Ganci e Battisti, Italia-Brasile 1 a 1
Tolto il carcere duro a Ganci (40 omicidi), respinta la richiesta di estradizione per Battisti (4 omicidi), la giustizia fa veloci assi in avanti, in Italia e in Brasile, non importa come, importa con chi. Prendete il mafioso che è stato il sicario delle morti di Falcone e simili. Il giudice di sorveglianza assicura che Ganci può mettersi in fila con gli altri detenuti, il carcere siciliano non si presta a tentativi di fuga, fisica e di notizie, Ganci non sarebbe dunque più in grado di collegarsi con l’esterno, di riorganizzarsi e riorganizzare, i quaranta ammazzati appartengono al passato, il giudice di cui sopra non ha nemmeno provato a chiedere informazioni ai parenti delle vittime, chissenefrega, Ganci può tornare a vivere una vita, anche privilegiata secondo usi e costumi delle prigioni nostrane e di certi condannati, una vita che ha tolto agli altri. In contemporanea il ministro della giustizia brasiliano considera Battisti Cesare un rifugiato politico, negata l’estradizione richiesta dall’Italia sotto il governo Prodi (che al tempo si congratulò con le forze di polizia per l’arresto del latitante in Brasile). La condanna per i quattro omicidi? L’ergastolo? Robetta, trattasi di scrittore, trattasi di rifugiato, la politica e la cultura sono cose serie, ben più serie delle pallottole che sono finite nel corpo dei quattro giustiziati. I rivoluzionari diventano rifugiati, la lotta armata si trasforma in elemosina politica, ci mancano soltanto un’intervista, un’ospitata televisiva, un Grande Fratello e il “delitto”, meglio dire il quadro, sarebbe perfetto. La legge è uguale per tutti. O no?

In un paese come L’Italia uno come Battisti finirà alla presidenza del consiglio. Dire che il nostro governo e il nostro paese sono diventati motivo per grasse risate nel mondo è da ottimisti. Italia paese dei balocchi, di nani e pagliacci. Un paese che non esiste più.
Una cosa l’Italia politica me l’ha insegnata: comunista è bello; terrorista ancora meglio.
Questo lo si apprende già a scuola. Un giorno una mia piccola mi dice: “Sai che i miei compagni che hanno i genitori di sinistra sono i più ricchi?” al che ho risposto: “Lo immagino, i loro genitori sono comunisti consapevoli”.
Nessuno, però, potrà mai superare nello splendore di vita i nuovi zar del ventesimo secolo, o un Tito o un Ceausescu, per non parlare del sublime ultimo imperatore cinese, idolatrato dalle masse giovanili più coscienti nel mondo e in Cina.
Ma il vero comunista è il fondamentalista, colui che sa recuperare e far propri quei valori sì, primitivi, ma certamente autentici della dottrina. Valori senza i quali ogni rivoluzione è impossibile.
Il primo insegnamento lo dette Lenin. Il partito deve autofinanziarsi! E allora Koba (nome d’arte precedente a quello di Stalin), che era l’economo del Partito, organizzò il gruppo degli espropriatori proletari (che allora erano chiamati banditi) e cominciò così, assaltando banche, uffici, portavalori, e lasciando alle sue spalle morti e feriti, ad arricchire il Partito e ad educare le generazioni future alla lotta proletaria.
Ora, un borghese si chiede: ma non si vergogna un comunista di praticare il terrorismo? senza rendersi conto il poveretto che sta bestemmiando. Perché non sa che già Engels evocava il “terrore delle armi” per sottomettere la borghesia.
E poi non sa il borghese il piacere che prova un terrorista, specie quando spara alle spalle di chi è indifeso: Vedere quegli occhi sbarrati dallo stupore, il sangue che cola. E lui onnipotente per l’acciaio che impugna.
Ma il piacere suo non è solo spirituale. A che serve l’esproprio (quello che il borghese chiama rapina) se non ad assicurare un radioso futuro (a lui, naturalmente)?
E così si spiegano le vacanze dorate dei rivoluzionari a riposo.
Chi fa l’editore, chi gestisce ristoranti, chi imprenditore, chi commerciante, ecc.
E noi, magari, diciamo che ci sono cose più importanti a cui pensare.
Caro Tony, mi allaccio al tuo post di ieri alle ore 9,58, in quanto amo i concetti espliciti. Sai perché? Perché, secondo me, è ora di piantarla di trattare con i guanti cani e porci (senza offesa per i cani e per i porci: quelli veri), che contano tantissimo sull’EDUCAZIONE dell’interlocutore e si permettono di schizzare fango su qualsiasi argomento e senza alcuna giustificazione concreta, perché non sanno fare altro.
Questi qui non usano ragionamenti e non portano prove, ma solo slogan prefabbricati da chi ne sa più di loro e sghignazza felice quando la muta latra o il suino grufola.
Fermo restando che, ringraziando il Cielo, in Italia chiunque può esprimere la sua opinione, il mio concetto di “educazione” comprende anche mandare GENTILMENTE (e ironicamente) a quel paese chi – A MIO PARERE – diffonde scemenze: in particolare nell’ambito di temi che meriterebbero ben altra considerazione e preparazione. In tal caso, preferisco essere “educata” nei confronti dei temi stessi.
Un’ultima considerazione: generalmente si fa da parte chi ha terminato i propri argomenti o non-argomenti e non sa più che cosa dire.
Criminali latitanti.
In Brasile ce n’è uno. Le autorità brasiliane non lo vogliono consegnare all’Italia, e ciò in patente violazione della Convenzione sullo Statuto dei Rifugiati.
Bene, allora, fa l’Italia a reclamare l’osservanza del Diritto.
Nella Svizzera ce n’è uno. ?
In Nicaragua ce n’è uno. ?
In Giappone ce n’è uno. ?
In Francia ce ne sono almeno trenta. ?
Non è che che ci sta proprio sulle scatole il Brasile?
Claudia,
non sono affatto d’accordo con chi sbandiera luoghi comuni, come hai scritto nel post più in basso. Pero’ non sono neanche d’accordo con chi li considera chi,quando fa comodo li considera semplici stereotipi d’avanspettacolo. Come? Quando noi italiani siamo trattati da Pizza, spaghetti e mandolino (ti evito, Mafia, Berlusconi e terrorismo) noi, popolo di deficienti ci strappiamo l’anima in introspezioni varie, chedendoci: “Guarda come ci considerano all’estero, ma noi non siamo cosi’, o forse un po”? Poi quando qualcuno ci sbatte in faccia stereotipi affibbiati ad altri, allora NO è avanspettacolo!! Guarda che se sei già stata in brasile, il brasile è proprio quello!!! Ma quando qualcuno lo dice non è politicamente corretto o non risponde a realtà? E pizza, spaghetti e mandolino corrisponde a realtà?
Gentile Claudia, il mio blog è sì una piazza ma non un mercato come qualcuno potrebbe ritenere, dunque se hai opinioni puoi esprimerle quando e come vuoi, nel rispetto di chi legge. Se qualcuno la pensa diversamente, lascia che sia, non per questo devi farti da parte. Anzi, ognuno sa e fa seguendo il proprio istinto, la propria cultura o erudizione e, a volte, la propria educazione. A presto Tony
Scusa cara Talita, non ti ho dato la confidenza e nè ti ho mancato di rispetto per farmi chiamare “farfalletta” da te. Se una persona ha una opinione diversa dalla tua, tu non sai argomentare entri con pregiudizi e attacchi. Ok, ho capito che il blog di Damascelli è una piazza solo per chi è d’accordo con te e segue le TUE regole di postata. Dovresti anche accettare giudizi diversi, qualche errore linguistico, postate diverse, etc. Non siamo a casa tua dove puoi offendere chi non ti sta simpatico. Bene, prenditi il blog da sola visto che sembri gelosa e arrabbiata perchè mi sono “permessa” di postare qualcosa e te la prendi solo con me.
Ti saluto cara Talita.
Puoi continuare con il tuo blog privato.
Gentil farfalletta-Claudia, la sai quella del bue che dice cornuto all’asino?
Le farfallette non sanno che cosa sia la ragione: sanno solo copia/incollare e sparlare del proprio Paese come fai tu, svolazzando di qua e di là.
Prima o poi – anche per te – arriverà la vispa Teresa e griderà “L’ho presa, l’ho presa!”
Ripeto: ma va’ in Brasile, va’!
E pensare che 6 mesi fa molti di questi che offendono tutto e tutti, non sapevano neanche chi fosse Battisti.
“un momento di isteria collettiva mai visto in Italia dai tempi di Piazza Fontana e della colpevolizzazione di Pietro Valpreda. Battisti si trova da quasi due anni, in un carcere brasiliano. Ha ottenuto asilo politico in Brasile, concesso dal ministro della giustizia Tarso Genro e ripetutamente avvallato dal presidente Lula. La stampa italiana, a fronte di un’opinione pubblica sostanzialmente indifferente, si è scatenata con toni da linciaggio. Battisti è tornato a essere il mostro, l’assassino per vocazione, il serial killer. Il Brasile è stato dipinto come una democrazia da operetta, abitato da una popolazione quasi scimmiesca. Persino il presidente Napolitano, che non brilla per attivismo, si è mobilitato a sostegno della richiesta di estradizione del criminale del secolo. Seguito ovviamente dal PD di Walter Veltroni, in perfetta armonia con le componenti più reazionarie del governo e delle presunte “opposizioni”.”
A volta una doccia fredda farebbe bene a tutti, non credo sia il caso di condannare tutto un popolo per Battisti.
Vorrei leggere gli articoli del più venduto giornale di sinistra in Italia, anche contro la Francia. Ma trovo allucinante la reazione della stampa mettendo sulla croce e offendendo tutta una nazione per Battisti, ma siamo seri su. Che vergogna. Siamo diventati un paese di gente fallita e xenofoba.
Mas parece che stiamo provando anche noi qualcosa.
http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/esteri/gb-raffinerie-italiani/gb-raffinerie-italiani/gb-raffinerie-italiani.html
“Sui giornali italiani il rifiuto dell’estradizione di Cesare Battisti ha scatenato contro il Brasile dei bassi istinti celoduristi, xenofobi ed eurocentrici. La palma d’oro stamattina non la vincono i soliti noti elencati da Tripo, bensì Francesco Merlo che scrive sul progressista e civilissimo Repubblica. L’articolo di Merlo è infarcito di pregiudizi e luoghi comuni, il Brasile è definito senza mezzi termini “il paese del samba” e ancora “il paese dei ladruncoli ammazzati per strada dagli assassini organizzati, dagli squadroni della morte” in cui “farsi giustizia con le armi è politica sociale”. Certi giudizi – il Brasile “è geniale nel calcio e nella tostatura del caffè” – sarebbero da considerare semplicemente dei ridicoli stereotipi da avanspettacolo e mandati direttamente nel dimenticatoio se non fossero scritti su uno dei più importanti quotidiani italiani. Mancava solo che Merlo scrivesse che non ci sono più le mezze stagioni e che qui una volta era tutta campagna. Ma il Merlo supera se stesso quando la butta sul piano della civiltà giuridica: in Brasile “il Diritto è ancora un pasticcio culturale”, il paese “ha un basso tasso di civiltà giuridica” e “il ministro di una improbabile Ingiustizia brasiliana si erge e Giustiniano e condanna la civile Giustizia italiana”. Con tanto di maiuscole al posto giusto. Di certo la “civile” stampa italiana non ci fa una bella figura.”
Vergognamoci.
Talita, usa la ragione,anzi ragiona un pò.
Tropa de Elite fa vedere il quotidiano del Bope, dentro alle favelas e con i traficanti e devo dire che fanno anche bene a usare quei metodi, con traficanti che usano come scudi la stessa popolazione delle favelas.
The Economist è un giornale che sempre è andato contro il Brasile del governo Lula, infatti è l’unico giornale estero fuori da quelli brasiliani che ha parlato di questo caso, nel panorama internazionale L’Italia non conta niente, nè per i grandi nè per quelli che noi crediamo (sbagliando) che sono sotto di noi.
L’Italia ormai economicamente è sotto il Brasile, e ancora mi domando quanto reggerà ancora dentro al G8, visto che non è la sesta economia del mondo dal 2005.
Saluti.
Ciao Romano150.
Ti rispondo con un’altro copia incolla.
Visto che Battisti rimarrà in Brasile con gli altri 4, la Petrella morirà in Francia e anche gli altri. C’è solo da augurare che la classe politica Italiana cambi e al più presto, ma qui anche la sinistra è a pezzi…siamo degni da commedia di Fantozzi e da film Italians.
Scritto da: Rocco Cotroneo alle 04:49
Il caso Battisti si avvia verso una mesta ma prevedibile conclusione. E’ evidente difatti che il governo brasiliano non cambierà idea mentre l’Italia, dopo il ritorno dell’ambasciatore, ha esaurito le armi diplomatiche. Sull’ipotesi di mandare navi da guerra per riprendercelo credo non sia d’accordo nemmeno La Russa. La prossima settimana Cesare Battisti sarà libero.
Ho già detto come la penso. Il Brasile ha preso una decisione sbagliata su presupposti falsi (il rischio di “persecuzione”, l’irregolarità dei processi), ma l’Italia paga indecisioni storiche e una politica estera inconsistente. Il silenzio di Silvio Berlusconi parla da solo. Il nostro premier sullo scenario internazionale non litiga mai con nessuno, è sempre d’accordo su tutto e se c’è qualche grana manda avanti gli altri. Tanto in Italia la politica estera non porta nè fa perdere consensi. Bene che l’ottimo ambasciatore Valensise sia in Italia in questi giorni, così può spiegare al ministro Frattini che il Brasile è una democrazia, dove il potere politico è separato da quello giudiziario e che non ha molto senso rilasciare quattro dichiarazioni al giorno all’Ansa dove si minacciano genericamente i “cattivi” sinistrorsi tropicali, decidendo infine di richiamare l’ambasciatore il giorno che un procuratore brasiliano (un procuratore!) emette un parere tecnico.
