Bonolis e Grillini
Ormai al festival di Sanremo sono saltate le marcature. Le canzoni sono un pretesto, si può fare e dire di tutto, invitare amici, sodali, soci, affini e poi, arriva il bello. Per esempio uno canta, dico Povia, e il suo brano “Luca era gay” è argomento di discussione da settimane, di giorno e di notte. Trattasi di canzone ma Povia è Povia non è mica Mina che, parola di Patty Pravo è ectoplasma, o Paoli che condede la pietas al pedofilo violentatore, Povia no, dunque si adatti. Si adatti a vedere la seguente scena: Bonolis, una volta finita l’esecuzione del cantante, cede il microfono a uno spettatore che è poi l’onorevole Grillini, esponente dell’arcigay, il quale conclude il proprio intervento con uno schiaffetto a Povia che non conosce i problemi dei gay. Seguono fischi e applausi. Grillini ha fatto il suo mestiere, anche da propagandista annunciando la prossima manifestazione di protesta del suo movimento. Ma Bonolis ha creato un buon precedente: ogni testo discusso o discutibile avrà ora bisogno di un intervento dall’esterno, telefonata da casa, intervento del pubblico in sala per contestarlo, approvarlo, criticarlo. Il festival non è più di un ente pubblico come la Rai, ormai è di un presentatore, è di chi prende un milione e decide a proprio piacimento di offrire il microfono a chi gli garba, sempre per proteggere le cosidette minoranze. E poi in questo benedetto Paese è ormai diventato impossibile pensarla in maniera diversa altrimenti sei un razzista, un violento, un antidemocratico. Avere un’idea è pericoloso, avere un’ideologia è più comodo. Si fa carriera, si prendono denari. Anche più di trenta.

Il festival non rappresenta la canzone italiana, ma le case discografiche. La canzone italiana non esiste più per molti motivi, il principale dei quali è che non interessa se non per il guadagno che può dare. Ormai è tutto al soldo del soldo, San Remo compresa, anzi San Remo soprattutto. Perciò, in caso di Festival mi premunisco di un buon libro e non accendo la televisione. In quanto a Bonolis, gli riconosco alcuni meriti, come la presenza di spirito, la conoscenza delle leggi dello spettacolo. Ma è troppo villano e si compiace di esserlo. Quel suo romanesco è insopportabile anche se la dizione è ottima. Grillini non lo conosco e non ci tengo a conoscerlo.
Cari amici,la colpa è tutta nostra! Non sappiamo usare il telecomando. Quando ci sono questi spettacoli deprimenti, degni di un popolo senza palle,basta cambiare canale o spegnere la tv.Leggiamoci un bel libro e cerchiamo di essere più liberi da tutto e da tutti.
Bonolis e Grillini? Ecco i valori della sinistra…prima dei lavoratori,prima della sicurezza sul lavoro…Miliardi sperperati dal servizio pubblico,assunzione tra i valori della Repubblica,non di antiche radici giudaico-cristiane ma degli antichi vizi di Sodoma e Gomorra.
Oh tempora,oh mores!
Questa sinistra è ributtante anche quando non governa!
I suoi esponenti maggiori tutti a San Remo.
I suoi interessi? Eliminare gli infermi,colpire la famiglia,esaltare la devianza,impedire il progresso,maledire il Papa,calpestare i valori ,dare la tortura della sete e della fame in nome della libertà,rubare sugli appalti,disprezzare gli altri,calunniare gli avversari sabotare i lavori,impedire il lavoro e milla altre cose acnora..Evviva!
inutile, tanto cestinate quelli inopportuni x Voi !!!!!!
E` deprimente rendersi conto che esistano tanti imbecilli come Daniele Costanzo .
