Duecentonovanta felici

Volgio dire ancora cose sulla vicenda di Civitavecchia. Cose che ci riguardano, nessuno escluso, anche gli orfani, anche i genitori senza figli, anche chi è celibe o nubile, diconsi singles. I duecentonovanta, dico dei parenti e affini, che sono tornati a casa dalla visita all’obitorio, che cosa pensano di avere risolto? Sono felici di non aver visto e immaginato i resti dei loro figli, bene. Sono dispiaciuti o affranti per la tragedia che ha colpito amici e conoscenti, bene, anzi male. Sono di nuovo nel reality show quotidiano, i loro figli e figlie insieme, gli orfani e i singles di cui sopra, perchè in fondo i ...

Trecento persone e quattro vite finite

Trecento persone davanti all’ospedale. davanti all’obitorio. Trecento visi di cera, le mani tremanti, una fotografia mostrata a infermieri, barellieri, poliziotti. Civitavecchia, un posto come mille altri, stavolta il posto della tragedia, quattro ragazzi morti in un incidente stradale, di notte, quasi all’alba, reduci dal ballo e dallo sballo, cocaina, ecstasy, i timbri maledetti di questa generazione maledetta. Trecento persone davanti a una porta per sapere, per piangere la propria disperazione o per liberarsi dall’angoscia. Che vita è diventata mai questa? Che cosa significa essere un padre, essere una madre, oggi? Che cosa significa essere un figlio, una figlia? Poco, sempre ...

Mercanti di football e di parole

Avete presente quelli che vendevano pentole, penne stilografiche, arnesi da cucina e affini, nei mercati rionali? Venghino, venghino. Esistono e resistono al logorio dell’economia moderna ma hanno trovato, a loro insaputa, dei meravigliosi colleghi: i telecronisti di calcio, soprattutto quelli di Sky Italia, i migliori nel settore. Non c’è partita che non offra grandi emozioni, non c’è incontro che non sia una sfida per conoscere la verità, non c’è pubblico se non delle migliori occasioni, non c’è coregografia che poi, in italiano, si dovrebbe dire scenografia, non essendo previsto il balletto. Se arriva un gol questo è straordinario, se un ...

La crisi, da repertorio

Code chilometriche, in città mica in autostrada. Folla nei negozi, quelli con prezzi alti, abbigliamento e affini, il capitone va via come il pane, non dico delle ostriche e dei capponi, sulle lenticchie si potrebbe aprire un dibattito. Poi, sfogli un giornale e scopri che c’è la crisi, che non si arriva a fine mese, che ormai siamo alla svolta, che la recessione è entrata in camera da letto, insomma non c’è più un centesimo, dicevasi lira. Chi sta dicendo una bugia, non dico una menzogna? Chi bluffa? Chi esagera? Puntualmente, sotto le feste, suona l’antifurto, così come l’allarme si ...

Piove, governo ladro

Piove a Roma. E  diventa un fatto politico. Meglio, di propaganda politica. Rutelli attacca Alemanno, il centrodestra riattacca a sinistra, in mezzo si nuota, spesso nell’aria fradicia. Che bel Paese. Anche il maltempo è roba da talk show, da riunione di partito, da intervento parlamentare. Piove in tutta Europa, dall’Irlanda a Malta eppure da noi si fa battaglia da arruffapopoli, per farsi riconoscere, per avere il privilegio dì una telecamera, di un microfono. Piove e il politicante ne approfitta, non apre l’ombrello ma la bocca. Speriamo che smetta. Non di piovere.

  

Gaber e Indro

C’è un Gaberificio preoccupante. Lo chiamo così, con il massimo rispetto e amore per Giorgio, di cui ero amico, quasi badante folkloristico per certe occasioni, così tanto per ridere, per trascorrere un paio di ore di bonifica esistenziale. Lo chiamo Gaberificio perchè a quasi sei anni dalla sua scomparsa vedo, leggo, ascolto attori, cantanti, personaggi vari, occuparsi di Lui, celebrarlo con una chitarra, con una lettura, partecipando a un evento costruito apposta, la gigantografia di Giorgio, i suoi testi, anche inediti, la memoria dolce, così si stema la coscienza e si avanti con il lavoro. Sono quelli che lo avevano tenuto in ...

Il prato di San Siro e le ossa rotte

Gattuso, il centrocampisa del Milan, resterà fuori per alcuni mesi a causa di una lesione al ginocchio. Si era infortunato durante la partita di domenica scorsa contro il Catania. Cose che accadono nel calcio, si dice così. Balle. Gattuso è caduto, come tantialtri colleghi suoi, nella trappola del prato di San Siro, la vergogna dei campi di football italiani. Sono anni che questa storia va avanti, si contano i calciatori infortunati, si contano i soldi spesi per la cosidetta rizollatura del prato, si contano i balletti di responsabilità Comune, le due società Milan e Inter, senza che nessuno faccia un ...

La Scala e i bambini

Grandi novità per la prima a La Scala di Milano. A parte il licenziamento del tenore, la solita passerella di damazze, smoking, abiti da mutuo ventennale sono spuntati i bambini. Quelli dell’asilo. Non hanno partecipato al Don Carlo che, per alcuni di essi potrebbe essere un personaggio da cartoni animati, ma hanno sfilato per protesta contro la Gelmini, nel sens del ministro della Pubblica Istruzione. Erano accompagnati, i pupi, dai genitori e dai maestri o maestre. Una bella immagine, davvero una bella idea, lo sfruttamento dei minori per fini di propaganda politica. Non ricordo analoghe manifestazioni, chessò, contro la pedofilia, ...

Camoranesi, Platini e Maradona

Ho riacciuffato su you tube il giochino che Maurizio Mosca propone ad alcuni calciatori, chiedendo loro di sceglire tra questo e quello. L’ospite in questione era Mauro German Camoranesi. Una delle domande stuzzicava: Maradona o Platini? Lo juventino, dopo una smorfia e un sussurro2Ma che paragoni fai..” ha replicato così:”Platini gli portava le borse a Maradona”. Ora qualcuno della Juventus, dico della dirigenza, dovrebbe spiegare a Camoranesi che si possono avere delle opinioni, e quella di Mauro German è rispettabile, ma c’è anche un modo o uno stile per confortarle. Dire, ad esempio, che Michel Platini portava le borse a Maradona è una ...

Sky e similplastica

Sono ore, giorni che gli italiani non prendono sonno. Stanno tirando di conto fino a notte fonda: quanto mi costerà il nuovo abbonamento a Sky? Potrò ancora vedere i tubini della D’Amico? Potrò ancora ascoltare le parole di Caressa e il rete, rete, rete di Compagnoni? Chissà, chi lo può dire. Quell’aumento dell’Iva sta condizionando la vita del popolo, non si parla altro in fabbrica e al bar, il resto è noia, il cenone, Sant’Ambrogio, la prima della Scala, lo sciopero generale del 12 di dicembre, il mutuo da ridiscutere, il conguaglio fiscale, nulla, robetta in confronto a questo macigno ...
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