La crisi, da repertorio
Code chilometriche, in città mica in autostrada. Folla nei negozi, quelli con prezzi alti, abbigliamento e affini, il capitone va via come il pane, non dico delle ostriche e dei capponi, sulle lenticchie si potrebbe aprire un dibattito. Poi, sfogli un giornale e scopri che c’è la crisi, che non si arriva a fine mese, che ormai siamo alla svolta, che la recessione è entrata in camera da letto, insomma non c’è più un centesimo, dicevasi lira. Chi sta dicendo una bugia, non dico una menzogna? Chi bluffa? Chi esagera? Puntualmente, sotto le feste, suona l’antifurto, così come l’allarme si era acceso la scora estate, vedi alla voce agosto, meno italiani in vacanza, ombrelloni incenduti, spiagge deserte. Poi, vigliacco se riuscivi a trovare un posto anche in ultima fila, fianco Aurelia, o alla pensione Eldorado, quadrucci in brodo compreso. Ci risiamo, brava gente, il generale inverno, la coltre bianca, la crisi, le vacanze intelligenti, il cinepanettone, la voglia di Maldive però a prezzi contenuti. Tra due settimane apriti anno, prepariamoci alla stangata, tasse, acqua, luce, gas, dentro la calza della befana che si porta via tutte le feste. Dimenticavo, poi ci sarà carnevale.

Sicuramente c’e’ chi si può permettere di spendere.
Ma cosa ne dite dei molti lavoratori in cassa integrazione(che almeno hanno la cassa d’integrazione) e dei precari ai quali non è stato confermato l’incarico? Per questi non ci sono aiuti ????
Credo che la crisi sia esclusivamente finanziaria e riguarda soprattutto la possibilità, da parte delle aziende, di finanziarsi presso le banche per continuare regolarmente la propria normale attività. Per chi continua ad avere un lavoro, le cose non sono assolutamente peggiorate rispetto agli anni scorsi. Secondo me, i mezzi d’informazione non pongono il problema nella giusta prospettiva. Articoli come quello di Damascelli, contribuiscono anche con una certa dose di ironia, a dare la giusta proporzione alle situazioni.
Caro tony con tutti gli evasori fiscali che abbiamo in italia vuoi che non ci sia fila nei negozi
caro Damascelli, spenderanno meno ma l’apriranno quel borsellino e scialaquerano fino all’ultimo centesimo. Non credi che si pentiranno? E’ fuor di dubbio ma a Carnevale saranno un poco piu’ felici, poi ci sarà tempo per rimediare con un prestito od un mutuo. Siamo italiani ma anche un poco napoletani ed allora che resta di meglio se non sfatare la crisi?