La gente si deve essere bevuta il cervello; c’è in giro un conformismo rivoltante per cui se non sei sempre politicamente corretto non hai nemmeno diritto di parlare. In nome della democrazia, s’intende.
il festival di Sanremo è sempre più proiettato a sinistra. Del resto come tutta la società italiana nonostante la sinistra politica rappresenti solo il 30% dell’elettorato(mettendoci dentro anche i cattolici ex democristiani). Non c’è momento nel gayfestival(neologismo creato traducendo letteralmente la parola inglese gay=felicità , quindi gioiosofestival) in cui non si manifesta qualcosa di sinistra, dalla musica agli ospiti. La proiezione dell’evento musicale Sanremo sui media, sulle tv, sui giornali, su internet, alla radio è spunto per parlare solo di cose di sinistra. Mi viene un sospetto e cioè quello che centro destra e centro sinistra si siano messi d’accordo e si siano suddivisi gli spazi lasciando lo spazio più importante, quello della cultura, ai figli del 68, perchè chiaramente il 68 è anche di sinistra. Il pensiero unico massificato traccia le linee di comportamento e di educazione della nostra società. Allora il 70% della popolazione diventa xenofoba, razzista omofoba etc etc etc. A quel punto credo che anche il testo di Povia sia stato creato ad Hoc per procurare clamore ed alimentare approfondimenti cari a tutti gli omosessuali pubblici, Del Noce, Signorini, Cecchi Paone, Luxuria, Grillini, Platinette e tantissimi altri. Tutto è pilotato in questa società, si sa pure chi vincerà il festival come sono pilotati tutti i pseudo concorsi pubblici mediatici che ci propinano nel nome della trasparenza e dell’onestà. Ed in tutto questo il centro destra è statico, impassibile, non prende posizioni e soprattutto non censura. la censura è come la sculacciata che ogni padre deve dare al proprio figlio per far valere la propria autorità. Immagino qui che i lettori di questo blog vi chiederanno i miei dati personali per denunciarmi al telefono azzurro e a tutte le procure italiane per pensiero e comportamento non conforme alla cultura illuminista e scientista.
dottor Damascelli,
per cortesia (non se la prenda, non è personale),faccia spostare nella pagina degli spettacoli il suo commento , mi sembra fuori luogo nella pagina della cultura.
non le sembra ?
cordialmente
Esiste un testo di sociologia degli anni 60 ormai introvabile che parla di “Trasbordo ideologico inavvertito” attraverso le cosiddette “parole talismano” quelle parole cioè volte a sollecitare emotività più che parlare ai cervelli. E’ stato così per “libertà”, “democrazia”, “giustizia”. Bastava condire un discorso con queste parole e passava anche il messaggio del più bieco e totalitario comunismo. Il chiamare “gay” che in inglese significa “allegri” gli omosessuali risponde a questa logica: attribuire una valenza positiva a quelle che sono oggettivamente inversioni sessuali e operare quel “trasbordo ideologico inavvertito” per cui nel giro di una generazione si finirà per assimilare le coppie omosessuali alle coppie normali e relativa adozione di bambini senza che la cosa susciti particolare sdegno nella pubblica opinione salvo ovviamente gli inguaribili seguaci del “male assoluto”.
Ma è cosi difficile in Italia avere un idea diversa da quelle “imposte” dalla cultura di sinistra ? Cultura allineata e dalla quale non si può discostare, pena la messa al bando !! E’ strano perchè anche il razzista il xenofobo l’antiomosessuale è una categoria minoritaria di diversi !!!Non sono razzista Non sono xenofobo ne antiomosessuale e pure sono diverso solo perchè non la penso come l’onorevole Grillini
Mah!!! Sanremo un tempo era un festival musicale dove amore rimava con cuore,i testi erano un poco ingenui,ma almeno non sconfinavano nella volgarità.
Un tempo, Modugno, con “Volare” donava all’Italia prestigio musicale e fama di Paese sano e innamorato.
Oggi,purtroppo, non è più così.Oggi,a Sanremo si fa anche politica, criticando quasi sempre a senso unico.
Begnini poteva evitare di sfociare nella politica, avrebbe potuto impegnarsi a leggere la Divina Commedia che è sempre un ottimo esercizio culturale sia per chi ascolta che per chi la recita.
La rai….Ho visto la fine dell’urss….ma la privatizzazione della rai? Caro Tony non solo canone.E la fiscalita’ generale?
Stasera mi sento di schifo.
Un perfetto idiota.
Ormai sono maturo per qualche ospedale psichiatrico per lungodegenti.
