Li hanno presi i quattro di Rimini. Quelli che avevano dato fuoco al senzatetto, su una panchina di Rimini. Li hanno presi e fotografati. Facce qualunque, espressioni piatte, bulli addobbati da delinquenti o se preferite ribaltare l’immagine. Si attende il processo, si attende il gabbio mentre il poveretto è ricoverato al Centro Grandi Ustionati e ha il cinquanta per cento del corpo bruciato dal fuoco. Il carcere è una soluzione inutile, troppo facle, direi comoda per i quattro figuri, miserabili senza pelle. Meritano altro, meritano un paio di anni al lavoro, serio, vero, socialmente utile; un paio di anni a pulire i ricoverati del centro grandi ustionati, a lavare il corpo, tutto, di chi è stato attaccato, deriso, insultato e di chi è degente per incidente, accidente, comunque è infermo. Due anni, giorno e notte, a sentire l’odore dell’etere, ad ascoltare il lamento di chi soffre, a riordinare letti, a pulire latrine, due anni al servizio della società, senza costi, con lo stesso cibo e menù dei pazienti, loro che si sono divertiti di gusto ad accendere un falò sul corpo di un poveretto che dormiva su una panchina. E con le fotografie, sui giornali, dedicate al loro  nuovo “impegno” quotidiano, immagini da incollare in un album e da riguardare con gli amici. Con calore, vorrei dire. E’ tutto così semplice, così civile, così giusto. Dunque non verrà mai realizzato. 

VN:F [1.9.3_1094]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
Condividi:
  • Facebook
  • Twitter
  • email
  • Print