Minoli, la Storia e l’Isola

Qualcuno in Rai dovrebbe spiegarmi perchè mai La Storia siamo noi, di Gianni Minoli, debba essere programmato ad orari improbabili, al mattino, ad esempio, mentre la prima serata venga riservata al meglio del peggio, con carichi di budget, volgarità e spettacoli datati, ballerini e ballerine, ospiti da compagnia di giro, strilli, bestemmie, insulti. Qualcuno dovrebbe spiegarmi perchè Minoli debba pagare ancora il conto di essere stato craxiano, la qual cosa, in un Paese di avvisi di garanzie e di bavagli all’informazione (uffa, contate quante volte appaiono in tivvù i cosidetti imbavagliati, su qualunque canale o rete), la qual cosa, dicevo, è ...

Grafici e giornalisti

C’era una volta il giornalista. Bel mestiere, fascinoso, avete presente certi film americani o il nostro Amici miei? Taccuini, marciapiedi, puttane, olio canforato di uno spogliatoio, aule di tribunale, guerre, guerriglie, attentati, nascite, morti, varie ed eventuali. Roba antica, vintage. Vennero poi i grafici, settore moderno e decisivo di qualunque organo di informazione, scritta almeno. Fine dell’avventura di cui sopra. Se hai un’idea, se hai una notizia, se hai voglia di scrivere, di raccontare, di ricordare devi fare i conti con loro. Non è la pagina a mettersi a disposizione del cronista ma è il contrario, questo  è lo spazio ...

Ambrogio e Ambrogino

Litigano anche per una medaglia d’oro. Si dividono anche su Enzo Biagi, defunto. Si poteva discuterne da vivo, di qua o di là ma oggi, santo Iddio e Santo Ambrogio assieme, i comunali di Milano sono riusciti a farsi riconoscere. Dico di quelli del centrodestra che hanno votato contro l’assegnazione della medaglia, chiamasi Ambrogino d’oro, al giornalista scrittore che fu e che sarà ancora. Roba piccola, cose da cortile, la politica è un’altra cosa, per altri uomini. E dire che l’Aurelio Ambrogio da Treviri , prima di essere fatto santo, era riuscito nell’impresa di mettere d’accordo ariani e cattolici, avventura ben ...

Quattro miserabili e un povero

Li hanno presi i quattro di Rimini. Quelli che avevano dato fuoco al senzatetto, su una panchina di Rimini. Li hanno presi e fotografati. Facce qualunque, espressioni piatte, bulli addobbati da delinquenti o se preferite ribaltare l’immagine. Si attende il processo, si attende il gabbio mentre il poveretto è ricoverato al Centro Grandi Ustionati e ha il cinquanta per cento del corpo bruciato dal fuoco. Il carcere è una soluzione inutile, troppo facle, direi comoda per i quattro figuri, miserabili senza pelle. Meritano altro, meritano un paio di anni al lavoro, serio, vero, socialmente utile; un paio di anni a pulire ...

Terminator Villari

Arnold Schwarzenegger è sù di giri. Il suo “eroe” non ha vinto la battaglia per la presidenza degli Stati Uniti, John Mc Cain si è fatto da parte ma, un minuto dopo la standing ovation nazionale e universale per Barack Obama, Terminator Schwarzi ha saputo di essere a sua volta candidato a lavorare per il nemico. Oh yes, lo vuole Obama,  Barack vuole il governatore della California nel proprio staff, non certo come guardia del corpo, pur avendone i requisiti, ma proprio come consulente, anche se l’austroamericano ha ribadito di voler protare a termine il proprio mandato californiano in scadenza ...

Palloni d’oro e fusi orari

Aria di Natale, in attesa di panettoni, lenticchie, zamponi vari ecco che va in tavola il Pallone d’oro, prodotto tipico della cucina italiana. Se varcate il confine, a Chiasso o Mentone, se vi spostate in Inghilterra, Spagna o Germania leggerete, sentirete parlare di altro. Ma da noi il Pallone d’oro non lo si nega a nessuno, scapoli e ammogliati, l’importante è che al centro della discussione ci sia un rappresentante del nostro condominio. fa tenerezza leggere un dirigente astuto come Massimo Moratti dire, ad esempio, che la federazione calcio italiana dovrebbe spingere Ibrahimovic verso questo riconoscimento internazionale. Ha aggiunto che ...

Due suore, zero notizie

Caterina Giraudo è infermiera. Forse era. Maria Teresa Oliviero l’aiuta con i malati. Forse l’aiutava. Uso il tempo imperfetto come è imperfetta questa storia bastarda, buttata in un cestino, trascurata, evitata, perchè Caterina e Maria Teresa sono due suore, del Movimento Contemplativo Missionario padre Charles de Foucauld, vengono dalla provincia di Cuneo, non portano, forse portavano, nè il chador nè il burka, lavorano, forse lavoravano, in Kenya, al confine con la Somalia, laddove le hanno portate via, dicono le cronache, duecento uomini armati dopo aver preso a miragliate la loro casa. Sfilano gli studenti in corteo contro la Gelmini, i sindacati ...

La smemorata di Parigi

Madame Sarkozy si dissocia. E’ scossa dal fremito di non sentirsi più italiana, in questo momento. Dinanzi alla gaffe di Silvio Berlusconi su Obama, quell’abbronzato “trè vulghèr” direbbe Rosario Tindaro Fiorello, la prima donna di Francia è rimasta basita, reagendo con classe ed eleganza, dicendo appunto che mai come in questo momento si era sentita così felice di essere diventata francese. La consorte del primo ministro di Francia ha le sue ragioni, ideologiche, esistenziali, di opportunità. Con quelle sue parole ha saputo accarezzare gli allonsenfants che credono nella Patria, a parte qualche fischio, insulto,agguato, boicottaggio nella terra dello champagne e di Chanel ...

Il glorioso football falce e martello

Che fine hanno fatto i grandi club calcistici dell’est? Dico di quelli che stavano oltre il muro, di Berlino ovviamente. Dove sono finiti i colossi di Dresda, di Rostock, di Magdeburgo, di Lodz, di Sofia, di Budapest? Erano anni belli, anche romantici per qualche bella gioia nostrana con il pugno chiuso e la voglia di rivoluzione. Quando una squadra dell’est, qualunque essa fosse ma l’importante era che vivesse e giocasse sotto il regime giusto, quando una squadra, dicevo, di quei Paesi, si faceva vedere dalle parti nostre in coppa e amichevole allora scattava la ola, venivano scritti libri, manifesti,volantini sull’organizzazione del gioco, sul ...

La piuma e Omar

La notte del Bernabeu, dico di Real Madrid Juventus, i due gol di Del Piero, la vittoria della squadra di Ranieri, ha fatto scaldare la nostalgia di un tempo antico, dell’ultima e prima volta in cui la Juventus riuscì a vincere in Spagna, a Madrid, nello stadio intitolato al presidente (ancora in vita) del club. Segnò il gol decisivo Enrique Omar Sivori, in divisa nera, con i calzettoni arrotolati (alla “sgagàssa”, in dialetto piemontardo), sulle caviglie e le gambe timbrate dai tacchetti, di legno e chiodi, dei madridisti. Ai contemporanei segnalo che la cronaca sportiva su La Stampa, venne affidata ...
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