Piove, governo ladro
Piove a Roma. E diventa un fatto politico. Meglio, di propaganda politica. Rutelli attacca Alemanno, il centrodestra riattacca a sinistra, in mezzo si nuota, spesso nell’aria fradicia. Che bel Paese. Anche il maltempo è roba da talk show, da riunione di partito, da intervento parlamentare. Piove in tutta Europa, dall’Irlanda a Malta eppure da noi si fa battaglia da arruffapopoli, per farsi riconoscere, per avere il privilegio dì una telecamera, di un microfono. Piove e il politicante ne approfitta, non apre l’ombrello ma la bocca. Speriamo che smetta. Non di piovere.

leggo sempre il giornale e gli amici parlano dei politici povero pd ,,,,con rutelli poi che vada in pensione che sara molto alta purtroppo, che schifo caro giordano
fortuna che in questa situazione abbiamo un sindaco vero un uomo vero come Alemanno che non curante del cerone sul viso è stato sotto la pioggia o meglio sotto il diluvio fino a quando la situazione non si è resafuori pericolo.mi chiedo cosa sarebbe accaduto se fosse stato sindaco ancora Rutelli,cje dopo non aver fatto nulla di seirio per Roma non è stato in grado di riconoscere due gocce d’acqua da un alluvione.Pensate quanto abbiamo speso per ingessare l’ARA PACIS e per fare la festa del cinema Chiamerei Rutelli il sindaco delle fioriere e paragonereri Alemanno a Rudolf Giuliani anche lui capace di stare tra la gente al momento giusto con intelligenza e saper fare.
Ho avuto la fortuna di crescere a Roma dal 33 al 49: era una città magnifica. Tornai negli anni 60 e cercai i filobus puntuali della mia giovinezza, le circolari e non trovai se non un caos di macchine e sudiciune. Cercavo di mostrare a mia moglie le belle chiese dell’Urbe ma il travertino non era più bianco ma era diventato grigio, e quando scesi dal Campidoglio in piazza Venezia quasi mi mancò il respiro per la mancanza di ossigeno. Se era così deturpata 40 anni fa non mi meraviglio di quello che i politici possono aver fatto fino ad oggi per peggiorare la situazione.
In poche parole in Roma si verifica la seconda legge della termodinamica con un continuo aumento della sua entropia.
Grazie, Francesco G.
Devo dire che mi hai chiarito perfettamente la situazione!
Gentile Talita,
glielo dico io, romano “de Roma”, cosa ha fatto Rutelli sindaco dell’Urbe: ha reso voragine il deficit capitolino e si è associato in tutto e per tutto al malgoverno delle sinistre che hanno reso la Città un totale caos di traffico (fu lui a volere gli “anelli” di ingorgo nella quotidiana vita di noi romani, per tenere libere e pulite le sue “poltroncine di rappresentanza” del “salottino”… tanto per dire, o a consentire l’edificazione di aree protette da vindoli idrogeologici fondamentali, si parla del bacino di espansione del Tevere, se i ricordi non mi ingannano… devo seguitare? Strade in periferia non costruite mettendo i romani che lavorano nella più schifosa delle situazioni di traffico, trasporti pubblici sempre più carenti, corse della metropolitana ancor più ridotte, per non parlare del sistema di raccolta di rifiuti, con non-oso-pensare-a-quali giochi di appalti e subappalti per cassonetti rotti dopo pochi giorni di uso e messi a impuzzolire le strade dei romani. Certo non le belle poltroncine di simil-pelle del salottino buono! A proposito, dimentichiamo la “plastificazione” di alcuni storici palazzi del Centro? Ah, dimenticavo il “piccolo” problema dei ROM: ai quali non ha dato dignità, ma certo li ha posizionati “strategicamente” per far crollare i prezzi di nuovi edifici, o li ha spostati da qualche tereno dove poi qualcuno -forse un amico?- avrebbe dovuto costruire… E le fogne? E pensare che Roma fu grande anche per le grandissime capacità di urbanizzazione: strade, acqua, fogne… Ma sono tutte chiacchiere: gli amanti di Rutelli stiano tranquilli! Lui certo non ha fatto niente… ci sarebbe da chiedere chi era, in realtà, il sindaco di questa povera Roma!)