I nostri governi da sempre sono bravissimi a fare la voce grossa con i (presunti) più deboli. Oggi il Brasile, ieri l’Argentina sui tango-bonds, mentre non ricordo ritiri di ambasciatori mentre Battisti era libero e riverito in Francia, o minacce agli Stati Uniti quando i loro militari ci tirano giu le funivie o ammazzano a mitragliate nostri agenti in Iraq, Nè oggi si fiata con Parigi quando le testimonianze dell’intervento Sarkozy-Bruni sulla vicenda esistono e sono difficili da smentire. Come scrisse qualche giorno fa Francesco Merlo in un infelice articolo su Repubblica, una cosa è la patria di Voltaire, un’ altra il paradiso degli squadroni della morte e dei ninos (sic) de rua. Dai primi, scrive Merlo, possiamo prendere lezioni di diritto, dai secondi no. Benissimo, ecco le conseguenze.
Questo primomondismo tronfio finisce sempre per danneggiarci. Non guadagnamo punti tra i Grandi e ci prendiamo le pernacchie dai meno Grandi, che rispondono a fatica alle lettere o (vedi Argentina) ci ignorano da anni. Qualcuno lo spieghi ai vari Gasparri, La Russa, Donati, Pedica, Mantica e soprattutto al datore di lavoro di Kakà e Ronaldinho, per favore.
Un saluto a Romano150 e Damascelli.
Il ministro della Giustizia brasiliano: “L’Italia è chiusa ancora negli anni di piombo: la differenza è che qui in Brasile siamo più avanzati su questo argomento”. (Il Tempo, ieri)
________
Intanto la stampa brasiliana riprende un duro commento dell’Economist nel quale si dice che le ragioni in base alle quali è stato concesso l’asilo politico a Battisti “non sono convincenti”. L’Economist inoltre giudica “anacronistica” la tradizione alla quale si è rifatto il ministro della Giustizia citando, tra l’altro il caso dell’ex dittatore paraguayano Stroessner. “Ora che in America Latina la democrazia è una norma, questa tradizione brasiliana di concedere l’asilo politico a destra e a sinistra è fuori dal tempo”. (La Repubblica, 24 gennaio 2009)
________
L’Economist, infatti, ci ha regalato un’illuminante analisi sulle motivazioni che hanno spinto il governo brasiliano a prendere questa ridicola e grottesca decisione. Sotto il titolo di “The madness of asylum” (La follia dell’asilo), il settimanale britannico, oltre a stigmatizzare le ragioni addotte da Genro per la concessione dello status di rifugiato a Battisti, afferma che “due sentimenti sottolineano la sua reticenza”: la RETICENZA di Genro!
Il primo sentimento (io direi: complesso d’inferiorità) è la riluttanza del Brasile nell’esaminare il proprio passato: ogni volta che emerge una domanda sul GOVERNO MILITARE DEL 1964-85, è rapidamente stroncata (contrariamente a quanto accade in Argentina o in Cile).
Il secondo sentimento è la pelosa solidarietà che rigurgita tra alcuni membri del partito di Lula, che erano MILITANTI DELL’ESTREMA SINISTRA NEGLI ANNI SETTANTA.
Fine dell’analisi dell’Economist.
Quindi il verme Battisti c’entra pochino… Tutto dipende dalla cattiva coscienza del Brasile e dalla mancanza del coraggio che occorre per seppellire i propri scheletri nell’armadio: il che presuppone il tirarli fuori.
Altro che essere “più avanzati su questo argomento”! Su questo argomento hanno una coda di paglia lunga miriametri e sono praticamente fermi a vent’anni fa, quando le torture in Brasile erano all’ordine del giorno!
C’è un film raccapricciante di José Padilha – “Tropa de Elite – Gli squadroni della morte” – che parla dei bravi poliziotti brasiliani (il Battaglione per le operazioni speciali), vere e proprie macchine di morte e di tortura: senza alcuna pietà!
Quindi Lula e Genro vadano a raccontarla ai loro amici comunisti e, invece di sentire tanta solidarietà per Battisti, comincino a sentire solidarietà per gli abitanti delle favelas!!!
Un Paese davvero all’avanguardia, non c’è che dire!
Cielo, quanto è brutta l’ignoranza!
Cielo, quanto è umiliante riportare pari-pari le parole di altri ignoranti o di individui “pelosi”, che non aspettano altro che incontrare persone ignoranti che abbocchino!
Cielo, quanto è deprimente constatare che esistono farfallette che svolazzano di fiore in fiore: almeno quelle vere contribuiscono all’impollinazione!
Dunque, leggo qui (di sfuggita: nulla di interessante, ovviamente!) che si equipara il caso Battisti al caso del terrorista Abu Abbas!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Mi verrebbe da dire: abbass i cervellini!
La differenza FONDAMENTALE sta nel fatto che nella crisi di Sigonella, gli aerei-caccia americani e poi i militari della Delta Force violarono il diritto internazionale, tentando di prelevare con la forza il terrorista Abu Abbas SUL SUOLO ITALIANO.
Per Battisti, invece, l’Italia ha usato un’estrema correttezza, rispettando le procedure internazionali.
Capito, farfalletta? E poi Battisti ha due figlie? A parte il fatto che mi dispiace per loro, tu – o farfalletta – pensi mai ai figli dei morti ammazzati? Pensi mai al paralizzato sulla sedia a rotelle, da quando aveva 15 anni?
Ma va’ in Brasile, va’!!!
Non disturbiamo Lula in questi giorni con le nostre stupidaggini, è impegnato al World Social Forum in ottima compagnia : Fernando Lugo (Paraguay), Evo Morales (Boliva), Rafael Correa (Equador) e Hugo Chavez (Venezuela). Che allegra compagnia sul fronte alter-mondialista. Lula ha cosi’ affermato “Nessuno di noi qui’ è stato scelto dalle élites, siamo l’emanazione di movimenti sociali, sindacati e rivendicazioni indigene”. E Chavez in coro: ” E’ venuto il momento di passare all’offensiva e farla finita con il capitalismo”. EVVIVA!!!!
Claudia, ora capisco un po’ di più il tuo punto di vista. Comunque grande Capuozzo. Se pero’ mi permetti, non credo che fare apologia di un paese come il brasile, governato da chi hai sentito nel reportage e che, non dimenticare, conosce, se la conosce, la definizione di democrazia, solo dal 1985, sia molto valorizzante. L’italia non sarà certo un paese del 1° mondo, come non lo sono almeno 6 o 7 stati facenti parte de G8. Pero’ francamente, il brasile ne ha di strada da fare. Economicamente, socialmente, politicamente…. e non tiriamo fuori i progressi percentuali della loro economia. Sappiamo tutti che progredire da 0 a 1 è il 100%. Quindi le cifre lascimole a chi non le sa leggere o a chi le usa per propaganda. Guarda piuttosto i terroristi rifugiati in francia. Scandalizzati che si possa mettere in discussione la parola data da un presidente dellla repubblica. Ma chi è il presidente della repubblica? Dio in terra? No è uno che dopo 4 o 8 anni torna a casa e si prende la pensione a vita. E’ uno come Mitterrand che aveva più scheletri nell’armadio lui che ce ne sono nelle catacombe a Roma. Uno come Chirac, appena fuori dall’Eliseo indagato per corruzzione e concussione, indagato pure per aver fornito falsi posti di lavoro quando era sindaco di Parigi. Uno come Sarkozy, che appena previsto il matrimonio con la Carlà manda un sms alla sua ex dicendogli “se torni annullo tutto”!!! Questi sono i loro Dio in terra. Questi sono quelli di cui la parola non deve mai essere messa in discussione. Certo ai terroristi fa comodo. Se l’Italia non è da 1° mondo guardati un po’ intorno e dimmi chi puo ancora pretenderlo. Forse il Lussemburgo e ancora. L’Italia ha sicuramente una barca di problemi, ma non credere che altrove non sia uguale, se non peggio. Non credo, infine, che in brasile stiano proprio ridendo a crepapelle sulle richieste dell’Italia. Leggevo alcune reazioni sui giornali brasiliani. Alcuni posts nei blogs dicevano “Meglio, cosi’ gli italiani se la smetteranno di venire in brasile per il turismo sessuale”. Meditiamo.
Pagheremo e continueremo..ecco così va meglio.
Poi vi ricordate il caso Achille Lauro, per una decisione di Craxi di non estradare i terroristi/sequestratori, gli USA sono rimasti a bocca asciutta, e poi i signori sono rimasti liberi per fare altri casini. Quindi il mondo gira, e L’Italia farebbe bene a zittirsi qualche volta. Ha più schifezza adosso che una pattumiera e vuole criticare e farsi rispettare dal Brasile a basi di ordini mafiosi e urla sui giornali. In Brasile staranno ridendo a crepapelle di questi scemi. Poi proprio La Russa che pensa di impaurire qualcuno, pensa ancora di fare il picchiatore, un uomo che passa tutto il suo tempo a fare niente e la sera a cena e in giro per Roma cercato da signorine compiacenti, urlando per strada come un matto, dico perchè spesso lo vedo in giro, e mi vergogno che lui sia un ministro.
L’intervista di Cossiga che trovo molto chiara, e devo dire che lui ha anche ragione. Sono anche sicura che i servizi francesi l’abbiano aiutato, e trovo anche assurdo metterlo in galera, ormai sono 30 anni che non commette reati, è uno scrittore e ho letto che ha anche due figlie, e vedendo la marea di assassini freschi di giornata che hanno ucciso barbaramente persone innocenti e sono liberi e tanti problemi e banditi che uccidono ogni giorno, stupri, violenze varie,etc.
Che Battisti rimanga in Brasile, che ospita già 4 ex terroristi che fanno una vita onesta hanno ristoranti, sono giornalisti, non fanno casini, e così sarà Battisti. Dopo l’intervista di Cossiga è chiaro che siamo un paese sull’orlo di una crisi di nervi e in declinio, guidati da un uomo che comanda stampa e Tv, e ora metterà anche sotto le scarpe la magistratura. Mi domando fino a quando continueremmo nel G8. Forse fino a quando pagheremmo per mantenere questa falsa immagine da paese di 1° mondo.
Ecco una parte dell’intervista.
“Battisti dice che Lei le ha scritto una lettera…
«La signora Vargas, scrittrice amica della signora Bruni, mi chiese se io avessi potuto scrivere una lettera al ministro di giustizia di Lula. L’ho scritta dicendo quello che ho sempre sostenuto. Che in Italia c’è stata una criminalità politica. Precisando che il crimine politico era un’aggravante non certo per sminuire le responsabilità. Ora nel Brasile la Costituzione vieta di estradare qualsiasi persona responsabile di crimini politici e così non restituirà mai nessuno. Come ha sempre fatto».
Allora Battisti non sarà estradato?
«Non avverrà nulla di tutto ciò. E mi dispiace che Frattini abbia richiamato l’ambasciatore, misura che non sortirà nulla. Così come mi dispiace che abbiano coinvolto il presidente Napolitano. Non ci dobbiamo dimenticare che Lula e il suo governo sono un regime di sinistra legato a Chavez e agli altri leader sudamericani che fanno parte di quel sistema della nuova sinistra del Sud America. L’Italia farà una brutta figura. Francia e Germania si stanno già gongolando per sostituirci nei rapporti commerciali con il Brasile».
Il Brasile, però, ha concesso lo status di rifugiato politico perché, ha scritto, in Italia c’è il rischio che Battisti venga ucciso…
«Cosa ci dovevamo aspettare dopo anni che L’Espresso e La Repubblica scrivono che ci sono i servizi deviati. E la signora D’Antona, che è vedova di una vittima delle Brigate Rosse, parla di un’atmosfera oscura e di gravi dubbi che ancora gravano su apparati dello Stato e su personalità politiche relativamente a fatti come le stragi di Bologna, di Piazza Fontana e di Piazza della Loggia».”
Di nulla Romano150
questi due link del settimanale terra di Capuozzo. Una interessante visione.
Reportage in Brasile.
http://www.video.mediaset.it/mplayer.html?sito=tg5&data=2009/01/29&id=33640&from=tg5
Questo in Francia.
http://www.video.mediaset.it/mplayer.html?sito=tg5&data=2009/01/29&id=33638&from=tg5
Grazie Claudia per la lista che hai messo nel post. Sfogliandola ho finalmente capito la differenza tra le parole “Intellettuale” e “Intelligente”. Siccome io non mi reputo ne l’uno ne l’altro scrivo sul blog. Non firmo petizioni. I cosiddetti intellettuali, come li chiama quell’assassino nella sua intervista, sono quelli che le imbecillità le “sanno” dire. Non come me povero mortale che le dico e basta. Vedrete che tsunami farà questa storia. A proposito, la petrella, credo che oramai non è più malata, quindi puo’ essere estradata. Le motivazioni politico-mediche non dovrebbero reggere più!!! Allora avanti, ricominciamo con quest’altra assassina. Vediamo che scuse avanza un paese democratico come la francia. Frattini riconsideri quel dossier adesso che il ferro è caldo e che i francesi cominciano a sentirsi in colpa e cominciano a capire quanto gli costerà l’affare battisti.
