Minoli, la Storia e l’Isola
Qualcuno in Rai dovrebbe spiegarmi perchè mai La Storia siamo noi, di Gianni Minoli, debba essere programmato ad orari improbabili, al mattino, ad esempio, mentre la prima serata venga riservata al meglio del peggio, con carichi di budget, volgarità e spettacoli datati, ballerini e ballerine, ospiti da compagnia di giro, strilli, bestemmie, insulti. Qualcuno dovrebbe spiegarmi perchè Minoli debba pagare ancora il conto di essere stato craxiano, la qual cosa, in un Paese di avvisi di garanzie e di bavagli all’informazione (uffa, contate quante volte appaiono in tivvù i cosidetti imbavagliati, su qualunque canale o rete), la qual cosa, dicevo, è come un tumore inguaribile, un ergastolo professionale, una macchia eterna all’onore. C’è un mondo di puri e duri, pochi e nemmeno buoni, il resto è immondizia. Minoli fa parte di questa discarica, è bravo ma va tenuto da parte, è un professionista ma stia al suo posto, se La Storia siamo Noi, La Cronaca è degli Altri. La puntata dedicata a Vasco Rossi meriterebbe, ad esempio, una prima serata con tutti gli annessi, è un pezzo di vita che pochi conoscono, è un pezzo di esistenza che appartiene non soltanto a Vasco ma a una generazione intera, è un modo di fare giornalismo che non si inginocchia, non accarezza, non coccola, non massacra, non celebra ma racconta, narra, descrive, illustra. La cosa più normale, dunque la più difficile. Meglio le tette e i culi dell’Isola. La Rai sa fare le sue scelte, ha la coscienza a posto, anche le cosce. O no?

ma come fate a dire che ‘la storia siamo noi’ sia un ottimo programma….. e’ un riassuntino di storia per le scuole medie e farcito al 90% di effetti speciali ottenuti con il pinnacle. ma avete mai visto i documentari trasmessi in rai tra gli anni 50 e 70? quelli si che erano fatti ad opera d’arte con una regia egregia, non la storia siamo noi che e’ una roba urlata dove l’inizio ti lascia inebetito come la fine….
titolo: minoli, un cronista chiamato giornalista.
buongiorno, sarei un potenziale fruitore del canale rai edu 2 ma purtroppo non riesco a seguire le trasmissioni in quanto esageratamente farcite da striscioni sonoramente fastidiosi, riquadri, girandole, paroloni e titoli ad effetto in lingue a me sconosciute (sono italiano e sono fiero di rimanere tale) come res-gestae, res di qua, res di la… ma che e’…..
il faccione di minoli appare contemporaneamente su 3-10-30 monitor…. mammaliturchiiii….
queste nostre vecchie e belle trasmissioni massacrate, spezzettate e vivisezionate hanno perso tutto il loro fascino antico, io non le riconosco piu’, mi fa male rivedere un capitolo della nostra ex bella tv intercalato da striscioni che si aprono ogni 30 secondi a mo’ di saracinesca e come se cio’ non fosse sufficiente ci hanno messo anche un logo grossolano ed inopportuno che occupa un quarto del televisore. lo stesso vale per ‘rewind’ che si vede solo per la meta’ inferiore in quanto i due loghi aberranti occupano tutto lo spazio superiore del tv. signor Minoli ma percheì ha dei gusti cosi’ barbari? nel suo staff non c’e’ un grafico professionista capace di ridare dignita’ al canale?
stefano
buongiorno, sarei un potenziale fruitore del canale rai edu 2 ma purtroppo non riesco a seguire le trasmissioni in quanto esageratamente farcite da striscioni sonoramente fastidiosi, riquadri, girandole, paroloni e titoli ad effetto in lingue a me sconosciute (sono italiano e sono fiero di rimanere tale) come res-gestae, res di qua, res di la… ma che e’…..
queste nostre vecchie e belle trasmissioni massacrate, spezzettate e vivisezionate hanno perso tutto il loro fascino antico, io non le riconosco piu’, mi fa male rivedere un capitolo della nostra ex bella tv intercalato da striscioni che si aprono ogni 30 secondi a mo’ di saracinesca e come se cio’ non fosse sufficiente ci avete messo anche un logo grossolano ed inopportuno che occupa un quarto del televisore. lo stesso vale per ‘rewind’ che si vede solo per la meta’ inferiore in quanto i due loghi aberranti occupano tutto lo spazio superiore del tv. signor Minoli ma percheì ha dei gusti cosi’ barbari? nel suo staff non c’e’ un grafico professionista capace di ridare dignita’ al canale?
stefano
Nessuno è profeta in patria ed ancor meno Minoli a cui hanno appiccicato la macchia indelebile di craxiano? No, ritengo non c’entri nulla è solo un’oculata programmazione. Su tutta la televisione la mattina è dedicata all’informazione piu’ svariata che va dalle sciocchezze ai programmi piu’tosti come quello di Minoli. Quante e quali sono le persone che la mattina accendono la televisione per compagnia? Un buon numero e per la maggior parte pensionati e casalighe. Una volta, e Lei mi capisce, c’era la radio, compagna inseparabile di tutta la giornata con trasmissione culturali, di intrattenimento e d’informazione. Quella si accendeva e si ascoltava ma oggi è stata sostituita dalla televisione che ha l’indubbio vantaggio di poterla seguire visivamente od intravederla di tanto in tanto quanto solletiva la curiosità.
