Parte bene il mese di dicembre: di che cosa parlaimo oggi? Dell’aumento dell’Iva sulle pay tv, con denuncia e appello in diretta di Ilaria D’Amico, che riguarda quattro milioni e seicentomila italiani, insomma gli abbonati alla televisione satellitare o dello sciopero dei messi di trasporto pubblico, deciso da un paio di sindacati autonomi, e che coinvolge i restanti cinquantasei milioni di italiani e affini? Controllate i giornali, i notiziari radio e tu, compresi quelli digitali, via cavo, controllate le stesse news di Sky e tirate di conto: lo sciopero di tram, autobus e metro fa ormai parte della routine sindacale, chissenefrega se i pendolari, i lavoratori debbano alzarsi due ore prima, affrontare il disagio puntuale, chissenefrega se i pensionati debbano rinunciare a salire sul tram che non passa e dunque se la sbrighino a piedi, tanto non hanno nulla da fare. Volete mettere, invece, il guaio che opprime da ieri i quattromilioni e seicentomila abbonati di Sky che prossimamente si vedranno aumentare la tariffa di iscrizione al club. Aumento scandaloso, commentano i politici dell’opposizione, giustificato dicono quelli della maggioranza ma nessuno rilegge i bilanci di Sky medesimo. Scoprirebbe che gran parte dei denari dell’emittente finiscono nelle casse dei club calcistici che sono sull’orlo del lastrico e grazie ai diritti televisivi rifiatano. Questa è  etica, questo non è scandalo? No, è mercato. E’ affare. Ci pensavo aspettando il tram de desideri, quello che non arriva. Potrebbe andare peggio. per esempio se piovesse. Dal cielo, che in english si dice sky. Guarda un po’.

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