Ciao Claudia, vedo che non hai letto i miei post cosi’ attentamente (credevo lo facessi), per non accorgerti che non solo non ho alcun dubbio che la fancia l’abbia aiutato a fuggire, (come avrebbe fatto altrimenti?) ma posso anche aggiungere che Carla Bruni-Tedeshi-Sarkozy ne è la principale autrice. Sarkozy, in quanto presidente, non si sarebbe nemmeno sognato di ribaltare una decisione della giustizia, non perché è un santo, no, solo perché non gli conviene. Lascia perdere le elucubrazioni calcistico/fantascientifiche di alcuni e dimmi due o tre cosette:
Battisti era in galera a Frosinone ed è evaso, da qui processo per contumacia, normale o no, uno impegnato politicamente fa fronte alle sue responsabilità e non si comporta come un semplice delinquente giusto?
Fugge in Francia dove sa di beneficiare della doctrine Mitterrand, ma guarda che prima passa 2 anni in clandestinità. Il governo Prodi ne chiede l’estradizione e la Francia la accorda prima de l’intervnto della “first lady”. Fugge in Brasile, altro covo di delinquenti, (e nota che non ne faccio una questione di colore politico, dico delinquenti e basta) ne chiediamo l’estradizione, che viene accolta con parere favorevole prima dell’intervento (ancora) della “first lady”. Solo due domande : Spiegami che male c’é ad incazzarsi e spiegami perché ce l’hai con chi vorrebbe che quest’assassino scontasse la sua pena. Guarda che non è polemica la mia, cerco solo di capire il tuo punto di vista che mi è poco chiaro. Grazie
Bravo, Romano! Almeno tu evita i copia/incolla, visto che qui abbiamo qualcuno che sa solo copia/incollare. E poi, articoli del 2007: molto recenti!
Tra un po’, copia/incollerà alcune cronache medioevali: in … lingua d’oca!!!
Romano150
Hai qualche dubbio che i Francesi l’abbiano aiutato??? E i due passaporti Francesi falsi chi l’ha procurati?? La Francia c’entra e come ma c’è anche L’Italia e sono 1500, ma credo siano molti di più. Il Battisti ha le spalle coperte.
Guarda che bella lista.
http://www.carmillaonline.com/archives/1500_firmatari.html
Comunque dallo spettacolo circense che stanno dando certi ministri italiani come il picchiatore La Russa e la Meloni c’è solo da ridere, solo Frattini e anche incredibilmente Berlusconi hanno una posizione corretta in questa storia, che dopo le belle uscite di La Russa con le minaccia che fanno solo ridere Brasiliani e Italiani, allora penso che STF brasiliano deciderà per l’archiviazione del caso e che L’Italia rimanga ferma nelle sue minaccie però, tipo non andiamo più ai mondiali in Brasile nel 2014, che vergogna..ridotti a fare solo minaccia calcistica, tanto noi siamo risibili economicamente e nel quadro internazionale al contrario del Brasile attualmente e Frattini lo sa bene.
Salut,
vi risparmio il copia/incolla degli articoli di oggi sulle dichiarazioni di quell’assassino. Solo un rapido riepilogo, “Non ho ucciso nessuno” – “L’Italia è un paese governato dalla Cupola” – “Il figlio di Torregiani costretto ad accusarmi” – “I servizi segreti francesi mi hanno fatto scappare in brasile”. Punto e basta. Io no ho più voglia di parlarne. Credo che sono arrivato a saturazione. Proporrei solo, a questo tizio, una tazzina di caffé della stessa marca utilizzata da Sindona.
Ottimo articolo per chi ancora vuole fare casini solo con il Brasile ma stranamente il governo si mette a 90° con la Francia. Poracci.
Martedì 20 Marzo 2007
di ANTONIO DE FLORIO
ROMA – «Chi potrebbe essere il prossimo? Sceglierei volentieri Alessio Casimirri, sì, l’ultimo brigatista rosso del commando che sequestrò Moro e uccise la sua scorta, non ancora arrestato. Vive in Nicaragua e gestisce un ristorante. Non c’è trattato di estradizione con quel paese e aspettiamo momenti migliori per prenderlo…».
È al vertice del nostro anti-terrorismo e preferisce che non si faccia il suo nome. L’arresto di Cesare Battisti sulla spiaggia di Copacabana a Rio l’ha seguito passo passo. Conosce la galassia di più di 150 ex terroristi rossi e neri che vivono la loro latitanza tra la Francia e il Sudamerica. Scava, con i suoi uomini, nella rete di protezione che finora ha impedito gli arresti. «L’80% di essi – spiega – sappiamo dov’è, ma per riportarli in Italia e far scontare le pene con cui sono stati condannati è un percorso lungo e pieno di ostacoli».
È ipotizzabile una rete di solidarietà comune? L’uomo dell’antiterrorismo risponde così: «Dobbiamo distinguere: da anni in Francia opera una catena di assistenza ai terroristi di estrema sinistra con un proprio sito internet secoursrouge.org, protetta dalla cosiddetta dottrina Mitterand. Nessun reato in Francia, niente estradizione nei paesi di origine. Per Cesare Battisti, invece, si è costituita una rete ad hoc, che si è mossa solo per lui. Formata da un certo numero di intellettuali francesi che hanno costituito un comitato».
Il prefetto De Stefano, capo dell’Ucigos, non ha escluso che per eventuali complicità ci saranno arresti in Francia e Italia… Il ragionamento prosegue: «Nel nostro paese, in questo momento, mi sembra improbabile. Dobbiamo vedere che cosa verrà fuori dal Brasile con le perquisizioni fatte. Per la Francia, invece, c’è più di un’ipotesi di favoreggiamento personale per le persone che si sono mosse intorno a Battisti. Sono nomi conosciuti, si sono esposti abbastanza. La donna che portava i soldi è stata rilasciata, perché in Brasile non ha commesso alcun reato. Ma è partita da Parigi con uno scopo preciso, quello di consentire la latitanza, e per la legge francese il discorso cambia».
Un’ipotesi è che la rete di secoursrouge non ne voleva sapere di Cesare Battisti perché magari lo giudicava inaffidabile. Del resto il fatto che lui abbia insistito per avere i soldi la dice lunga sul personaggio. Può darsi anche che questi soldi provenissero dai diritti di autore. Lui è diventato un giallista famoso.
Un centinaio di terroristi si è rifugiato in Francia, il resto in Sudamerica, può spiegare meglio questa geografia della latitanza terroristica… Il dirigente del Viminale parte da lontano: «C’è anche qualcuno che è in Africa e almeno uno in Giappone, Delfo Zorzi, militante di Ordine nuovo, condannato in primo grado al carcere a vita per la strage di piazza Fontana e assolto in appello. Zorzi da 27 anni è diventato cittadino giapponese, un ricco uomo d’affari, e ha persino cambiato nome, Roi Hagen, per l’anagrafe di Tokio: è stato anche un modo per sventare le richieste di estradizioni. I francesi, ossia quelli finiti in Francia, usufruiscono della cosiddetta teoria Mitterand. Chi è in Sud America, in parte è in Paesi che non hanno un trattato di estradizione con l’Italia, come il Nicaragua».
La galassia misteriosa dei terroristi di estrema destra. «Per quelli neri abbiamo molto meno informazioni, un po’ perché numericamente sono inferiori, un po’ perché c’è meno solidarietà espressa. Quindi coloro che aiutano gli estremisti di destra agiscono sottotraccia. Per quelli ”rossi”, invece, più che una rete di copertura e di aiuto, come favoreggiamento personale, c’è una rete di solidarietà politica. Basta andare su internet per rendersene conto. Si aprono mille finestre…».
Esiste una classifica, come per i mafiosi, in base alla pericolosità? «I terroristi ricercati sono quasi tutti in qualche misura individuati. Il fatto che non li si vada a prendere significa che esiste un ostacolo di natura giuridica. Tutto il vecchio gruppo di Prima linea è in Francia».
«Achille Lollo accusato per il rogo di Primavalle? È in Brasile e anche per lui il tempo ha cancellato la condanna. Non abbiamo uno scadenziario, ma seguiamo le loro vicende processuali. Alcuni finiscono depennati».
Contatti all’estero delle nuove br, arrestate tra Milano e Padova? «Sono emersi, suffragati anche da un ragionamento. Alfredo Davanzo è scappato dall’Italia il 1982 e per motivi vari non è stato possibile riportarlo qui dalla Francia. Nel 2006 lo ritroviamo che si sta dando da fare per ricostruire una colonna delle br in Italia. Si può ragionalmente pensare che durante tutto questo tempo abbia fatto il chierichetto e poi dal 2006 sia tornato improvvisamente brigatista? Evidentemente no. Probabilmente in Francia ha continuato a operare in quell’area che gli ha consentito poi di ripartire in clandestinità. Tra Francia, Svizzera e Spagna è probabile che si siano riallacciati i rapporti. Qualla specie di secoursrouge di cui si parlava prima è verosimile che operi e continui a operare. Sono ”dormienti” nel paese ospitante, non fanno nulla o sono abbastanza abili da non apparire. Forse faranno elaborazioni dottrinarie, comunicati, manifestano solidiarietà a chiunque incappi nelle maglie della giustizia».
La Francia, tra il 1978 ed il 1982, è diventata meta di una vera e propria migrazione: circa cinquecento esponenti della composita galassia eversiva italiana si riversarono oltralpe dopo che il presidente Mitterand aveva promesso che «nessuno sarebbe mai stato estradato, qualunque fosse stata la decisione dei tribunali francesi».
Sulle rive della Senna si è così formata una vera e propria comunità di latitanti, provenienti dall’estrema di sinistra. Il personaggio più rappresentativo è stato l’ex leader di Potere operaio Oreste Scalzone, che si è battuto a favore di Battisti, rientrato da poco in Italia visto che i reati per cui era stato condannato a 16 anni di reclusione sono caduti in prescrizione.
In terra francese ci sarebbero personaggi come Simonetta Giorgieri (che qualcuno indica in Spagna) e Carla Vendetti, sospettate di contatti con le nuove brigate rosse; Sergio Tornaghi, legato alla colonna milanese delle Br ”Walter Alasia”; Roberta Cappelli, della colonna romana; Giorgio Pietrostefani, condannato per l’omicidio del commissario Luigi Calabresi; Enrico Villimburgo, altro brigatista condannato all’ergastolo nel processo Moro ter. Ed ancora, Giovanni Alimonti, Enzo Calvitti, Maurizio Di Marzio, Vincenzo Spanò, Massimo Carfora, Walter Grecchi, Marina Petrella, Giovanni Vegliacasa, Francesco Nuzzolo, Giancarlo Santilli, Gianfranco Pancino. Molti di loro si sono rifatti una vita mantenendo il proprio nome, come il caso di Battisti, diventato giallista di successo. Altri si sono invece dati alla macchia cambiando identità.
Al servizio anti-terrorismo la loro lista è continuamente aggiornata.
Nel tristissimo elenco ci sono anche i millecinquecento che nel 2004, allorché Battisti fu arrestato in Francia e trattenuto in carcere, non potendo sopportare oltre una tale ignominia, levarono alto il loro grido:
“Protestiamo contro questo scandalo giuridico e umano, e chiediamo l’immediata scarcerazione di Battisti!”
Memore del suo rivoluzionario passato, la Francia non li tradì.
Nessuna categoria si sottrasse:
Studenti, professori, politici, poliziotti, scrittori, poeti, registi, giornalisti, editori, psicologi, imprenditori, cuochi, medici, commercianti, impiegati, operai, casalinghe, cantanti, avvocati, educatori, fotografi, musicisti, sociologhi, disoccupati, trapezisti, agricoltori, infermieri, pornostar, pensionati, ballerini, pittori, precari, osti, ostetriche, psicologi, barman, parrucchieri e… potevano mancare forse i buoni cristiani? certamente no. E così in questo bailamme ritroviamo il gruppo di preghiera “Dio è Amore”, tre missionari, due francescani, un evangelista cattolico, una teologa, un religioso e una catechista.
Con buona pace di tutti.
Caro Romano, a me interessa moltissimo il tristissimo elenco dei sostenitori del verme Battisti, che così dimostrano tutto il proprio valore (per non parlare di etica).
Per par condicio, ecco alcuni dei nostri “vipponi” nazionali(tratti dal “Giornale” di ieri).
- quell’artistone di Vauro, le cui vignette fanno ridere solo Santoro e cricca, oltreché Gino Strada e relativa industria di beneficenza;
- l’ex deputato verde Paolo Cento, che attualmente – come è noto – non ha niente altro da fare;
- l’ex senatore di Rifondazione comunista Giovanni Russo Spena: idem come sopra;
- gli scrittori Valerio Evangelisti (fantascienza, fantasy e horror: appunto!), Tiziano Scarpa (boh!), Massimo Carlotto (pluricondannato per l’omicidio di una studentessa a Padova e graziato da Scalfaro!) e Roberto Saviano, quello che ha raccontato – maluccio per quanto riguarda lo stile letterario – ciò che tutti sanno sulla camorra e poi si è messo a frignare che la camorra lo vuole morto, rivelandoci finalmente qualcosa che non sapevamo: la camorra legge libri e, invece di passare ai fatti, prima minaccia! Comunque spero che Saviano: 1) sia ben protetto; 2) riservi le sue preoccupazioni alle vittime piuttosto che ai carnefici, ma non solo nei suoi libri.
Lascio perdere il gruppuscolo di professori universitari, giornalisti e cinematografari che, tenendo famiglia, devono seguire una certa onda.
Passando ad altro, ti ringrazio delle chicche francesi che ci riservi… Allons enfants de la Patrie, le jour de gloire est arrivé…
Un bacione
Che bello constatare che anche i ladri, assassini e stupratori hanno i loro bravi sostenitori!!!
(La rima è casuale.)
P.S. L’isteria non si può “fare”. Chi ne sia affetto, la può eventualmente dimostrare.