Non ce ne siamo accorti, tanto il cambiamento è stato lento, ed ormai solo pochi l’accendono: i patiti della musica (che si stanno rivolgendo ad altre soluzioni piu’ personali) e gli automobilisti, entrambi per pura compagia.
Tony, quello che lei dice è spaventoso per quella gran fetta di generazione che idolatra qualcuno senza conoscerne la storia! Ciò mi porta alla conferma di una triste realtà: che le canzonette siano sufficienti a fabbricare idoli.
Ripeto che non ho visto la puntata a cui lei si riferisce, per cui non posso giudicare se la storia di Vasco Rossi sia bella o no. Ribadisco, comunque, che ai miei occhi – limitatissimi, per carità! – brillano soprattutto le storie della gente qualunque, in molti casi ben più eroiche di quelle di una star pop e in tutti i casi più rappresentative della nostra società.
Il che non vuole togliere nulla a quella del cantante in questione, verso cui non sono affatto prevenuta: anche perché, a mio parere, il “pre-“ è sempre indice di una brutta e inutile superficialità.
Due cose veloci: quando dico che la puntata su Vasco Rossi illustra una generazione, ovviamente, non prendo ad esempio lo stesso Rossi ma è la generazione, una fetta grande di questa, che lo aveva e lo ha preso a idolo e modello senza conoscerne la verità che l’intervista ne “La Storia siamo Noi” risalta. Ed è una storia bella, per chi è prevenuto e per chi osanna Vasco. C’è poi il problema del gusto del pubblico: a forza di fast food non sappiamo più come si cucina un uovo al tegame. D’accordo sull’abolizione del canone, o meglio sarebbe interessante conoscere nei dettagli le spese di gestione, costi, casting, ospitate, insomma quanto pesa il carrozzone, compresi gli stipendi. Di tutto, di più.
Premettendo che guardo pochissimo la TV, devo comunque affermare che “La Storia siamo noi”, pur essendo un ottimo programma, non mi sembra adatta alla prima serata.
Normalmente la gente lavora e/o studia tutto il giorno e – se accende il televisore – vorrebbe ricavarne un minimo di divertimento e di relax…
Vorrebbe, appunto! Condizionale senza speranza, in quanto la TV di Stato ha saputo fare solo una cosa: copiare le peggiori cafonaggini della TV commerciale per acquisire audience e conseguentemente pubblicità (a proposito, non c’è una legge che vieta di alzare il volume durante gli spot pubblicitari? Mi pare che tutte le TV se ne strafreghino alla grande!).
Tornando a Minoli, il fatto che sia stato craxiano mi sembra un particolare medioevale o perfino preistorico. Le cronache (ignoro quanto veritiere) raccontano che si è agitato assai per riprendere posti di comando all’interno della RAI: non sarà per questo che è malvisto dall’attuale dirigenza?
In quanto alla puntata dedicata a Vasco Rossi, non l’ho vista e dunque non posso giudicare nel merito. Per descrivere un’intera generazione, però, preferirei molti Mario Bianchi a un solo Vasco Rossi, che rappresenta necessariamente una porzione molto limitata di individui.
E, infine, al proliferare di tette e culi aggiungerei l’ormai insopportabile birignao di conduttrici straniere che storpiano l’italiano in TV. Vabbè la globalizzazione, ma siamo ancora in Italia vivaddio: non so per quanto tempo ancora e, quindi, vediamo di parlare italiano fino a quando ci sarà possibile.
Il pubblico al quale si rivolge la RAI riceve ciò che gli piace, se il suo gusto è escatologico non è colpa della RAI ma di questo pubblico. Il problema, se esiste, si risolverebbe immediatamente eliminando il canone obbligatorio con il quale si finanzia un ente che non presenta nessun merito.
Ciao Tony lasciami fare l’avvocato del diavolo. E se noi italiani preferissomo l’isola? La Storia Siamo Noi è senza dubbio una delle cose più riuscite in TV, ma se noi italiani preferissomo davvero l’Isola? Sarebbe poi cosi’ grave? In fondo non siamo degli imbecilli e sappiamo, almeno lo spero, fare la differenza. Certo è che la programmazione RAI non avvantaggia affatto il programma di Minoli, ma, sempre facendo l’avvocato del diavolo, vorrei che la smettessimo di voler attribuire alla TV, ad ogni costo, una missione didattica. Fortunatamente i tempi del ben amato Maetro Manzi sono alle nostre spalle. Che i nostri figli apprendano a scuola a fare la differenza (viva la Gelmini!!) e non davanti allo schermo. Che la RAI ci porponga culi e tette in prime time piuttosto che Santoro, Floris e Fazio!!!