La Juventus ha battuto il Real Madrid. Ricchi premi e cotillons, la linguaccia di Del Piero, il sorriso di Ranieri, l’abbraccio tra il vecchio e il bambino, al secolo Nedved e Giovinco. E gli Agnelli? Non c’erano. Non farnetico, non vaneggio. Dico che in tribuna d’onore all’Olimpico di Torino sono stati segnalati, tra gli altri, Cobolli Gigli, Jean Claude Blanc, Michel Platini, nel suo ruolo di presidente dell’Uefa e non di ex juventino, ma non si è avuta traccia degli Elkann, per dire degli eredi al trono, di coloro che sono stati indicati e poi chiamati a giocare con la squadra di football, gran balocco della casa madre. John e Lapo, dunque, assente ingiustificati. O forse avranno avuti impegni seri, urgenti, del resto il Real Madrid è squadra di basso profilo, la Juventus in champions è roba piccola, di tutti i giorni, la visita del presidente dell’Uefa poi, una scocciatura come confermano gli astanti che hanno potuto verificare la modestia dell’apparato di accoglienza, la qualità del servizio vip, altre cosucce che fanno parte di questa nuova Juventus. Che ha ancora il nome della ditta sull’insegna ma all’interno della bottega non ha nulla e spera di vivere di rendita. John Elkann ha detto che il gruppo è unito. Così si diceva della Fiat, prima che spuntasse però Sergio Marchionne. Qualsiasi riferimento a fatti e persone bianconere è puramente voluto.

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