare. la juve non ha corso rischi. e il merito è soprattutto dell’allenatore. gli allenatori italiani al real glie la sanno incartare: per poco non vinceva pure sella con la roma.
Non sono Juventino ma mi rallegro di rivedere la Juventus
tra le grandi d’Europa dove in fondo grandissima forse
non lo e’ mai stata. D’altra parte siamo solo nella prima
fase a gironi che e’ solitamente di una noia e di
una inutilità totale ed il Real Madrid sembra essere
sempre il solito degli ultimi anni anche se poi
alla fine riesce non si sa come ad agguantare la Liga spagnola..Pero’e’ chiaro che John Elkann non
ci azzecca molto con la Juventus come dall’altra parte
sembra evidente il caso di Piersilvo. Lapo sicuramente
il suo entusiasmo anche eccessivo ce lo metterebbe ma per
le ben note vicende deve stare defilato ed occuparsi solo di “moda” dove la sua way of life e’ piu’ accettata. Piuttosto che fine ha fatto Montezemolo? Si sa che
non e’ Juventino (mi pare abbia piu’ volte affermato di tifare per il Bologna ed e’ forse troppo amico di Della Valle) ma vedo che anche sulle ultime vicende Ferrari non si e’ proprio fatto vedere…Secondo me gatta ci cova..
Per Cirdan, la storia si onora frequentandola e non celebfrandola soltanto.Mi sembra che la Juventus di Madrid lo abbia ribadito, il resto è noia, apparterrà al passato, agli asterischi di cronaca.
Io personalmente avrei preferito essere “guidato” da una banda di truffatori (il riferimento a persone è puramente voluto) che in 10 anni di gestione hanno saputo distinguere medici e cliniche, rimanendone lontani.
Daltronde se si va per mare, tra barche e Barcolane, i raffreddori sono facilmente afferrabili.
Al tifoso juventino non interessa essere rappresentato, come squadra, da una costola societaria, un’asset che spesso da la sensazione di essere ingombrante per chi lo dovrebbe gestire.
Niente è per sempre, daccordo, e quando miglior vita decide di accompagnare coloro che hanno fatto diventare questa società una leggenda nel mondo bisogna prenderne atto, ma il dolore di chi si porta dentro la non difesa della storia rimarrà per sempre.
Cirdan, la malasanità riguarda anche il calcio, non tanto per i drammi veri vissuti da alcuni ex calciatori ma per l’immagine che tu usi relativa alla Juventus. Il quadro generale è confortante ma in casi simili, dopo una bronchite è meglio non uscire senza sciarpa e cappotto. Eventualmente si può sempre cambare medico o clinica.
La cartella clinica della Juventus F.c disegna un quadro generale critico con prognosi riservata.
Le ultime ottime prestazioni sono la fisiologica boccata d’ossigeno somministrata dalle giocate di quella squadra che fù.
Prima di sciogliere la prognosi ci sarà bisogno di lavoro e tempo, anche se al contagio datato estate 2006 al momento non esiste antidoto.
Caro Lino, il problema è proprio quello al quale fai cenno: vendere. Ma a differenza degli altri club italiani che, in crisi fallimentare, sono stati “salvati” (Milan, Fiorentina,Napoli) da grandi imprenditori, la Juventus viaggia in serie A, ha i conti in ordine, a parte lo sbilancio da routine, è solida, dunque il compratore non può aprofittare di una situazione “drammatica”, come nei casi auccitati. Ma non vedo alternative, o la Juventus trova un nuovo grande azionista o è destinata a mettersi nel corteo delle “altre”, dietro le grandi.
bisogna anche dire che in questo momento la famiglia agnelli sta vivendo un momento particolare, fra le indagini riguardanti la borsa e la spartizione dell’eredità, oltre naturalmente alla eterna crisi dell’auto. penso che in questo momento la juve non sia il primo dei loro pensieri.
perciò mi chiedo: perchè non la cedono?
Caro Mauro, il tuo pensiero è quello di molti tifosi juventini ma c’è anche qualcosa d’altro. Gli Elkann si sono ritrovati la società di football senza sapere nulla di questo mondo abbastanza sghembo e non sapendo nemmeno da dove incominciare. A differenza della Fiat non hanno scelto un manager di assoluto livello (Marchionne) per rilanciare l’azienda e sistemare oltre ai conti anche l’immagine e la produzione. Hanno scelto il basso profilo con basso patrimonio, sfruttando l’eredità tecnica che era stata costruita in primis da Boniperti. Il futuro non ha certezze al di là della ricostruzione dello stadio Delle Alpi. Il presente è nelle mani esclusivamente dei calciatori. E qualcuno si renda infine conto che la Juventus, come la si intendeva per cento anni, è finita non certo soltanto per le colpe e le responsabilità di Giraudo e Moggi.
Per gli Elkann la Juventus è una piccola società del loro impero mentre per gli Agnelli era una parte del loro cuore. Per essere notati allo stadio avrebbero dovuto indossare la divisa juventina ma poi a che pro quando l’arbitro non li avrebbe fatto scendere in campo?