Romano150
Non credo, tra qualche giorno lui torna a Brasilia e tutto come prima. Frattini ha detto ieri che l’invito per il G8 rimane, anche se ho la certezza che non è lui a decidere e si i paesi che contano di più. Nel G20 il Brasile è parte fissa e come non esserlo, un paese in forte crescita e noi in forte ribasso. Comunque ancora una volta ci facciamo riconoscere come il paese dei qua-qua-ra-qua. Anche perchè in Brasile vivono tre ex terroristi Italiani e quando il Brasile ha negato l’estradizione non ho visto tutta questa isteria che stanno facendo questi incapaci politici per Battisti. Come se non avessimo rimediato schiaffi da tutte le parti, e ci dimentichiamo anche di Ocalan, che i politici amavano dire che non poteva essere estradato perchè in Turchia c’è la pena di morte. E allora stessa cosa per il Brasile lì la pena massima sono 30 anni e qui lui è stato condannato all’ergastolo, per la legge Italiana non si può estradare chi è condannato a una pena maggiore di quella applicata nel paese dove si trova, stessa cosa prevede la legge Brasiliana.
Leggete anche questa notizia del 2007.
Non lo faremo mai tornare in Italia in Brasile un comitato anti estradizione
21 marzo 2007
RIO DE JANEIRO – Dal teorema Mitterrand alla spiaggia di Copacabana. Il passo è breve. Cesare Battisti non è il primo e non sarà l’ ultimo ex terrorista italiano che s’ affida alla legislazione brasiliana per evitare la prigione. A Rio il «comitato solidarietà» per «l’ ex compagno ingiustamente perseguito» è già scattato. E, visti i precedenti, tutti sono convinti che la battaglia sarà lunga «ma certamente vittoriosa». I tre italiani accusati di delitti di sangue che hanno affrontato il giudizio del Tribunale supremo per l’ estradizione sono Luciano Pessina, Achille Lollo e Pietro Mancini. Tutti e tre hanno vinto, non sono stati estradati e si sono ormai rifatti una vita in Brasile. Pessina è proprietario di un famoso ristorante a Leblon, la spiaggia dopo Ipanema. Mancini è un produttore tv mentre il principale accusato per la strage di Primavalle ed ex Potop è anche l’ unico rimasto in politica e vivacchia stampando discutibili giornali dell’ estrema sinistra locale. Ma, quando si tratta degli «anni di piombo», il comitato di difesa si convoca quasi automaticamente. In realtà a Rio sono decine gli «ex» della lotta armata che si sono riciclati in mille modi. Dal chiosco sulla spiaggia all’ insegnante d’ italiano. Hanno i loro avvocati – professionisti come Tecio Lins e Silva (che ancora aspetta le parcelle dei casi Pessina e Lollo) – e una vasta rete di amici politici nella sinistra brasiliana e nel partito di Lula. Pessina e Mancini sono già usciti allo scoperto a favore di Battisti ma negano di aver avuto qualsiasi ruolo nella sua latitanza carioca. Infatti il deus ex machina di quest’ ultima sembra essere un politico brasiliano con molti contatti e qualche favore da restituire in Francia. L’ ex guerrigliero Fernando Gabeira che è anche il deputato, eletto nelle liste dei verdi, più votato a Rio de Janeiro. Nel 1969, ai tempi della dittatura brasiliana, sequestrò un ambasciatore americano, poi si rifugiò in Francia. Gabeira nega di aver avuto a che fare con la latitanza di Battisti ma, subito dopo l’ arresto, si è messo alla guida del movimento per impedirne l’ estradizione. Almeno nelle prime 48 ore perché già ieri mattina era molto più cauto. Forse perché ha trovato pochi appoggi, forse perché la situazione di Battisti è diversa dalle altre. Le eccezioni sulle quali potrebbe contare Battisti per evitare l’ estradizione sono simili a quelle dei casi precedenti. La legge brasiliana impedisce di estradare in un altro paese una persona condannata per «reati politici» e non riconosce la condanna in contumacia perché l’ accusato non si difende. Poi c’ è l’ ergastolo che in Brasile non esiste perché il massimo della pena sono trent’ anni. Ma forse il clima è cambiato. Anche la composizione del Tribunale supremo è cambiata rispetto a quello che negò (nove voti contro uno) l’ estradizione di Pietro Mancini. Potrebbero pesare ragioni di opportunità e appartenza politica come gli ottimi rapporti tra il ministro degli Esteri D’ Alema e il presidente brasiliano Lula (si conoscono da quand’ erano ragazzi) e il desiderio, sempre di Lula, di fare un gesto gradito a Prodi e all’ attuale maggioranza di governo in Italia. Come dire, finchè a Palazzo Chigi c’ era Berlusconi, gran parte della sinistra brasiliana si schierava a favore degli ex estremisti italiani, oggi è meno evidente. E in questo quadro si colloca «la lunga e cordiale» telefonata tra il ministro della Giustizia italiano Mastella e quello brasiliano, Tarso Genro. Mastella ha ringraziato il ministro brasiliano e ha sottolineato l’ importanza per il governo italiano che la vicenda si concluda con l’ estradizione «di un latitante condannato in via definitiva per quattro omicidi e altri gravi delitti». In ogni caso la battaglia per l’ estradizione di Cesare Battisti s’ annuncia comunque lunga. E, paradossalmente, anche i due passaporti falsi trovati l’ altro ieri nel corso della perquisizione dell’ appartamento dove si nascondeva a Copacabana, sono a suo favore. Il possesso di documenti falsi è un crimine federale che prevede fino a sei anni di reclusione. Per questo motivo Battisti potrebbe essere condannato e dover scontare la pena in Brasile prima di poter essere eventualmente estradato. Insieme ai passaporti la polizia ha trovato una patente, anch’ essa falsificata, alcuni quaderni e un computer portatile. Sui passaporti ci sarebbero timbri di entrata ma anche di uscita dal paese. Sul fronte delle indagini la polizia brasiliana ha fatto filtrare l’ esistenza di un’ altra donna. Una ragazza, scrive «O Globo», di cui Battisti si sarebbe innamorato, che ha aiutato la polizia ad individuarlo. Di lei si conosce soltanto il nome, Joycé; l’ età, ventidue anni; e la favela dove vive, Belford Roxo. Secondo «O Globo» la ragazza collaborava con la polizia federale brasiliana da diversi mesi. – OMERO CIAI
Orsù, non siamo riduttivi! Non limitiamoci a dire che Battisti è un assassino… È molto di più… Tra l’altro, uno schifoso bastardo che nel 1974 fu denunciato per ATTI DI LIBIDINE SU UNA PERSONA «INCAPACE» (definizione tratta dai verbali della Polizia)!!! In pratica, uno stupratore!!!
Ecco le tappe dell’«intellettuale perseguitato»:
- teppista e delinquente da giovane, ben noto ai carabinieri di tutto il Lazio;
- arrestato e finito in prigione per la prima volta nel 1972, per un furto a Frascati;
- rapina a mano armata con sequestro di persona a Sabaudia nel 1974;
- mentre è ancora libero, il suddetto stupro nei confronti di persona incapace;
- secondo arresto nel 1977 per rapina: rinchiuso nel penitenziario di Udine, dove si converte alla rivoluzione proletaria;
- in seguito continua a fare ciò che gli viene meglio: sparare (stavolta per conto dei Pac);
- seguono i 4 omicidi di cui si parla normalmente, omettendo che una sua quinta vittima – allora quindicenne – vive tuttora PARALIZZATA su una sedia a rotelle.
Tra le varie testimonianze che inchiodano il verme,
«L’ex fidanzata e compagna di lotta di Battisti, Maria Cecilia B., oggi docente universitaria, in un interrogatorio dichiara: “Nella primavera del 1979 Battisti, nel dirmi l’effetto che faceva uccidere una persona (e “in particolare vedere uscire il sangue da un uomo colpito” si legge in una sentenza), fece riferimento all’omicidio Santoro, indicando se stesso come uno degli autori» (Panorama, 27 gennaio 2009).
Capito??? Che bello “vedere uscire il sangue da un uomo colpito”!!!
Ecco l’«intellettuale perseguitato»! Buon pro ti faccia, Brasile!!!
Claudia,
adesso che l’Italia ha richiamato l’ambasciatore dovresti essere più contenta. Almeno qualcosa è stato fatto. Mi sembra più efficace che la marcia su Parigi.
Talita, ma questa tua lista di personalità eccellenti si commenta da sola. Solo un piccolo appunto su Bernard Henry Levy o BHL come è chiamato qui’. E’ un filosofo. Solo questa parola mi fa accapponare la pelle. Lascia perdere a cercare chi proteggeva e protegge quell’assassino, sono sempre gli stessi. Quelli che, insieme a Moretti, avevano organizzato i girotondi, anche qui’, dopo la prima elezione di Berlusconi. Quelli che hanno insultato Sgarbi, tacciandolo di fascista perché era membro del governo, quando venne per la fiera del libro. Proprio quando, Catherine Tasca, ministro del governo di sinistra, di chiare origini italiane, non volle stringergli la mano. Quelli stessi che oggi giurano solo per Obama, come se Obama fosse di sinistra. Adesso ti dico cosa mi infuria. Non è il fatto che ci siano stupri o incesti in cosi’ grande numero, il fatto è che in Francia queste notizie prendono un trafiletto minimo nei giornali. Te ne tico una di oggi? Ok ancora un trafiletto di qualche righetta. Ieri è stato rimosso (gentilmente pregato di fare le valige) il prefetto del dipartimento della Manica, sai perché? Perché durante una visita il 12 gennaio scorso del presidente Sarkozy ci furono contestazioni e la visita non si svolse nelle migliori condizioni, con proteste e risse. Ma tu ti immagini se in Italia Berlusconi licenzia (o fa licenziare) un prefetto per certe ragioni? Ci sarebbero come minimo cortei e interrogazioni parlamentari. Qui’ no, tutto è normale. Qui’ è DEMOCRAZIA!!!! Un bacione!!!
Italia mia patria dei qua-qua-ra-qua….parlano, parlano e non cambia un tubo. Politica estera del nano di Arcore sempre a rottoli.
In Francia stanno ancora aspettando la marcia degli Italiani infelici….ROTFL.
Notizia del 2004…Noi sempre a minacciare e mai a concludere un tubo…paesi dei balocchi.
“ROMA – Appresa la notizia della scomparsa di Battisti, la politica italiana reagisce duramente. Qualcuno attacca la giustizia francese, l’ opposizione invoca il mandato di cattura europeo, ma è l’ europarlamentare di An Romano La Russa a proporre la soluzione più drastica: «Se non sarà ripreso siamo pronti a marciare in centinaia su Parigi per dimostrare tutta la nostra contrarietà a chi ha permesso questa fuga. Che Battisti sia un semplice criminale ormai lo hanno capito tutti». Il 30 marzo La Russa si era incatenato al municipio di Parigi insieme ad altri esponenti del partito per chiedere l’ estradizione dell’ ex terrorista. I commenti più amari arrivano da Alberto Torregiani, figlio del gioielliere Pier Luigi, che fu ucciso dai terroristi dei Pac in una sparatoria avvenuta nel 1979 a Milano. Quel giorno anche Alberto, allora adolescente, venne colpito dagli spari e perse l’ uso delle gambe. Ieri ha dichiarato: «Il governo francese ha permesso che scappasse. C’ è qualcosa che non va. Se la sorveglianza era presente, ma è riuscito ad allontanarsi comunque, allora le cose sono ancora peggiori». Il ministro della Giustizia Roberto Castelli attacca chi in Francia ha difeso Battisti: «La fuga dimostra quanto fosse strumentale la posizione di quegli intellettuali che difendevano chi è solo un criminale». Dopo qualche ora arrivano anche i commenti dell’ opposizione. Giuseppe Fioroni della Margherita accusa Castelli su tutto il fronte: «E’ assurdo che dica che farà di tutto per trovare Battisti, pensando a come si è sempre battuto contro il mandato di cattura europeo. Forse ha scoperto solo oggi la sua utilità. E’ evidente – prosegue – che questo governo ci ha portato fuori dall’ Europa e anche fuori dal buon senso. Dopo aver osteggiato in tutti i modi il mandato di cattura europeo, oggi si rendono conto che forse è buon senso pensare che di fronte alla legge siamo tutti uguali». Ancora più drastico l’ onorevole della Margherita Pierluigi Mantini: «La Francia è responsabile della fuga del pluriomicida Battisti, ma il ritardo con cui Castelli ha ostacolato l’ approvazione del mandato di cattura europeo è una forma oggettiva di complicità». Anche i Ds attaccano Castelli e il governo per la scomparsa di Battisti. Così il cordinatore della segreteria Vannino Chiti: «Sono gli ultimi a potersi lamentare. Si ricordino di come abbiano finora impedito all’ Italia di aderire al mandato di cattura europeo». Il mandato di cattura e le analoghe iniziative comunitarie in tema di giustizia sono il tema del j’ accuse del presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio: «Il caso Battisti rende sempre più evidente l’ urgenza di nuove regole comuni in Europa sulla lotta alle mafie e alla corruzione, fino al diritto d’ asilo e ai provvedimenti di clemenza. Ora basta con il boicottaggio del governo italiano». Un ultimo commento arriva dal vicesindaco di Milano Riccardo De Corato: «La sparizione di Battisti è un’ offesa grave alla città di Milano, dove Battisti ha commesso due feroci assassini». – ANDREA SILLA”
Romano, à la guerre comme à la guerre! Finché la Francia non mollerà la sua presunta grandeur e si permetterà di arricciare il nasino sui suoi cuginetti italiani, ben vengano il dibattito e… un osservatore privilegiato come te!
