Vorrei dire di Eluana. Vorrei. Poi mi fermo, poi penso a Lei, a suo padre, a quelli che le stanno attorno, vicino. Molti, troppi, forse nessuno per Lei medesima. Penso al viaggio dell’ambulanza, stavolta non per salvare una vita. Penso al padre che soffre e ogni tanto ricorda, lo dovrà fare, lo avrà fatto, al giorno della nascita della sua creatura, alla festa, ai primi vagiti, alla speranza, alla vita insomma. Tutto questo ha ricevuto il timbro di un tribunale. Si spacca la coscienza dell’uomo, cattolico e non soltanto. Penso all’egoismo di chi rimane, di chi vuole prolungare ipotesi di respiri, miraggi di esistenza. E a chi ritiene questo già un atto di fede nell’uomo stesso. Verrà il momento, il dopo, il non più. Verranno altre Eluane senza che nessuno possa spiegare perchè questa vita che ci viene regalata c viene anche tolta. da vivi.

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