Gabriele mi consiglia di riposarmi, finendo di parlare con un sorrisetto.
Liturgia.
Alzo le spalle.
Tanto sono sicuro che non servirebbe a nulla.
Grazie al cielo a Sanremo c’è Roberto Benigni.
Così mi limito a sedermi davanti alla TV ad aspettarla e, detto per inciso, a godermi lo spettacolo.
Sono sicuro di aver piazzato il colpo mortale alla tristezza.
Giusto.
Ogni tanto ho l’impulso di cambiare canale, dopo aver ascoltato canzoni belle, canzoni ballabili basate su ritornelli accattivanti e canzoni bruttine ma cantate da famose star, quando eccolo arrivare sul palco dell’Ariston.
Roberto Benigni: un grandissimo talento unito ad una vivace intelligenza.
Inutile dire di più.
Termina di recitare.
Rimango in silenzio ancora per qualche minuto, poi rimetto a posto il cuscino del divano e mi alzo.
Uscendo dalla sala da pranzo, mio figlio Alessandro mi chiede cosa ne pensi di Povia.
Non so cosa rispondergli.
Ho ascoltato la contestata canzone “Luca era gay”, la storia di un omosessuale che diventa eterosessuale.
Mah…Povia racconta semplicemente una storia di confusione, ed è anche apprezzabile sul piano musicale, ma Sanremo è un amplificatore tremendo e distorcente.
Quindi ci sono state manifestazioni antipovia da parte di associazioni gay e del “Comitato di liberazione da Povia” che ritengono il testo offensivo.
“I diritti non si barattano per quattro soldi: venduto”. “L’unico malato sei tu”. “Benigni, coraggio: schierati contro l’omofobia”.
A sollevare i primi cartelloni anti-Povia davanti all’ingresso dell’Ariston sono stati alcuni rappresentanti della federazione giovanile dei Comunisti italiani.
Dichiarazioni attribuite a Povia in interviste a varie riviste in verità non hanno facilitato la distensione.
Sabato, poi, sarà la volta della manifestazionedell’Arcigay.
Vabbè, però ritengo eccessivo tutte queste polemiche su una semplice canzone.
I problemi sono ben altri, come quelli affrontati da Benigni che a un certo punto del suo bell’intervento ha detto che “gli italiani non hanno bisogno della certezza della pena, bensì della certezza della cena”, alludendo chiaramente alla continua perdita d’acquisto dei nostri salari.
Poi spengo le luci e vado a letto.
A dormire, o a provarci.
Nella penombra, penso a tante cose.
Penso che mi è piaciuta più la canzone di Marco Carta di quella di Povia.
Cavolo, non sarò mica gay?
Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)
X eugenio,
sottoscrivo totalmente il suo post!!! Aggiungerei che in più delle tv, delle riviste patinate, dei salotti borghesi ecc. ecc. non dimentichiamoci le lobby inaccessibili per chi non ha cartucce da sparare in quella direzione. Pensiamo alla moda, all’editoria. Roccaforte di quella cultura omosessuale (e non degli omosessuali).
Più leggo sto blog e più rido:
C’è chi scrive “…Il nostro popolo non vuole i Pacs, i Dico o come diavolo li vogliono chiamare però la cultura omosessuale e sentimentale(nel senso dell’amore patinato, quelle delle riviste di gossip, giusto per intenderci)dei Grillini, dei Luxuria, dei Caruso ce la devono per forza infilare come se fosse di natura ancestrale e divina quindi normale. La cultura omosessuale e attenzione parlo di cultura e non di omosessualità verso cui non ho nulla perchè ho rispetto verso l’essere umano in genere, è figlia di quella filosofia illuministica che ha distrutto l’identità della cultura Europea ed è l’ennessima arma bianca contro il pensiero Tradizionale e Umanistico…”
Poi c’è chi dice “… Del Noce il quale ormai, sinistrorso provetto,ha scambiato RAI1 per la sua televisione privata,che può gestire a suo piacimento e per farne il trampolino di lancio per la sua entrata in politica…”
Mi piace pensare che queste cose vengano scritte apposta, per accendere il flame della discussione. Mi piace pensarlo perchè così sono autorizzato a ridere. Pensare qualsiasi altra cosa sarebbe troppo opprimente e sconfortante…
Però che bei lettori che c’hai. Conoscono tutte le parole che finiscono in “ismo” (relativismo, illuminismo, individualismo). Se solo conoscessero anche la sintassi, un po’ di storia e di letteratura sarebbero perfetti. Ma non si può avere tutto.