Dunque, curiosando qua e là, sono riuscita a stilare un piccolo elenco dei sostenitori “vippissimi” del verme Battisti. Sarebbero:
- Gabriel Garcia Marquez (vabbè, lo conosciamo! Da secoli è impastoiato nelle centinaia d’anni di solitudine e negli autunni del patriarca, ormai diventati sterili inverni);
- Fred Vargas (di cui ho già detto, avendone scoperto l’esistenza solo da qualche giorno);
- Daniel Pennac (di cui non comprerò mai più un libro e non l’accetterò neppure in regalo. Questo qui mi ha delusa veramente tanto!!!)
- Bernard-Henri Lévy (la cui nouvelle philosophie è tanto nouvelle che non la capisce nemmeno lui. Voto: zero).
Per non parlare di Carlà (che non ricorda più se ha una o due nazionalità: sai com’è, gli anni passano per tutti e le cellule cerebrali diminuiscono, cosicché alla neurogenesi si sostituisce… la nevrosi) e la sorella di Carlà, che chiameremo Valerià…
Che bell’ambientino, eh? Tutti intellettualoni che se la cantano e se la sonano! Soprattutto Carlà, che fa perfino i ciddì!!!
E adesso pure questi dati sull’incesto!!! Ti prego di non farmi mancare i commenti della suddetta crème.
Ou la la Talita!!! Non farmi aprire il dibattito sulla Francia. Tieni, un’altro piccolo cadeau per te, giusto per farti capire ch paese è: sondaggio Le Figaro di oggi : 2 milioni di francesi vittime di incesto!!!! Hey ho detto 2 milioni!!!!!!E noi sputiamo sull’Italia che richiama l’Ambasciatore dal brasile? Ma dovremmo richiamare anche quello francese!!!!
Caso Battisti
Quando Il Brasile ci misura con il suo metro.
Secondo le autorità brasiliane, infatti, Battisti:
- E’ perseguitato per le sue opinioni politiche;
- E’ stato condannato senza prove certe della sua colpevolezza;
- Se rientrasse nel nostro Paese rischierebbe la vita, in quanto è probabile che in Italia siano ancora attivi “apparati illegali di repressione”.
Romano, ‘sto Sarkozy è sempre più sorprendente!!! Non è che io conosca bene il suo pensiero e le sue opere, ma ci sto capendo poco… Infine è di destra o di sinistra? Oppure è un cerchiobottista?
E poi, scusa, ma che sta succedendo in Francia?!? Qui è arrivata una notizia eclatante: l’ex presidente francese Jacques Chirac è stato morso dal suo cane, un bichon maltese di nome Sumo. La consorte Bernardette (consorte di Chirac, non di Sumo!) ha rilasciato un’intervista alla rivista Vsd, precisando che il cane soffre di depressione!!!
Sono davvero preoccupata, ma non tanto da non ricambiarti il bacione.
Ciao Talita,
l’ordinamento giuridico in Francia è completamente diverso da quello italiano. Comunque per darti qualche deluidazione sappi che il Juge d’instruction è investito del 5% degli affari penali, ma quel misero 5% consiste soprattutto i delitti del tipo politico/finanziario. Quello che si teme soprattutto è una conferma della mano messa sul potere giuridico da parte della politica sulle inchieste più sensibili. In effetti, queste inchieste non sarebbero più affidate ad un giudice indipendente come il juge d’instruction, ma ad un giudice del tribunale che in Francia è sotto gli ordini esclusivi del Ministro della Giustizia. E noi in Italia abbiamo anche la faccia di dire che la nostra giustizia non è indipendente. Guarda un po’ cosa succede fuori!!!! Un bacione!!!
Errata corrige
Ovviamente “si affrettino a emigrare”
Ciao, Romano. Ho un sospetto… Rachida è caduta in disgrazia presso Sarkozy oppure presso Carlà-trallallero-trallallà? Si vociferava che la moretta avesse tolto visibilità alla première dame e ai suoi belanti CD (sigla che, nella fattispecie, sciolgo in “Canticchiare Demenziale”).
Non so nulla della prossima abolizione del “juge d’instruction”. Mooolto interessante! E chi svolgerebbe in sua vece le indagini preliminari?
P.S. Io non considero affatto l’Italia una repubblica delle banane. Credo che sia invece un grandissimo Paese, con i problemi comuni ad altri Paesi, ma con una marcia in più per risolverli. Ecco perché mi auguro che tutti quelli che blaterano (perché così gli conviene o perché sono ignoranti) a emigrare in Paesi a loro più consoni. Magari in Brasile, dove potrebbero convivere con quell’escremento di Battisti.
Ciao Talita,
vedi il problmema della Dati è quello di essere caduta in disgrazia presso l’onni-presidente Sarkozy. Lei non è la sola. Ma siccome a lei ci tiene allora la spedisce nel parcheggio europeo e non la brucierà politicamente come farà con altri. La sua più grande colpa politica, secondo me, è quella di aver fatto pochino al suo ministero, anzi niente. Poi penso che lei non sia d’accordo sulla nuova proposta del presidentissimo. Non so se lo sai o se in Italia se n’è già parlato. Ma Sarko stà preparando, e presenterà la riforma prestissimo, l’abolizione del “juge d’instruction”. Paragonabile al nostro giudice per le indagini preliminari. Non ti racconto neanche se una cosa del genere la proponeva e l’attuava il nostro premier. Secondo me l’avrebbero crocefisso. Vedi che il circo continua, e va avanti più veloce che da noi. Noi dovremmo smetterla di considerarci la repubblica delle banane. Noi dobbiamo andare avanti con l’affare battisti. Giusto o no è cosi’ che fanno gli altri, giusto o no è cosi’ che gli altri fanno vedere che hanno le palle. Poi perché far emigrare certi soggetti in posti cosi’ lontani? Per fargli capire quanto si sbagliano basta farli andare a vivere in Svizzera. Poi vediamo quanti blog riempiono per dire che infondo tutto il mondo è paese.
Caro Tony, non mi deludere!
analisi geopolitiche, che durino UN’ANNO!!!
Speravo che l’emoticon inclusa nel mio post segnalasse a sufficienza la domanda retorica…
Adesso mi costringi a essere lapalissiana: per me si può scrivere anche in dialetto swahili, ma sempre considerando le proprie specifiche possibilità… E magari impegnandosi a preparare se stessi PRIMA di giudicare gli altri a vanvera!
Insomma, non potrò mai assistere indifferente ad “alte”
Roba da ricovero alla… Mater Day!
Cara Talita, la porta è aperta anche a qualche errore di grammatica, ortografia e sintassi. Del resto nella mia categoria ho visto, sentito e letto roba sopraffina, cito, a memoria, un episodio chiave. Su un quotidiano di Roma la clinica Mater Dei fu così rivista e corretta, nel sommario dell’articolo: Mater Day.
Una risata e una prece.
Caro Tony, secondo te è giusto permettere la partecipazione al tuo blog ad alunne di prima elementare?
È evidente che qui ce n’è una… si vede da come ha scritto UN’ANNO.
Povera creatura! Quasi-quasi la segnalo al “Telefono azzurro”. A quell’età dovrebbe ancora giocare con le bambole, mica stare qui, perbacco!
Merci beaucoup, mon cher Romano. Però mi spiace per Rachida… Francamente non conosco le sue personali capacità politiche, ma in fondo quale misfatto avrebbe commesso, se non comportarsi in modo misteriosamente civettuolo?
Dico “misfatto” perché sappiamo bene che in Europa vanno i trombati di ciascun Paese o, meglio, di ciascun partito di ogni Paese.
Ecco perché l’Europa può occuparsi al massimo del diametro delle carote o della curvatura dei cetrioli!
E adesso una riflessione divertita: secondo te, è più da circo un Paese oppure chi ritiene di vivere in un Paese-circo e rimane lì a ululare alla Luna?
Non sarebbe meglio che costui/costei emigrasse – chessò – tra i Pigmei Baka oppure tra i Bakola, Aka, Babongo, Bambuti eccetera?
Consiglierei i Bambuti, per la radice bamb- di bamba e bamboccio!
Ciao Talita, sempre puntuale e precisa. petit cadeau per te questa mattina. Il burrattino Aznar, quello che mentiva sulle bombe della stazione di Atocha, quello che faceva credere che la Spagna era diventato un paese ricco e industrializzato, quello che truccava le cifre, mantiene la denuncia contro chi ha osato sospettare della sua paternità in Francia. La Rachida lascia il governo e accetta il secondo posto sulla lista UMP alle europee. Vedi che lo stato circense non è solo il nostro. Che aprano gli occhi quelli che lo credono. Non serve sputare veleno se non si conosce cosa succede intorno.
Oppure a montecitorio dove attualmente “lavorano” pagati da noi, pregiudicati e raccomandati di tutti i livelli, e si vede….
L’Italia non richiamerà il suo ambasciatore in Brasile, eh sì, abbiamo rimediato una grossa pernacchia, come sempre. Ma certo siccome i pessimi numeri dell’economia e del governo circense non ci lasciano altra scelta di quella di continuare a fare la solita figura da scemi agli occhi di tutto il mondo, meno male questa notizia ridicola della crisi di nervi tutta a destra in Italia, è uscita solo in italia. Ora mandiamo il nostro stupendo servizio segreto a prendere Battisti in Brasile e mandiamoli anche a prendere lo stragista fascista Delfo Zorzi oggi cittadino Giapponese, in Giappone…ma certo in Giappone, e anche andiamo a fare fuori la Petrella in Francia. Tra un mese Battisti è fuori e meno male, se arrivava qui tempo un’anno era a porta a porta, matrix, annozero, grande fratello, maria de filippi, etc. etc.
Il terrorismo comunista italiano è stato la quinta colonna dell’imperialismo sovietico.
Il Patto di Varsavia, dagli anni ’70 fino alla caduta del muro, ha tenuta operativa una forza militare spaventosa che avrebbe dovuto annientare le forze Nato in Europa nel giro di due settimane.
Il piano, rimasto operativo anche sotto Gorbaciov, contava su sei milioni di uomini, cinquantamila carri armati, centottantasette divisioni, milleseicentotrentaquattro ordigni nucleari. Il doppio delle forze Nato in Europa.
Ruolo dei terroristi rossi era colpire alle spalle le nostre forze, disarticolare la nostra difesa con azioni di guerriglia e sabotaggio.
I terroristi comunisti devono essere giudicati da corti marziali, applicando loro le leggi di guerra.
Non sono criminali comuni; sono criminali con il dichiarato obiettivo di abbattere lo Stato e consegnarlo al nemico.
Va bene Claudia ce l’hai con l’Italia, ma per favore, non usare parole come “lo stato circo”. Perché se vuoi paragonare l’Italia anche solo a quei due paesi che citi, Francia e Brasile, ti posso assicurare che il paragone rishia di non reggere, e non per le ragioni che pensi tu, proprio perché no abbiamo niente da invidiare a questi due paesi, anzi. Sono pero’ d’accordo con te quand dici di richiamare i tre ambasciatori e non solo il brasiliano. Perché no? Non ne faccio mica una questione di sinistra o di destra, per me gli assassini non hanno colore. Allora richiamiamo gli ambasciatori.
Ma porca miseria!!!
Come potremmo richiamare l’ambasciatore giapponese??? Semmai potremmo richiamare il nostro ambasciatore in Giappone oppure ESPELLERE l’ambasciatore giapponese.
E come potremmo richiamare l’ambasciatore francese??? Semmai potremmo richiamare il nostro ambasciatore in Francia ed espellere l’ambasciatore francese.
Insomma, se si ritiene di essere all’altezza di giudicare uno “Stato circo”, occorre cominciare in prima persona a non scrivere pagliacciate!!!
Basta aver letto Voltaire e il suo “Candido”!
Che argomenti CONVINCENTI, quelli di Claudia!!! Eh già, che razza di imbecilli sono tutti quanti stanno tentando di riportare quel verme di Battisti in Italia!
Perché prima no? Forse perché l’anellide era scappato in Francia, ben protetto dalla “dottrina Mitterand”? Forse perché poi è scappato prima in Messico, poi di nuovo in Francia e infine in Brasile CON DOCUMENTI FALSI, tanto che sarà sotto processo in Brasile per questo?
Procediamo. La crociata “internazionale” che lo difende si riduce alla cricca dei soliti francesucci – capitanati dalla belante Carlà, quella che ha i riflessi epidermici – e dai poveri komunisti italiani, che notoriamente non hanno più niente altro da fare.
Passiamo al processo-farsa. Certo che il povero “capro espiatorio” non poteva smentire nessuno!!! Se l’era data a gambe da quel viscido vigliacco che era ed è !!! Senza scomodare Lombroso, basta guardarlo in faccia.
Uhm… Anch’io voglio collaborare al film horror e sinistro su quel processo… Non prenderò mai l’Oscar, ma almeno mi diverto! Dunque, ricordo che gli organi inquirenti fecero incetta di strumenti di tortura e si fecero perfino costruire alcuni letti di Procuste. Infine fecero erigere in piazza due o tre pire, al fine di accendere roghi su cui bruciare pubblicamente i poveri innocenti.
Un violento acquazzone riuscì a evitare l’esecuzione e i poveri innocenti – pur mooolto torturati – riuscirono tranquillamente a scappare all’estero.
Guarda caso e ohibò! Passando alla realtà dei giorni nostri, i fattori che hanno pesato sulle scelte non delle autorità brasiliane, ma dell’autorità (al singolare!) – ossia il ministro della Giustizia Tarso Genro – sono stati contestati dal locale Tribunale Supremo Federale, che non ha acconsentito alla scarcerazione del farabutto. Che strano, eh???