In che senso, Giuseppe?
Io non abito a Roma, ma mi sfugge completamente che cosa abbia fatto Rutelli per Roma.
Vorresti cortesemente illustrarmi?
dirsi agnostici?
Il mio articolo
http://www.simoracconta.ilcannocchiale.it
Purtroppo solamente adesso i cittadini di roma si accorgono dell’errore che hanno commesso negando il loro voto a Rutelli.
Egregio Tony, ho sentito anch’io l’invettiva di Rutelli. L’indegno nipote dell’ideatore della fontana delle Naiadi dimentica però che fu proprio lui, quando era sindaco di Roma, ad autorizzare l’edificazione in aree sùbito a monte di Roma. Aree che per decenni erano state lasciate a disposizione del Tevere nel suo sinuoso percorso pianeggiante formando un cosiddetto “bacino di espansione”. Il ponte sul Tevere, zona nord, del vecchio tracciato del GRA è provvisto di paratìe, come ben sanno tutti gli automobilisti. In caso di piena era possibile allagare le campagne prima di Roma, a valle di Torrita Tiberina fino al Raccordo Anulare e regolare un flusso costante.
Per non parlare della vergogna dell’edilizia abusiva in Italia (per cui, a Roma). Viene costruita una casa sul greto di un fiume, abusiva, perché il poveraccio di turno non riceve il minimo aiuto per mettere su famiglia e non può permettersi l’appartamento civile, nessuna autorità ne impedisce la costruzione. Quando la casa costruita nel posto sbagliato finisce nella piena del fiume (che è nel posto giusto da sempre, altro che furie degli elementi!: si parla di idiozie a catena) i giornalisti riempiono pagine e schermate televisive, mi consenta, di scempiaggini, con l’unico scopo di colpire l’emotività della gente e fare ascolti, sfruttando indegnamente la sofferenza dei malcapitati.
Labaro: un quartiere abusivo di Roma nato sotto il livello del Tevere. Non è nuovo alle piene e alle inondazioni (che ora i giornalisti chiamano “esondazioni” perché è “più fico”). L’Aniene è un habitué dello straripamento (pardon, delle “esondazioni”). D’altronde Roma fu costruita dai bis-bis-bis-avoli di alcuni di noi su sette colli: a quei tempi sapevano meglio di oggi che esistono le pianure alluvionali e ci si avvicinava ai fiumi con molta più prudenza (magari si sfruttava il Tevere per allagare piazza Navona e fare qualche naumachia…). Chissà che avrebbe detto il Rutelli di allora.
Glielo dice una vecchia fiaba di un tal Fedro: Lupus et agnus. Nel caso, le assicuro, l’agnello è Alemanno che sta gagliardamente combattendo contro trent’anni di magna-magna del centro sinistra. Per me è un eroe. Credo che anche i muri del Campidoglio siano ormai impregnati della graveolente sinistra presenza.
Scusi le mie sciocchezze a ruota libera, ma che Rutelli osi parlare è quantomeno indegno.
Alle scorse politiche sembrava affacciarsi una stagione ispirata dalla volontà di rinnovamento del paese (politica del fare. Oggi siamo ritornati all’abitudine sterile della critica “a prescindere” resa ancor più seducente dall’uso dell’ironia dileggiatrice di improbabili soloni.
Ma nell’attuale fase politica l’unica critica che si può apprezzare è quella sobria e costruttiva non quella pretestuosa che ingenera sconcerto ed ulteriore sfiducia su una classe politica che nel suo complesso sembra allontanarsi sempre più dal rispetto del cittadino.
Il colmo della pioggia (in politichese)
Riempire le bocche dei politicanti ed affogare con le loro parole.