Qui chi è da criticare è Del Noce il quale ormai, sinistrorso provetto,ha scambiato RAI1 per la sua televisione privata,che può gestire a suo piacimento e per farne il trampolino di lancio per la sua entrata in politica. Quando vedremo la Sinistra smettere di accusare Berlusconi delle cose che fa lei?(leggi:controllo della RAI nei suoi tre canali,più RAI NEW24,più le radio pubbliche).
X daniele catanzaro : il nostro è’ un paese dove bisogna essere politicamene corretti, perchè altrimenti vieni messo alla gogna, questa è la verità. Le minoranze prevaricano sulle maggioranze, il non senso sul buon senso, la menzogna ( il relativismo!)sulla verità. E’ un paese dove, fra poco, verrà epurato anche il vocabolario ( oltre che il cervello) per far piacere a chi dispone dei forti e possenti mezzi di comuicazione, nell’imporre solo una visione.E’ il paese dell’individualismo sfrenato,dove le relazioni interpersonali si basano esclusivamente su un autosfruttamento. Questa è l’Italietta,una volta paese di scopritori,santi,scienziati geni ed artisti: ora solo un ovile di pecorume infestante!
Caro Damascelli qui il problema è sempre lo stesso parlare bene, male o a sproposito, questo non importa, solo e soltanto dei problemi della cultura di sinistra, delle minoranze di sinistra come se fossero gli unici problemi della nostra società. Il punto è proprio li, ideologico, altro che sociale o di costume. Hanno deciso di propinarci ed imporci una cultura globalizzante e massificatrice come quella di sinistra per cui adesso opporsi è diventato un problema tant’è che c’è chi richiama alla resistenza, magari prendendo scuola su quella titina(vi immaginate tutti questi omoni gay miuscolosi, sculettare col moschetto per le mani????)). Il nostro popolo non vuole i Pacs, i Dico o come diavolo li vogliono chiamare però la cultura omosessuale e sentimentale(nel senso dell’amore patinato, quelle delle riviste di gossip, giusto per intenderci)dei Grillini, dei Luxuria, dei Caruso ce la devono per forza infilare come se fosse di natura ancestrale e divina quindi normale. La cultura omosessuale e attenzione parlo di cultura e non di omosessualità verso cui non ho nulla perchè ho rispetto verso l’essere umano in genere, è figlia di quella filosofia illuministica che ha distrutto l’identità della cultura Europea ed è l’ennessima arma bianca contro il pensiero Tradizionale e Umanistico. Cartucce da sparare ne hanno tante perchè i cannoni dipsonibili sono ovunque: sono le tv, le riviste patinate, i salotti borghesi di sinistra, il vittimismo, quello si ancestrale, che è tipico della debolezza della personalità femminea dell’uomo;fronteggiali è difficile perchè la cultura e la società è indirizzata verso questi mutamenti cui non è facile opporsi
Povia incominci a lavarsi.
Vabbè ma che discorsi. Tu puoi dire tutto quello che vuoi sui gay caro Damascelli, così come io posso dire tutto quello che voglio sui giornalisti che prendono i soldi dal presidente del consiglio, proprio come gli stallieri siciliani di un tempo. Il fatto è che se per fare pubblicità al mio faccione attacco una minoranza, qualunque essa sia, anche i ladini e i celiachi, dal palco di un festival nazional-popolare e pagato coi soldi del canone, forse ne nasce una questione di opportunità. No, non sei razzista Damascelli (non solo). Semplicemente non ci arrivi. Sei tonto. Chissà che un giorno non facciano una canzone anche su di te.
Questo è un paese dove i gay ,gli immigrati, le donne si mettono alla gogna, alla sbarra. Questa è una dittatura, prepariamoci alla Resistenza.