E infine le bandiere bruciate in piazza… Massù, questo è un vizietto dei centri sociali, mica delle persone normali… E francamente non vedo che cosa ci sia da ridere. A meno che non vogliamo ricorrere alla tradizionale bocca degli stolti!
Battisti è stato condannato dopo un processo ridicolo. Come puoi pensare che uno stato sovrano serio, governato dalla destra come la Francia, o dalla sinistra come il Brasile, possano dar ascolto ad uno stato circo come il nostro? E’ chiaro che non daranno mai nessuno, nemmeno Jack lo Squartatore. Un parlamento con una percentuale bulgara di inquisiti e pregiudicati, che fa tanto casino per la Petrella e Battisti, e non muove un dito per Delfo Zorzi, stragista e fascista che se la spassa in Giappone, che seguito vuoi che abbia all’estero? Nessuno. Solo in Italia. Perchè non richiamiamo l’ambasciatore giapponese per aver concesso la cittadinamza a Zorzi??? Perchè non richiamiamo l’ambasciatore Francese??? Sul Il Giornale cartaceo di ieri il gionalista ha scritto che in Brasile puliscono le strade dai poveri sparando con il mitra, nulla di più ridicolo lanciare fango in tutto un paese soltanto per un problema politico, come se da noi mafie e camorra lanciassero caramelline alla popolazione…lascia stare va.
Ammettiamo che la protesta e lo sdegno dei nostri ministri sia dovuta. E prendiamo atto che il nostro apparato giudiziario è conosciuto nel suo giusto valore anche in Brasile. Dagli errori si impara, soprattutto quando ci fanno vergognare. O abbiamo già dimenticato quei due mostri della banda Ludwig, di cui uno, povero angelo, è già libero e innocente cittadino?
Allora la richiesta di estradizione di questi personaggi è strettamente legata all’inefficenza della nostra giustizia? Due pesi e due misure. Quando I nostri giudici se la prendono con Berlusconi “é una buona giustizia”, quando lottano contro mafia, camorra e n’drangheta “é una buona giustizia”, quando intercettano Fassino che si premura di sapere se il PD ha finalmente una banca “è una buona giustizia”, quando se la prende con battisti e la petrella entrambi condannati e non “presunti” allora “NOOOOOO il nostro sistema giudizuario è una vergogna”? Ci saranno certamente problemi, ma credo veramente che il vero problema sia altrove. Moretti, Balzarani e la lista sarebbe troppo lunga, sono in regime di semi libertà, Curcio e Franceschini fanno conferenze, interviste e “lezioni” universitarie, chiedono la pensione. Ma veramente il nostro sotema giudiziario è cosi’ fradicio perché li ha condannati o perché permette queste derive?
Prendo solo atto che esistono da un lato persone che stanno cercando di riportare in Italia dopo 30 anni (ma perché prima no?) un personaggio condannato in contumacia, e dall’altro una serie di iniziative sul piano internazionale da parte di associazioni,scrittori, intellettuali, personaggi della cultura che stanno cercando di dimostrare che il processo a Battisti è stata un farsa del pentitismo italiano, montata per archiviare un caso con il primo capro espiatorio che non poteva smentire nessuno perché non c’era. Non ho documenti per esprimere un giudizio sulla faccenda. L’unica cosa che però ricordo è che in quel processo ci furono anche denunce per torture operate dagli organi inquirenti per strappare confessioni. Ovviamente (gatto non magna gatto) le accuse di torture nei confronti degli arrestati per estorcere confessioni furono archiviate (in Italia). E’ probabile però che questi ed altri fattori abbiano pesato sulle scelte delle autorità brasiliane. E’ chiaro che senza una adeguata documentazione non si concede nessun asilo politico. Quando la documentazione verrà resa pubblica potremmo sentire anche l’altra campana.
Manca solo che andiamo a bruciare la bandiera Brasiliana a Piazza Navona…ahhahahahahaah rimediamo anche quest’altra figura da pagliacci…ahahhaha Dopo la lettera inviata a Lula da Napolitano che ha avuto l’effetto contrario, perchè il Brasiliano si è pure incavolato per aver saputo che la lettera personale era già bella su tutti i giornali Italiani prima che arrivassia lui…poi la “minaccia” di Fini…ahahahahhahaah Dopo la Francia e il Giappone ora il Brasile, rimediamo solo schiaffi….ahahahahahhh
Claudia,
si dice STRAPPARSI le vesti: anche se ti vuoi attaccare al tram, non ti è consentito cambiare le frasi idiomatiche! Mi spiace.
“Strappare le vesti” è una locuzione adatta a chiodi o altri elementi appuntiti, in cui si impiglino appunto le vesti… E qualche volta anche i cervelli.
Non dobbiamo preoccuparci per 4 omicidi? Vallo a dire alle famiglie dei quattro morti! Ti daranno senz’altro ragione, perché in Italia muoiono anche altre persone. Ma va là!!!
P.S. Copi/incolli che è un piacere! Che corso hai seguito?
Salve Claudia,
sono perfettamente d’accordo con te: per Batisti e Petrella attacchiamoci al tram!!! Hai ragione, le falle della nostra giustizia fanno in modo che in questi due casi ci dobbiamo effettivamente attaccare al tram. Pero’ non è strapparici le vesti per questi casi se stiamo qui’ lasciando le nostre opinioni. Secondo me questi confronti ci fanno del bene. Allora che fare?? Appoggiare chi è determinato a cambiare il nostro ordinamento giuridico per eveitare di continuare ad attaccarci ai vari tram?
State strappando le vesti per 4 omicidi di 30 anni fa e perchè non andate in processione al sud per le vittime di tutti i giorni della camorra, mafia etc.???? Troppo difficile forse, meglio star seduti a parlare di Battisti, ah…e la Petrella ve la siete dimenticati??? Morucci??? Sofri??? Lasciate Battisti in pace in Brasile tanto poi in Italia diventava un eroe sicuramente e allora perchè dare ulteriore tristezza ai familiari delle vittime???
Ah Talita…beccati quest’altro copia incolla.
Siamo gente strana, noi italiani, per lo più fuori di testa.
Napolitano a nome di tutto il paese ha rappresentato al presidente brasiliano Lula da Silva lo “stupore e il rammarico” per la negazione dell’estradizione del delinquente Cesare Battisti, che di onorevole ha soltanto il nome.
“Stupore e rammarico” è un’espressione burocratica in diplomatichese puro, per dire che siamo incazzati neri e che non ci possiamo fare nulla.
Perché si dà il caso che la decisione sia stata presa da un paese sovrano nel pieno rispetto delle regole interne, ci piacciano o non ci piacciano. Battisti è stato furbo? Non si sa, di certo i brasiliani non sono scemi e hanno capito che in Italia la disparità di trattamento tra cittadini esiste, perché il Lodo Alfano ne è una chiara dimostrazione.
E il Presidente della Repubblica ha un bel dire che i diritti di un terrorista sono gli stessi di qualunque altro delinquente comune, se esistono cariche dello Stato, tra cui la sua, che si trovano oltre la punibilità penale in corso d’opera.
Abbiamo di che imparare dal Brasile? Certamente. Ma dovremmo soprattutto smettere l’abito saccentone e presuntuoso di chi non solo non ha più nulla da insegnare, ma che non può pretendere equità là dove non è disposto a darne.
Siamo Italiani…e tra-là-là-tra-là-là
“E’ polemica sulla richiesta di estradizione dal Brasile dell’ex terrorista Cesare Battisti. Come ha scritto ieri Giovanni Bianconi sul Corriere della Sera, il ministro della Giustizia Clemente Mastella ha firmato e inviato per via diplomatica al Supremo tribunale federale di San Paolo la richiesta di estradizione nei confronti dell’ex leader dei «Proletari armati per il comunismo», arrestato il 18 marzo scorso a Rio de Janeiro e condannato in Italia all’ergastolo per quattro omicidi commessi tra il 1978 e il 1979. Nel documento inviato alle autorità brasiliane Mastella ha assicurato che, nonostante Battisti sia stato condannato al carcere a vita nel nostro Paese, «il regime dell’ergastolo, secondo l’ordinamento italiano, non implica che coloro i quali sono condannati a tale pena devono restare detenuti in carcere per tutta la durata della loro vita», elencando i benefici previsti dalla legge: «permessi, semilibertà, liberazione condizionata, liberazione anticipata, possibilità di svolgere attività lavorativa fuori dall’istituto di pena». Questo perché in Brasile non esiste l’ergastolo, dunque potrebbero sorgere ostacoli nella consegna dell’ex terrorista, come prevede il trattato firmato da Italia e Brasile nel 1989 «se vi è fondato motivo di ritenere che la persona richiesta verrà sottoposta a pene o trattamenti che configurano violazioni dei diritti fondamentali».”
Dopo questo articolo vecchio ma in una Italia di memoria corta…attacchiamoci al tram.
Caro Tony, sull’argomento vorrei aggiungere ancora qualche parola. Soprattutto quattro nomi:
- Antonio Santoro, maresciallo della Polizia penitenziaria (52 anni)
- Lino Sabbadin, macellaio (46 anni)
- Pierluigi Torregiani, gioielliere (43 anni)
- Andrea Campagna, agente della Polizia di Stato (25 anni).
Le quattro persone che HANNO PERSO LA VITA tra il 6 giugno 1978 e il 19 aprile 1979 per mano di killer spietati: in due casi, a scopo di rapina!!!
Quattro omicidi per cui è stato condannato in via definitiva Battisti, quello che si definisce un perseguitato politico e che si dichiara “sollevato” per non essere stato ancora riconsegnato al suo Paese, che ha ferito profondamente e che lo potrebbe ri-accettare solo se quel delinquente si prendesse finalmente le sue responsabilità.
Infine, vorrei che il nostro Stato togliesse almeno la nazionalità a quella schifezza subumana e, se possibile, gli cancellasse anche il nome (che non sta bene con il suo cognome).
Mauro, innanzi tutto lasciami dire che è la prima volta che apprezzo un tuo post – mi riferisco a quello a me indirizzato ieri – in cui finalmente hai parlato di te.
Poi ti faccio notare che in quel post – contrariamente al tuo incipit – hai invece espresso la tua opinione, dicendo ciò che pensi riguardo all’argomento in discussione. Esprimere un’opinione, infatti, non significa solo dichiarare “sono a favore” o “sono contro”, ma anche “non credo di avere sufficienti informazioni per schierarmi”.
Io invece esprimo nettamente il mio pensiero sul fatto che Battisti è un bieco assassino (altro che perseguitato politico!!!), che ha ucciso 4 persone e che – invece di tenere chiusa la sua fogna di bocca – ha osato perfino dire che adesso si sente “sollevato”!!! Questo per dimostrare al mondo quanto è pentito della sua vita marcia e abominevole!
A me non interessa altro. Non smanio perché quella sottospecie d’uomo vada in prigione o no, ma – se permetti – DISPREZZO un “libero Stato” (come lo definisci tu) che fino a ieri è stato sotto una tremenda dittatura e che si permette oggi di credere (o fingere di credere) a un delinquente che accusa il proprio Paese di persecuzione e addirittura di volerlo uccidere. Come vedi, non mi interessa né essere diplomatica né stare fuori dalla mischia, ma – si sa – ognuno ha il proprio carattere.
Infine, visto che ci siamo dati alle confessioni, io ho una sola idiosincrasia: i consigli degli altri. Io non accetto consigli da nessuno, perché preferisco sbagliare in prima persona. E dunque figurati se accetterei mai il primo suggerimento che mi dessero!
Ciao Romano! Sei formidabile!!!
1) Il tuo post di oggi è un raro esempio di SINTESI e di chiarezza. Qui stiamo ancora a rigirarci nel pantano di sentenze, motivazioni, elucubrazioni giuridiche e chi più ne ha più ne metta, nascondendoci dietro un dito: si sa benissimo che dappertutto la legge esiste per essere aggirata, nel senso che la creatività dei giudici, come pure la loro vis interpretativa, è immensa. Le sentenze e le successive motivazioni derivano da tutto e da niente.
2) Per quanto riguarda il tuo post di ieri, ci mancherebbe altro che ti fossi sentito offeso! Bisogna sempre considerare il pulpito da cui viene la predica e, nel caso in questione, non mi è sembrato che la predicatrice fosse tanto in alto.
In quanto agli errori che uno può commettere scrivendo, valgono solo i CONTENUTI, il succo di quello che si esprime. Certamente non preferirei un testo perfetto nella forma, ma senza niente dentro! È un po’ quello che succede di fronte a una bella donna o a un bell’uomo: se dentro sono vuoti, perdono qualsiasi interesse, almeno da parte mia.
Tornando a bomba, il decreto per l’estradizione della Petrella era già stato firmato dal Primo ministro Francois Fillon (e, dunque, SECONDO LA LEGGE francese): è stato poi ritirato da Sarkozy, che evidentemente è ancora in luna di miele e lo sarà fino a quando non gli verrà il diabete per l’eccesso di zucchero che incrosta la stupidera della consorte e dell’entourage di lei.
L’estradizione di Battisti – non ne cito il nome, per non offendere il nostro grande patriota e martire (che prima di essere impiccato gridò “Viva l’Italia!”) – era già stata approvata dal Procuratore generale della Repubblica brasiliana (e, dunque, SECONDO LA LEGGE brasiliana) e poi è stata rifiutata sulla base di BALLE, non di leggi. Quindi è chiaro che le motivazioni del Governo brasiliano non stanno in piedi, ma sai una cosa? Quasi-quasi sono soddisfatta che quel delinquente rimanga in Brasile, anziché tornare ad appestare la nostra aria.
In entrambi i casi è chiaro come il Sole che qualunque legge lascia spazio a tutto e al contrario di tutto. E noi, in Italia, ne sappiamo qualcosa!
