Qualcuno in Rai dovrebbe spiegarmi perchè mai La Storia siamo noi, di Gianni Minoli, debba essere programmato ad orari improbabili, al mattino, ad esempio, mentre la prima serata venga riservata al meglio del peggio, con carichi di budget, volgarità e spettacoli datati, ballerini e ballerine, ospiti da compagnia di giro, strilli, bestemmie, insulti. Qualcuno dovrebbe spiegarmi perchè Minoli debba pagare ancora il conto di essere stato craxiano, la qual cosa, in un Paese di avvisi di garanzie e di bavagli all’informazione (uffa, contate quante volte appaiono in tivvù i cosidetti imbavagliati, su qualunque canale o rete), la qual cosa, dicevo, è come un tumore inguaribile, un ergastolo professionale, una macchia  eterna all’onore. C’è un mondo di puri e duri, pochi e nemmeno buoni, il resto è immondizia. Minoli fa parte di questa discarica, è bravo ma va tenuto da parte, è un professionista ma stia al suo posto, se La Storia siamo Noi, La Cronaca è degli Altri. La puntata dedicata a Vasco Rossi meriterebbe, ad esempio, una prima serata con tutti gli annessi, è un pezzo di vita che pochi conoscono, è un pezzo di esistenza che appartiene non soltanto a Vasco ma a una generazione intera, è un modo di fare giornalismo che non si inginocchia, non accarezza, non coccola, non massacra, non celebra ma racconta, narra, descrive, illustra. La cosa più normale, dunque la più difficile. Meglio le tette e i culi dell’Isola. La Rai sa fare le sue scelte, ha la coscienza a posto, anche le cosce. O no?

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