La mano de Dios ha un debito

Risulta, dunque, che Diego Armando Maradona debba versare al Fisco italiano euro 37 milioni, in  lettere trentasette per rendere ancora neglio l’idea. Dicono i dirigenti di Equitalia, addetti alla riscossione, che l’argentino è sotto controllo e non sfuggirà al pagamento del dovuto. Non so bene che cosa significhi sotto controllo. Maradona si è già presentato in Italia più volte, è andato allo stadio, ha danzato in tivvù (Rai, roba pubblica), si è fatto intervistare ma probabilmente in quelle occasioni Equitalia aveva altro da fare, gli uomini delle fiamme gialle non sono intervenuti, al massimo hanno chiesto un autografo, nessuno riusciva ...

Il vate di Setubal

Non male l’ultima esternazione di Mourinho: moltissimi allenatori non scelgono la formazione ddella propria squadra, lui sì, altrimenti, il giorno dopo, svuoterebbe l’ufficio e chiuderebbe la valigia per andarsene. Un uomo così, con princìpi così duri e puri, dovrebbe essere nominato presidente del Portogallo, dell’Onu, di Amnesty International. Invece è costretto a svolgere il ruolo di allenatore di una squadra di football, nemmeno grandissima visti i risultati internazionali da lui medesimo ottenuti in Inghilterra prima e in Italia dopo. Un uomo così va rispettato come lo rispettano i cortigiani e gli ignoranti. Un allenatore così va capito, come l’ho capito io ...

Se Nereo avesse avuto l’Ilaria

Li chiamano fenomeni, special one, vincenti, vip. Sono gli allenatori del football contemporaneo. Vanno in tivvù, frequentano la pubblicità, sono ricoperti di denari, si occupano anche delle loro squadre. Senza una telecamera ad inquadrarli sarebbero allenatori e basta. Immaginate Nereo Rocco o Bruno Pesaola, per citare così due a memoria ma due particolari nel genere. Immaginateli oggi, con l’Ilaria  di Sky ole emittenti private a fare baruffa, immaginateli con la l’intervista flash, con il microfono dietro la panchina, con la prova tv, con le Iene, Scherzi a parte. Immaginateli dirimpetto a Mourinho o Zeman, Spalletti o Ranieri, Mancini o o ...

Special no one

La vita è bella ma il calcio ancora di più. Basta poco per cambiare idea, tattica, risultato, allenatore, squadra. Bastano un paio di giorni e si abbandona un’opinione per presentarne un’altra, diametralmente opposta. Sull’argomento, Josè Mourinho resta un vero mattatore. Dopo uno show durato nove mesi, con tutte le api a ronzare attorno al suo miele, con il tono giusto per stupire i borghesi, lo special one ha combinato una furbata delle sue, a capo chino, stavolta, con la voce fioca: ha aggiunto due sole lettere per ribaltare se stesso e spiazzare il resto del mondo. Lui era lo special one ma ...

Dalle prostitute ai prostituti

Josè Mourinho è una leggenda. Parla e il popolo ascolta, inebetito. Lui dice, ridice, un po’ Gilberto Govi un po’ Beppe Grillo, intendo la pronunzia anche se ci sono momenti di comicità rara, parla, dunque, e nessuno osa aprire il diario, il libretto dei ricordi, l’almanacco del calcio. I prostituti di oggi sono una frase che piace, ad effetto, da titolo, commento, editoriale. I prostituti sono il femminile, ovvio, delle prostitute di cui Josè Mourinho sicuramente deve aver sentito parlare e di cui deve aver letto ai temopi giù gloriosi del Porto da lui allenato. Era la stagione 2003/2004 e il campionato ...
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