Un bacione.
Ciao Mauro,
hai perfettamente ragione, non volevo dire che Fini era in solo che aveva visto giusto, citando le motivazioni, peraltro, come dici tu, figlie della sentenza e vice-versa. Il problema è che non ho ancora capito se si tratta di sentenza. Sembra una decisione presa dal Ministero di accordare l’asilo politico. Il Comitato brasiliano per i Rifugiati aveva, lui si emesso una senteza con parere sfavorevole. Allora, se non c’è senteza giudizuaria, ma solo decisione politica, ecco che le motivazioni sono figlie di nessuno.
Romano 150, le motivazioni sono figlie della sentenza. Non c’è sentenza senza motivazione. Se contesti le motivazioni contesti la sentenza. Fini si è voluto solo distinguere dagli altri ma ha detto la stessa cosa. Quando l’Italia ricorrerà contro la sentenza brasialiana, dovrà valutare per forza le motivazioni e non perchè l’ha detto Fini.
Ciao Talita,
ce n’é per tutti. Per quello che mi concerne non mi sento offeso da un accento sulla “a”. Chi si dovrebbe vergognare è chi parla di teatrini poi ne fa, legge e non commenta, stende veli pietosi. Poi tale “tizia” che utilizza le onomatopee delle “stripes” come “sic, gulp, crach e boom” dice che non si usa l’italiano (o altro idioma). Vedi chi se ne frega, io continuero’ a fare sbaglie e srivere strafalcioni grammaticali ma stai sucura che il copy and paste non fa per me. Per ricentrare l’argomento del blog, hai notato che oggi anche Fini si è detto rammaricato? Infatti credo che habbia centrato il punto. Anche secondo me non è la decisione (discutibile peraltro) che va presa in cosiderazione. Credo che come nel caso della Petrella sono le motivazioni che sono scandalose. Pseudo sanitarie per la Petrella e “minacce di persecuzioni” per Battisti. Su questo si dovrebbero tutti rivoltare. In pratica, capisco che non lo vuoi rimandare ma almeno per motivazioni che stanno in peidi no?
Talita, se non scrivo la mia opinione è perchè ci sono trattati internazionali che regolano l’estradizione. Possono essere buoni o cattivi ma quelli sono.
Se poi mette che un giudice può dare la propria valutazione basandosi sui documenti che vengono prodotti dall’Italia e dal Battisti, si entra direttamente in un campo minato che può far saltare tutto il castello di carte prodotte. Quel giudice può essersi sbagliato come succede agli omologhi italiani ma il Brasile è sempre uno stato di diritto e come tale va rispettato. Battisti può aver prodotto documenti per cui riesce a dimostrare che non deve essere estradato. Lo stato italiano può aver omesso qualcosa che è risultata determinante per non concedere l’estradizione. Ed infine consderiamo anche le pressioni politiche interne ed esterne che possono aver infuenzato la decisione.
Se lo Stato italiano ritiene che l’estradizione dovesse essere accolta, ricorrerà e spiegherà i propri motivi per cui ritiene che non vengano rispettati i suoi diritti.
Che commenti vuol dare se non sa chi realmente ha fatto un torto all’Italia? Prende il primo che le suggeriscono?
Cara Roberta, non vorrei in alcun modo turbare la tua dichiarazione d’amore a Damascelli, ma – siccome hai introdotto tu il concetto “teatrini edificanti”, attribuendolo peraltro a tutti i partecipanti al blog – mi hai offerto su un piatto d’argento la possibilità di analizzare il TUO teatrino edificante.
Dunque, tu che non scrivi mai commenti, questa volta ti sei “sprecata” per giudicare dall’alto della tua autorità (trallallero-trallallà) la pochezza degli altri. Dimmi, per caso sei parente di D’Alema?
Non contenta, hai anche parlato sprezzantemente del TIZIO eccetera eccetera. Qui tutti hanno un nome o un nick e credo che a te non piacerebbe se qualcuno si rivolgesse a Damascelli, parlando – invece che di Roberta – della SQUINZIA che non ha sentito il dovere di commentare lo specifico argomento del blog, ma è arrivata solo per sputare sentenze sugli altri.
È sempre la solita storia della pagliuzza e della trave, cosicché spero che ti avanzi qualche metro di velo pietoso da stendere anche su di te.
Errata corrige
Ovviamente “questione di comprendonio”
Mauro, perché non la smetti di arrampicarti su per le discese? (Ossia gattonare).
Tu che vieni qui a precisare che “contumaciale” esiste! Ma noooooooooooo!!! Davvero?!?
Perché non la smetti di concentrarti su di me? Perché non la smetti di voler essere preso a male parole (sei un ciccin masochista?)
Perché non la smetti di voler leggere senza occhiali, se non ci vedi bene? (A patto che non sia questione di conmprendonio!)
Perché non la smetti di dire a me:
- quello che dovrei fare o non fare;
- di che cosa dovrei inorridire o non inorridire;
- se devo o non devo capire chi mangia la crusca o il miglio;
- se sono o non sono infantile;
- se devo ripercorrere o no il mio modo di essere ???????????????
E poi “ripercorrere” il mio modo di essere… Come, di grazia? A piedi, in bicicletta, in auto o in aereo?
Vedi di cambiare tono tu e di spremerti le meningi per esprimere qualche concetto attinente a questa sezione del blog e soprattutto per capire ciò che viene scritto! Se proprio non ci riesci, prenditi un interprete.
Perché tu sei quello che se la canta e se la sona, arriva sempre con il treno merci e, POICHÉ NON HA ARGOMENTI SUOI, giunge cavalcando un cavallo a dondolo e brandisce una spaduccia di legno in difesa di altri: come se gli altri non sapessero difendersi da soli!
Macchissei? Don Chisciotte o Sancho Panza?
Macchissei? L’amanuense virtuale delle circolari esplicative?
Macchissei? L’esegeta dei blog oppure il dittatorello dei blog, che viene qui a spiegarci a che cosa servono i blog o che cosa ne dovremmo fare?
TORNA TU ALL’ASILO, MAURINO!
Tu che vieni qui a spiegarmi che “contumaciale” non vuole ferire nessuno. Vado immediatamente a espiare per non averlo capito subito! E che ne dici dell’espressione “Per voi che parlate senza conoscere i fatti”? È indubbiamente amichevole!
Adesso, siccome sono gentile, ti spiego una cosa: io sono sempre serena o poco nuvolosa. Ma quando incontro gallinelle (che poi si scoprono perfino virtuose del copia/incolla!!!) o galletti stonati come te (che non hanno niente da dire, se non suonare la sveglia la mattina), mi rabbuio subito e mi diverto un po’: come fa il gatto con il topo. È anche vero che mi passa subito, perché infine gli stupidelli fanno ridere!
P.S. Ti chiami Pecora di cognome, per caso?
Gentile “tizia”
sono estrememente lusingato che lei, che sostiene di non lasciare spesso dei post, abbia preso sul suo tempo per darmi del bue e dell’asino. Se questa sua sensibilità grammaticale è stata cosi’ scossa da un’accento sulla “a” di sa, le volevo solo precisare che quando si è fuori dall’Italia da più di 30 anni, quando si parla 5 lingue, quando, per lavoro si usano 3 keyboards differenti, qualche asinata ci puo’ anche scappare. Noto con piacere che a lei non fanno specie i teatrini sul blog dello stimato Damascelli, sfortunatamente con il suo post, non solo ha dato prova di quanto non le piaccaino, ma ha anche derogato ad una sua abitudine: quella di non pubblicare post, ma di leggere solamente. Continui a non lasciare post se è solo per trattare da buoi e asini gli altri. Sicuramente lei è amica di quelli che copiano e incollano.
Talita, no, niente trapela sulla paternità della Dati. Si continua a pensare che sia di Aznar e sai, se l’ex premier spagnolo mente cosi’ bene come menti’ all’epoca delle bombe a Mardid, allora la verità verrà fuori presto.
Leggo Damascelli con piacere e di rado leggo i commenti.
Ancor più di rado lascio commenti, ma leggendovi si osservano buoi che danno del cornuto a qualche asino che è un piacere. Complimenti per i teatrini edificanti!
Parlo soprattutto del tizio che si sganascia per gli errori degli altri e che non sa (appunto) che quando scrive “sà” (sic!) non usa la lingua italiana (né altro idioma)… e per tacer del resto.
Un velo pietoso va steso.
Damascelli, lei invece è un amore.
Romano, sei sempre piacevole e divertente!
Ma toglimi una curiosità, visto che sei in loco. C’è stata o non c’è stata la “clamorosa” rivelazione promessa sul padre del pupetto di Rachida?
Mi interessano molto le vicende delle femmes de pouvoir…
In omaggio per la Claudia, da noi che non sappiamo niente!!
#34 postfin (311) – lettore
il 16.01.09 alle ore 8:02 scrive:
#27 AnnoUno .. si procede diversamente. Si emette un mandato di arresto internazionale, si ricerca il “fuggitivo”, lo si arresta e porta in Italia. In sua presenza si celebra il processo (accusa e difesa alla pari), si ascolta l’ Imputato e poi arriva la sentenza; Quando si celebra un processo con la presenza della sola accusa e l’ assenza assordante dell’ imputato, la maggioranza dei paesi con un sistema giudiziario civile (fra i quali non si annovera l’ italia) non riconoscono le condanne “contumaciali” e non concedono l’ estradizione. Ancor di piu nel sistema italiano, la “riammissione nei termini” per presentare “appello” contro la sentenza contumaciale, priva l’ imputato di un grado del processo, potendosi avvalere esclusivamente dell’ appello; Evidenzio che la “riammissione nei termini” non e’ un “diritto” ma una concessione discrezionale della C.A., per questo inutile lamentarsi con il brasile, e’ il nostro sistema giudiziario da cambiare in toto.
Claudia,
per noi che parliamo senza sapere ti volevo solo dire che è intutile fare il copia e incolla di altri blog e spacciare per tue tali “elucubrazioni”. Avrai anche ragione ma almeno ragiona con la tua testa non usare il copia e incolla. Il tuo commento è stato già pubblicato parola per parola il un’altro blog. Allora vedi? Prima di dire che parli a quelli che le cose non le sanno stai attento, perché qui’ c’è gente che ti scopre gli altarini. Poi, quando copi e incolli almeno abbi l’accortezza di correggere gli errori d’ortografia. Anche mia nipote di due anni lo sà che altrimenti si fa beccare.
Talita, perchè non la smetti di criticare le persone attaccandole sulla non conoscenza dell’italiano ed inorridendoti sulle parole che usano? L’hai fatto anche con me criticando il mio sudista che esiste, guarda il caso, nell’accezione con cui è stato utilizzato ed è così anche per contumaciale. Per quando orridi fanno parte della lingua italiana ma devi capire che qualcuno di noi potrebbe non appartenere all’Accademia della Crusca e del Cruschello, in poche parole dei puristi della lingua italiana e se malauguratamente li ha usati non intendeva ferire nessuno.
Se vuoi criticare qualcuno contesta i concetti che esprimono e scrivi perchè ritieni siano sbagliati. Attaccarsi alle parole che scrivono è infantile. Se il tuo cognome fosse Pecora e ti prendessero in giro come reagiresti? Risponditi da sola. I Blog servono per confrontare le idee e non per prendere in giro chi vi scrive ma se ritieni che sia un tuo diritto farlo puoi ritornare all’asilo e ripercorrere tutto il tuo modo d’essere. Ripassandolo può essere il caso che qualcosa ti illumini.
Per gli amici del Blog su “contumaciale” suggerisco il seguente indirizzo, che è pertinenete al caso Battisti in ambito europeo e potrebbe essere di riferimento per comprendere quanto sta succedendo in Brasile : http://www.sioi.org/Sioi/Maratea.pdf
Notizie spicciole da parte di una che purtroppo non conosce i fatti:

1) il 2 aprile 2008, il Procuratore generale della Repubblica brasiliana diede PARERE POSITIVO all’estradizione di Battisti, sottolineando che i reati per cui quel delinquente è condannato in Italia non sono di natura politica, in quanto gli omicidi avvennero durante AZIONI DI RAPINA. Evidentemente neanche l’ignorantissimo Procuratore generale conosce gli intoppi CONTUMACIALI.
2) In teoria la decisione del Governo brasiliano potrebbe ancora essere ribaltata dalla locale Corte suprema, che dovrebbe pronunciarsi sull’estradizione entro febbraio p.v.
Francamente mi auguro che neppure la Corte suprema si faccia troppi problemi riguardo i processi CONTUMACIALI.
3) Quando il turpe assassino Battisti fece richiesta di asilo politico, il Conare (l’organo preposto alla decisione) il 28 novembre 2008 la rigettò, precisando che non trovavano alcun fondamento le balle raccontate da quel delinquente, ossia la persecuzione in Italia e addirittura il pericolo di essere ucciso!!! Come se tutti in Italia fossero degli assassini come lui!
Evidentemente pure il Conare se ne frega dei processi CONTUMACIALI!
O Claudia, per te che parli spacciandoti per una “che sa tutto” – perfino l’orrido aggettivo “contumaciale”: ooooooooooooh! – da persona che non conosce i fatti ti do anch’io un piccolo chiarimento terra-terra: l’arroganza del tuo incipit dice tutto di te!
Leggendo il tuo post, inoltre, riscontro il fatto che neanche tu sai proprio tutto… Almeno della lingua italiana!
Ossequi.
Per voi che parlate senza conoscere i fatti…ecco qualche chiarimento….e capirete perchè L’Italia non è considerato un paese serio da nessuna parte.
La legge Italiana ha valore in Italia, mentre in Brasile conta molto poco. I processi contumaciali non sono riconosciuti da tante nazioni, pertanto nessuna “elucubrazione” mentale, ma una presa d’ atto, che il sistema giudiziario italiano e’ quello che .. e’, non per altro la CDl ne desidera il cambiamento radicale. SIn che restera in piedi il “processo” contumaciale, le sentenze emesse tramite questa strana ed illegale “procedura”, avranno fuori dell’ italia, scarso valore, ma per tutti i condannati di destra, centro e sinistra. si procede diversamente. Si emette un mandato di arresto internazionale, si ricerca il “fuggitivo”, lo si arresta e porta in Italia. In sua presenza si celebra il processo (accusa e difesa alla pari), si ascolta l’ Imputato e poi arriva la sentenza; Quando si celebra un processo con la presenza della sola accusa e l’ assenza assordante dell’ imputato, la maggioranza dei paesi con un sistema giudiziario civile (fra i quali non si annovera l’ italia) non riconoscono le condanne “contumaciali” e non concedono l’ estradizione. Ancor di piu nel sistema italiano, la “riammissione nei termini” per presentare “appello” contro la sentenza contumaciale, priva l’ imputato di un grado del processo, potendosi avvalere esclusivamente dell’ appello; Evidenzio che la “riammissione nei termini” non e’ un “diritto” ma una concessione discrezionale della C.A., per questo inutile lamentarsi con il brasile, e’ il nostro sistema giudiziario da cambiare in toto.
Fine.
Ou la!!! Talita domanda a Tony di aprire un blog sulla grandeur della francia, cosi’ ti racconto come questo popolo che da lezioni, avvicenda i giornalisti televisivi come ci si cambia la camicia, per motivi politici. Come banchieri di Mitterrand si suicidano. Come il primo ministro di Mitterrand si suicida (con un colpo alla testa e mancandosi clamorosamente). Come il potere politico mette la museruoula per 20 anni a stampa, sevizi segreti e quant’altro per nascondere la figlia segreta del presidente. E noi in Italia fondiamo come burro se qualcosa è français o viene dalla France. Non dimenticare mai che Caterina DeMedici gli ha portato le forchette ed i cessi a questi buzzurri, mangiavano con le mani e ti lascio immaginare il resto…… Sai cosa? Meglio non farlo aprire questo blog…. hahahahahha un salutone!
Ciao, Romano! Che telenovela, eh?
È certo che il cambio di nazionalità le ha fatto proprio male… Una delle mie migliori sghignazzate risale a quando ho letto la seguente dichiarazione di Carlà: “I miei riflessi epidermici sono di sinistra”… Ho smesso di ridere solo quando mi è venuto in mente che probabilmente si tratta di una sua gravissima malattia infettiva della pelle (stato del cervellino-ino-ino: non pervenuto).
Se a te non va di commentare, commento io. Per punti.
1) Le autorità brasiliane fanno davvero pena, se ascoltano le intercessioni di una Vargas qualsiasi. Vabbè che è un’archeozoologa (!), ma tutto ha un limite. O dovrebbe averlo. Peccato che il Brasile non si limiti alla bossanova, che mi piace tanto!
2) La Vargas si interessi dei suoi scheletrini preistorici o degli scheletri che ha nell’armadio, come tutti del resto! E soprattutto si riconcili con il suo cervello: non stia a preoccuparsi della riconciliazione degli Italiani con la loro storia.
3) Sarkozy ha già dimostrato chi porta i pantaloni in casa, nella vicenda della mancata estradizione dalla Francia dell’ex brigatista Marina Petrella. La sua signora addirittura anticipò il tutto alla stampa, alla faccia dell’autorità del marito-monsieur le Président e della politica estera francese.
4) Su Carlà si potrebbe scrivere un trattato, ma devo necessariamente contenermi. Se Carlà fosse ancora di nazionalità italiana, la vedremmo solo su riviste e/o giornaletti di vario tipo: ben vestita o nuda. Nella seconda versione la vedremmo anche affissa ai finestrini dei camion. Siamo quindi spiacenti per i Francesi, che invece se la devono sopportare addirittura all’Eliseo… Quelqu’un m’a dit che presto ne avranno le tasche piene, se già non rigurgitano
Che altro ti posso dire, Romano? Tutta questa grandeur non la vedo proprio in Francia!
Ricambio il bacione.
Talia, completiamo l’informazione che hai dato. L’avvocato francese di Battisti ha dichiarato che la Vargas ha intercesso presso le autorità brasiliane dope aver avuto un colloquio privato con Sarkozy. Questo colloqui è stato sollecitato dalla Carlà, che è un’ammirarice della scrittice Vargas. Quindi in sonstanza, se Battisti non è stato estradato lo si deve all’intervento, anche di sponda, della presidenza francese. visto che poi l’avvocato che lo difende in brasie è pure lui francese, il tutto quadra perfettamente. Finisco poi col dirti che lezione ci ha mandato la signora Vagras, senti questa apparsa sul giornale L’Express : “Sarebbe ora che gli italiani si riconcilino con la loro storia”. Non mi va neanche di commentare. Un bacione a te!
Ho sempre pensato ingenuamente che l’esercizio della giustizia fosse qualcosa di nobile di eccelso, cioè l’”Ars boni et aequi”. Mi sono sbagliato, assisto senza parole a sentenze sragionate di giudici che ignorano lo spirito delle leggi, “scire leges non hoc est verba earum tenere, sed vim ac potestatem” e che poi usano parti delle norme per fare concessioni incredibili, “incivile est nisi tota lege perspecta una aliqua particula eius proposita iudicare vel respondere”. E sono questi gli eredi della nostra gloriosa eredità del Diritto Romano? Ma che ritornino a scuola o facciano altri mestieri!!.
Le citazioni sono di P.Iuventius Celsus filius console nel 129 AD, ogni membro della giudicatura dovrebbe saperle a memoria e non io che sono solo un amante della giurisprudenza.
Udite, udite! Oggi L’Unità-trallallero-trallallà pubblica un articolo dal titolo “Fred Vargas: «Difendo Cesare Battisti, è stato lasciato solo».
Poverino… sto piangendo tutte le mie lacrime!
Sembra che Fred Vargas sia una scrittrice di gialli, ma anche – nota l’autore dell’articolo – “una ricercatrice e studiosa di archeologia e paleontologia (precisamente è archeozoologa), abituata a cercare con ostinazione verità storiche con un paziente lavoro di scavo, reperimento, concatenazione di frammenti, infine ricomposizione di un senso come un puzzle.”
Troppa grazia, sant’Antonio! E poi io qui non vedo puzzle… Sento solo PUZZA!!!
P.S. Che cavolo è la “ricomposizione di un senso”?!?
Ciao, Nadia. Vorrei dirti il mio parere. Se il nostro Stato ricorresse alla pena di morte, si metterebbe sullo stesso piano degli assassini tipo Battisti, nel senso che toglierebbe la vita inutilmente e compirebbe una vendetta, anziché applicare una giusta punizione.
D’altra parte ormai disponiamo di ampie statistiche sulla pena di morte e tutte ci dicono che non è affatto un deterrente per i delinquenti, che per lo più non sono per niente intelligenti e quindi pensano sempre di cavarsela, di non essere mai “beccati”.
Lo Stato deve invece punire i delinquenti senza ripensamenti e sconti di pena, se non in casi eccezionali. Altro che buona condotta in carcere!
Adesso si concedono sconti di pena se il detenuto si comporta bene!!! Invece occorrerebbe dirgli: avrai un notevole prolungamento della pena, se ti comporti male! Che si costruiscano più carceri e si assicuri un trattamento civile ai detenuti, ma non si può più sopportare che – per esempio – una condanna a 30 anni di carcere significhi effettivamente 18 anni al massimo, con permessi, vacanze, spassi e passeggiate, magari sotto gli occhi delle vittime!!!
Per non parlare dell’indulto, utile solo a vuotare le carceri sovraffollate per qualche mese, dopo di che tornano a riempirsi alla velocità della luce, perché gli indultati vanno fuori a fare danni.
Altro che certezza della pena… Così continuiamo a prenderci in giro!
per tutti i delinquesnti io sono per la pena di morte: AMEN
così è un bell’esempio per chi volesse fare qualcosa di male. nn se ne può piùùùùùùùùùùùùùùùùù
Caro Tony, per quanto riguarda Ganci, una piccola consolazione è che ieri il ministro Alfano ha dichiarato di voler riproporre il 41bis per quel delinquente. Ovviamente le solite prefiche hanno cominciato subito a ululare. I Radicali, infatti, si sono stracciate le vesti e Rita Bernardini è riuscita finalmente ad apparire sui giornali, dichiarando tra l’altro: “La scelta del ministro Alfano (…) è la prova manifesta di come, nel tempo, sull’applicazione del 41bis, all’evoluzione normativa e giurisprudenziale in termini di riconquista di spazi minimi di dignità giuridica, si sia andato contrapponendo un indirizzo di politica giudiziaria che ha finito per condizionare pesantemente l’autonomia giurisdizionale. Da questo punto di vista mi domando che fine abbiano fatto in queste ore gli strenui difensori dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura”. (AdnKronos, ieri)
Io invece NON mi domando che fine abbiano fatto i Radicali, perché constato che sono diventati ectoplasmi blateranti.
Capito?!? Adesso è la politica a condizionare i magistrati, mica il contrario! Ma questi qui con chi credono di parlare? Con un popolo bue, senza offesa per i buoi???
In quanto a Battisti, se il Brasile è contento di offrire rifugio a un terrorista assassino con le mani insanguinate da 4 omicidi, si accomodi pure! L’altra faccia della medaglia è che non dovremo offrire vitto e alloggio gratis a quel rifiuto della società.
non c’è bisogno di boicottare. c’è bisogno di decisione. gli americani arrivano al punto di andarsi a prendere i colpevoli di alcuni reati dovunque si trovano. li prendono, li incartano e se li portano a casa. questo perchè la legge degli stati uniti lo permette. arrivati a questo punto dovremmo fare anche noi così. chi è colpevole di reati così gravi, non deve sentirsi mai al sicuro. la giustizia lo deve perseguitare per tutta la vita e ovunque lui sia. deve essere braccato. e, se possibile, fare come fanno gli americani. noi italiani, di qualunque orientamento politico ci poniamo sempre con troppo rispetto nei confronti di altri governi. sarkozy per un capriccio della moglie, italiana peraltro, scappata in francia per paura delle br oltretutto, si è rimangiato la parola, non consentendo l’estradizione della petrella. lula ora si comporta allo stesso modo. spero che il presidente del consiglio, tanto amico sia di lula che di sarkozy, faccia sentire la sua voce, ma, da berlusconiano convinto, ho l’impressione che su questi temi il presidente, dimostri disinteresse quasi assoluto.
a me invece questa storia dei terroristi che vanno in parlamento, insegnano nelle università e scrivono su libri e giornali serviti e riveriti da una parte politica e da certa stampa, mi da veramente ai nervi. questi mostri hanno ammazzato centinaia di servitori dello stato, che al contrario dei terroristi star, sono stati praticamente dimenticati, e mi devono fare la morale a me. devono essere trattati come profughi politici, ci dobbiamo sentire accusare, noi italiani, di essere persecutori. noi siamo persecutori. loro, i vari battisti, petrella, achille lollo, un altro che sta in brasile in vacanza, invece sono dei benefattori dell’umanità. loro, che non si accontentavano di ammazzare padri davanti ai propri figli, tornavano a finirli con un colpo alla nuca, che bruciavano vivi bambini, sono dei perseguitati politici. io vorrei capire qual’è la concezione di persecuzione politica che hanno in brasile.
non capisco come sia possibile poi che per uno come priebke, che ha cento anni, ogni volta che lo fanno uscire solo per andare in ospedale, scoppia un putiferio e per uno che commette 40 omicidi, senza considerare sicuramente gli altri centinaia di reati connessi, nessuno fiati.
anche in italia c’è una concezione alquanto bizzarra della giustizia. la magistratura ha più paura che reiteri il reato uno come ricucci, o come cecchi gori, infatti vengono arrestati ogni due per tre, che gente che, appunto, commette 40 omicidi, o scioglie i bambini nell’acido. mi viene il dubbio che se al mafioso avessero trovato in tasca un abbonamento del milan o una polizza assicurativa con la mediolanum, nessuno avrebbe acconsentito ad uno sconto di pena.
Tony, penso che il caso di Battisti sia ancora più serio, nel senso che prima la francia, poi il brasile ci hanno preso a schiaffi e hanno preso a schiaffi le decisioni, in nome del popolo italiano, prese dalla nostra magistratura. francia e brasile (e notare bene che le cito in minuscolo) stessa battaglia. Screditare la nostra democrazia. Ci manca solo uno sproloquio del compagno Chavez su di noi e siamo a posto. Quello che mi domando è perchè, alla stregua di altre nazioni, noi siamo solo capaci di “protestare ed indignarci” presso le autorità brasiliane. Dovremmo cominciare a farci sentire come fanno gli altri. Boicottando tutto quello che ci arriva dal brasile, viados compresi!!! Impensabile che una nazione che ha scoperto, se l’ha mai scoperto, il significato della parola democrazia, solo dal 1985 ci venga a dire che quell’assassino neo scribacchino, da noi rischia persecuzioni politiche!!! Bisognerà pur dirglirlo al compagno Lula che Battisti è nocivo per l’ambiente, e chissà forse sarà più incline a sbatterlo fuori!!!
caro tony si prendono i voti sulla paura degli italiani vera o presunta che sia è poi il preseidente del consiglio non può o non vuole garantire la sicurezza dei cittadini.
Battisti se lo possono pure tenere ben stretto.